Foggia piange, Cerignola ride. Situazione rossoneri molto delicata, giallobù rifiatano pur non convincendo

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È un declino irreversibile. Al quale bisogna porre un freno in fretta, prima che sia troppo tardi. Il Foggia scivola in classifica sempre più giù, ora la zona playout dista solo 4 lunghezze, il derby di Cerignola che ha fatto registrare una nuova sconfitta (la quinta nelle ultime 10) ha ribadito quanto già si sapeva: la squadra è in caduta libera  e senza più punti di riferimento, di questo passo sarà inevitabile ritrovarsi in piena bagarre per la retrocessione.

I 90' del Monterisi sotto questo punto di vista sono stati la dimostrazione plastica di quello che è oggi il Foggia: una squadra senza anima che gioca per inerzia, che avrebbe pure insite le qualità per competere per traguardi diversi, ma ora come mai ha le batterie scariche ed il morale sotto i tacchi. E quindi spesso e volentieri finisce con l’essere preda delle proprie ansie. Senza dimenticare, ovviamente, che ha evidenti limiti strutturali soprattutto in prima linea, dove il potenziale è praticamente nullo. 

Contro il Cerignola visto all'opera lunedì sera, una formazione presente a sé stessa e che può far leva su una guida certa in panchina avrebbe fatto un sol boccone di un avversario inconsistente, che è la brutta copia dell'undici ammirato la scorsa stagione. 

La seconda gara in autogestione dell’era Canonico non poteva che avere un epilogo scontato, così come era accaduto un anno fa a Taranto: è stato desolante notare l’imbarazzante ed imbarazzato Olivieri in panchina provare a dare la scossa ai suoi, mentre c’era qualcun altro al suo fianco che di fatto fungeva da allenatore aggiunto. Il segnale inequivocabile del caos organizzato che regna oggi attorno al Foggia. 

E dire che sarebbe stato sufficiente giocare una gara intelligente e senza sbavature a Cerignola per portare a casa l'intera posta in palio vista anche la pochezza palesata da un avversario in panne. E invece alla prima difficoltà i rossoneri sono andati in affanno, e dopo 40' tutto sommato dignitosi hanno tirato i remi in barca. Inevitabile il 2-0 finale materializzatosi dagli undici metri e che ricaccia il Foggia a ridosso della zona pericolo. Con l'aggravante di un quadro generale che è un rebus e che inquieta. 

Canonico ormai è assente su tutta la linea, distratto com'è da trattative di subentro che pare però stentino a decollare. Abbandonato al suo destino e senza una guida tecnica diventa problematico per questo gruppo lasciato in balia delle onde inventarsi un futuro. Anche se la cosa che più rattrista in questo frangente è che il destino del Foggia interessi davvero a pochi.

QUI CERIGNOLA. Tre punti, zero gol subiti ed una vittoria ritrovata che ha fatto felici davvero tutti. C’è tanto Cerignola nel sentito derby vinto contro il Foggia: quello griffato dalla doppietta di Giancarlo Malcore (sempre più uomo derby): è arrivato il quarto successo ofantino nelle ultime cinque sfide, ma soprattutto è la vittoria che un’intera città aspettava. 

“La nostra non era una crisi di gioco ma al massimo di risultati dovuti a tanti fattori - tiene a precisare il tecnico Ivan Tisci -. È vero, abbiamo lasciato dei punti per  strada ma sono sempre stato  convinto che questi ragazzi avessero grosse potenzialità. Anche contro il Foggia abbiamo dimostrato di essere un gruppo solido che ha voglia di tornare a far divertire la sua gente. È chiaro che quando c’è bisogno di prendersi le responsabilità per qualcosa che non va bene è giusto che me ne faccia carico, viceversa quando le cose vanno per il verso giusto, proprio come nel derby, è altrettanto sacrosanto che siano i ragazzi a prendersi gli applausi. Abbiamo vinto un derby a cui tutti tenevano”. 

Un match in cui il Cerignola ritrova pure la giusta solidità nonostante l’ennesimo infortunio che ha costretto Allegrini a lasciare anzitempo il campo. Con una difesa in piena emergenza, la squadra ha retto bene non soffrendo praticamente mai, e  piazzando l’uno-due decisivo nei momenti clou del match. Insomma, in una partita sporca e sicuramente non avvincente, in cui entrambe le squadre avvertivano il peso della posta in palio, il Cerignola è stato più bravo e cinico. 

“Ero certo di questa reazione  - continua Tisci -. Sapevo che sarebbe stata la gara giusta, lo meritavamo noi assieme ai tifosi e alla società. Sono molto contento della partita interpretata contro il Foggia anche se mi resta qualche rammarico per le sfide precedenti. Potevamo avere qualche punto in più in  classifica ma va bene così. Sono certo che quando riusciremo a tornare al completo ci toglieremo grandi soddisfazioni”. 

Il riferimento inevitabile è ad almeno sei dei punti lasciati per strada contro Francavilla, Turris e Potenza a causa di quei cali di concentrazione che per fortuna contro il Foggia però non ci sono stati: “Devo ammettere che avevamo un po’ di apprensione visti i precedenti in cui ci eravamo fatti rimontare - commenta Tisci -. Ma siamo stati bravi e sempre sul pezzo. Abbiamo grandi qualità e nel secondo tempo del derby si sono viste di più”. 

Nell’ultima partita del ‘23 tra le mura amiche il Cerignola ha ritrovato gioia e sorrisi, e magari anche quel vento d’aria nuova che potrebbe far svoltare l’intera stagione. Perché vittorie come quelle contro il Foggia, in un derby, restituiscono morale e fiducia. Due ingredienti di cui questo Cerignola ne aveva fortemente bisogno. E chissà che ora che le critiche sono state spazzate via e che Tisci  ha rinsaldato la sua posizione  sulla panchina gialloblù non si possa davvero tornare a sognare.

“Preferisco non guardare troppo lontano - sottolinea il tecnico - . L’obiettivo è passare un Natale sereno. Sarebbe facile fare un bilancio ora. Ho un mio pensiero e credo nei ragazzi. Va capito che questo è un campionato difficile, e le partite vanno affrontate volta per volta”. 

E allora, basta guardarsi indietro, si riparte dalla vittoria contro il Foggia a cui provare a dar seguito già nell’ultima trasferta dell’anno contro il Giugliano, e chiudere così con i fiocchi (e un punto in più della passata stagione) il girone d’andata.
(Pino Autunno e Fabrio Trallo - l'Attacco)

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