Foggia: l’organico è insufficiente per puntare alla salvezza. Non resta che aggrapparsi al mercato

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E sono quattro. Le sconfitte ormai in casa Foggia sono come le ciliegie: una tira l' altra, in una raccapricciante sequenza che condensa tutte le anomalie dell'ultimo mese e mezzo di gestione in casa rossonera. Peggio proprio non si poteva fare, il 2024 del Foggia finora è da incubo, e a guardare il calendario che bussa alle porte (Catania e Monopoli in casa, e Turris e Brindisi in trasferta nelle prossime 4) ci sarebbe da lasciarsi prendere dallo sconforto.

In considerazione del fatto che non si riesce a porre argine ad un trend negativo che sta spingendo inesorabilmente Rizzo e compagni verso il baratro. Nessuno ha fatto peggio nell'ultimo mese, quello che è destinato a passare alla storia come il gennaio nero del Foggia (che ha appena eguagliato la striscia negativa della gestione-Marchionni nella stagione ‘20-21) è coinciso con gli stop consecutivi con Taranto, Giugliano, Avellino e V. Francavilla. 

E l'impressione è che la serie-no da horror sia destinata ad allungarsi ulteriormente visto che venerdì prossimo allo Zaccheria arriva un Catania rivitalizzato dal mercato di riparazione che gli ha fatto cambiare pelle, e che lo mette adesso nella condizione di diventare la mina vagante in questo girone di ritorno. 

Unica consolazione, che mitiga l'amarezza del momento più complicato di questa controversa stagione, è il fatto che l'ultimo ko rimediato in campionato a Francavilla Fontana qualche timido cenno di ripresa lo ha evidenziato, i secondi 45’ condotti all'arma bianca nella metà campo della Virtus sono il segnale di una squadra che non intende arrendersi e che pur fra mille difficoltà vuole reagire a tutte le avversità del momento. 

In questo senso il ritorno di Mirko Cudini in panchina se non altro ha riportato un briciolo di equilibrio che nel breve interregno del tandem Coletti-Vacca si era smarrito in una squadra che sul piano tattico con il 4-3-3 è sembrata più presente a sè stessa. 

L'autolesionismo ad oltranza di un club che da tre stagioni a questa parte ormai si affida all'improvvisazione, e che non riesce a restare refrattario agli umori del momento, a metà dicembre scorso ha fatto perdere definitivamente la bussola, facendo precipitare il Foggia in una situazione che, dopo il pari di Potenza, cominciava sì a prendere una brutta piega, ma che fosse stata gestita con un pizzico di acume in più non sarebbe definitivamente precipitata. 

Ora invece tutto si complica maledettamente, aver individuato in Cudini il capro espiatorio di responsabilità precise che sono viceversa in capo ad una proprietà fin troppo farraginosa, è stato un clamoroso errore di valutazione che si spera ora non abbia ripercussioni in questa seconda parte di stagione che si preannuncia tutta in salita. 

Anche perché la soluzione dell'autogestione interna che colpevolmente la proprietà ha sposato assecondando i desiderata dei senatori del gruppo, ha procurato danni che si spera non si rivelino ora irreparabili. Gli ultimi 90' di venerdì sera hanno anche evidenziato in maniera inequivocabile la incompletezza di un organico che risulta ulteriormente impoverito da quest'ultima fase di mercato che alla fine dovrebbe registrare una decina di uscite che, almeno al momento, non sono state controbilanciate da altrettante entrate. 

Questi ultimi 4 giorni che restano ancora a disposizione per correre ai ripari saranno la ulteriore cartina di tornasole per comprendere quelle che sono le reali intenzioni di patron Nicola Canonico. Che in maniera improvvida in pochi mesi ha azzerato la squadra che solo nel giugno scorso era andata  ad un passo dalla B, nell’ottica di un ingiustificato ridimensionamento che ha scritto così la parola fine alle ambizioni del club. 

Canonico prosegue nella sua opera di  smantellamento di un organico che l’estate scorsa, fosse stato adeguatamente puntellato, avrebbe potuto continuare ad essere protagonista. E invece il patron continua imperterrito a fare e disfare a proprio piacimento. Dando un ulteriore saggio della sua ormai riconosciuta incompetenza calcistica.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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