Intrigo Foggia. Si fa sempre più delicata la situazione del club rossonero, sospeso a metà fra le vicende di campo che vedono i rossoneri ormai a ridosso della zona playout e le vicende societarie che, nel loro concatenarsi, non lasciano spazio nemmeno a un briciolo di ottimismo.
Il Foggia che è in picchiata e che precipita sempre più giù in classifica (nelle ultime 10 è stato capace di vincere una sola volta) è emanazione diretta del caos che regna sovrano in seno al club. Dove patron Nicola Canonico si ostina a perseverare in un atteggiamento di ostruzionismo che sta portando il Foggia sull’orlo del collasso.
Chi ha seguito con occhio attento l’ultima prestazione in campionato a Cerignola dei rossoneri, si sarà reso conto che la squadra ormai è allo sbando, preda delle proprie ansie. E chi si aspettava in queste ore almeno la svolta sul piano tecnico è rimasto deluso, perché attorno al club è calma piatta e non si muove foglia, dopo aver tentato vanamente di convincere Delio Rossi ad accettare un mandato-bis, timidi sondaggi sono stati fatti con Marchionni (sempre più vicino al Potenza) che ha confermato di essere stato contattato e poi di essere rimasto in attesa di una ulteriore chiamata che non è più arrivata.
Tutto tace da viale Ofanto, facile a questo punto immaginare che anche sabato sera contro il Monterosi toccherà a Olivieri essere l’allenatore, anche se solo sulla carta, perché in realtà ormai da una settimana le mansioni di tecnico le sta svolgendo full-time Antonio Junior Vacca, come proprio il match con l'Audace ha confermato inequivocabilmente.
Situazione paradossale, che nell'immediato non potrà che avere risvolti negativi sul gruppo, che è sempre più disorientato e che oltretutto in vista di una gara delicatissima come quella di sabato prossimo si ritrova falcidiato da squalifiche e infortuni: nell’ultima gara dell’anno mancherà sicuramente capitan Garattoni (appiedato per un turno), mentre sono in forte dubbio Rizzo e Di Noia (usciti malconci dal derby).
Se non interverranno fatti nuovi, al momento assai improbabili, il Foggia si presenterà con il nuovo allenatore in panchina solo in occasione della prima gara di ritorno dell’Epifania con il Taranto. E non è detto che in quella occasione in quello che sarebbe il suo debutto ufficiale non ci sia Serse Cosmi, il nome nuovo col quale Canonico negli ultimi giorni starebbe dialogando per porre un freno alla crisi tecnica che si è aperta dopo il siluramento di Mirko Cudini.
Il 65enne tecnico perugino è reduce dalla breve e sfortunata parentesi con i croati del Rijeka e non disdegnerebbe l’idea di guidare una squadra di C. Bisognerebbe capire cosa sarà in grado di mettere sul piatto della bilancia il presidente rossonero e soprattutto come intenderà potenziare la rosa alla riapertura del mercato. L’ultima mossa a sorpresa dell’imprenditore barese che è tutt’altro che da scartare sarebbe il segnale inequivocabile della sua permanenza al timone del Foggia.
L'attendismo a oltranza che sta caratterizzando l’ultimo scorcio della sua gestione sinora sembrava potersi spiegare con la necessità dell’imprenditore di Palo del Colle di individuare un soggetto in grado di subentrare alla guida del club, accollandosi oneri che però sembrano scoraggiare qualunque tipo di trattativa: troppe le variabili in gioco, notevole la massa debitoria accumulata nelle ultime tre stagioni (oltre 7 milioni?), conti in rosso che lasciano perplessi e che nelle ultime ore avrebbero indotto anche la cordata-De Cosmo a battere precipitosamente in ritirata.
Fosse vera l’indiscrezione, Canonico non avrebbe altra alternativa che proseguire in solitaria, mettendo così a tacere tutte le voci che negli ultimi tempi si sono inseguite in merito a un suo possibile disimpegno. Anche se il suo ripensamento finirebbe con il generare ulteriore malcontento in un ambiente che ormai ne chiede a gran voce l'addio. Il piatto, insomma, piange. E da qualunque angolazione la si inquadri, la matassa si presenta assai ingarbugliata.
Sullo sfondo si agita una squadra che in questo frangente avrebbe bisogno di un minimo di certezze per ritrovarsi e reagire alle avversità del momento e invece si continua a brancolare nel buio, con una proprietà assente su tutta la linea che dialoga a distanza da Modugno senza lasciar trasparire quali siano le sue reali intenzioni.
In tutto questo bailamme, prima della sosta natalizia c’è un’altra gara da giocare (e per giunta a porte chiuse) che, così com’era accaduto per il Cerignola, sembra interessare davvero a pochi: complicato tenere alta la tensione in un frangente in cui sono altri i pensieri che agitano l’ambiente e la squadra, ma sarà bene alzare l’asticella della concentrazione perché sabato sera allo Zaccheria arriva un certo Monterosi che evoca nefasti ricordi, e che per quanto fanalino di coda pare tutt’altro che rassegnato a retrocedere.
La sfida della scorsa stagione, come si ricorderà, segnò l’amaro epilogo del breve interregno di Mario Somma, che dopo il ko interno in tutta fretta rassegnò le dimissioni dopo appena 7 gare: corsi e ricorsi storici, il match che si profila all’orizzonte se apparentemente non sembra presentare molti punti di contatto con l’ultimo precedente, comunque mette i brividi. Perché solo con una vittoria il Foggia scaccerebbe in un angolo le polemiche di questi ultimi tempi, e regalerebbe un mezzo sorriso ad una tifoseria che è sempre più preoccupata del futuro.
Rinviare ulteriormente l’appuntamento con i tre punti farebbe accendere definitivamente la spia e getterebbe ulteriore scompiglio in un ambiente che solo 40 giorni fa respirava aria d’alta quota e che sperava di ripetere, magari con un risultato finale diverso, l’ultima annata che in tanti avevano sperato diventasse quella della svolta. Questa, invece, sembra ormai destinata ad assumere i connotati della stagione dei tormenti.
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