Ora il pallone a Foggia cerca casa. E un padrone. Chissà, forse. Pareva fantacalcio fino a ieri, oggi potrebbe diventare realtà. Anche se il condizionale è d’obbligo e certe indiscrezioni potrebbero essere messe artatamente in giro. Dunque meglio non alimentare inutili aspettative e attendere gli eventi.
Dopo l’esito impalpabile dell’ultima stagione che ha mortificato le ambizioni e l’oggettiva difficoltà dell'attuale proprietà ad assecondare il legittimo desiderio della piazza di essere protagonista in C, la svolta potrebbe essere dietro l'angolo. Improbabile, infatti, che a questo punto il patron Nicola Canonico intenda proseguire la sua avventura in rossonero, troppe le variabili in gioco, queste sono le ore della profonda riflessione sul da farsi.
Nel suo quartier generale di Modugno, l’imprenditore barese sta sfogliando la margherita: il cuore gli suggerirebbe pure di proseguire e di infischiarsene degli umori di una tifoseria sempre più delusa che ormai ne chiede a gran voce la testa, la ragione invece gli suggerisce di mollare, e subito, perché ormai il suo tempo a Foggia è scaduto e il momento è il più propizio per defilarsi uscendo dalla porta principale.
Canonico deve solo stabilire quale formula utilizzare per ufficializzare il proprio disimpegno: se farlo cioè a margine di una conferenza stampa ad hoc oppure se utilizzando la strada istituzionale. Con il coinvolgimento diretto dell’amministrazione comunale e della sindaca Maria Aida Episcopo, per esempio.
Quello che è certo è che il nodo con ogni probabilità sarà sciolto in settimana, non oltre domani, questa la deadline che il patron vorrebbe imporsi per chiudere il cerchio. Scrivendo una volta per tutte la parola fine sulla sua esperienza in Capitanata che gli ha regalato più noie che gioie. C’è oltretutto una vicenda giudiziaria che lo riguarda e che non lo lascia tranquillo. E che gli consiglia di desistere adesso, gli atti vandalici di cui a più riprese negli ultimi tempi è stato fatto oggetto assieme al figlio Emanuele lo hanno sfibrato e sfiduciato, come i rapporti sempre più deteriorati con una parte della tifoseria organizzata.
È venuta meno, insomma, la serenità indispensabile per portare avanti qualunque tipo di progetto, Canonico oltretutto già da diversi tempi starebbe ricevendo pressioni sempre più pressanti dalla famiglia, che ne invoca l’uscita di scena.
E poi ci sono le valutazioni fatte da imprenditore che lo scoraggiano: rimanesse in sella anche la prossima stagione in quanti gli concederebbero ancora credito? E in quanti sarebbero ancora disposti a passare dal botteghino per abbonarsi o per assistere alle gare interne del Foggia?
Idem dicasi peri partner commerciali, molti dei quali già da tempo lo hanno abbandonato. Sarebbe un bagno di sangue difficile da fronteggiare a cuor leggero, sul piatto della bilancia i “contro” hanno ormai preso nettamente il sopravvento sui “pro”. Per cui... Per cui meglio dire basta.
Poi però fra il dire e il fare ce ne passa e allora sempre meglio procedere coi piedi di piombo, soprattutto quando di mezzo c’è Nicola Canonico, che una ne pensa e cento ne fa. Il punto, semmai, è un altro: esiste al momento una valida alternativa? Rumors incontrollati, che meriterebbero ulteriori approfondimenti, parlano di una trattativa di cessione in piedi ormai da diversi mesi con un non meglio identificato Fondo finanziario fiduciario che vorrebbe acquisire il 100 per cento del pacchetto azionario e che avrebbe come referente un avvocato di Andria che farebbe da tramite appunto tra il Fondo, i suoi investitori, la banca e il maggior azionista del Calcio Foggia 1920.
Ci sarebbe un patto di riservatezza fra le parti che scadrebbe domani 3 maggio (giorno concordato per la chiusura della due-diligence) che vieta ovviamente in questo frangente qualunque fuga di notizie. Sembrerebbe anche che recentemente la trattativa si sarebbe un tantino raffreddata dopo le notizie trapelate dalla Procura di Bari che hanno messo nel mirino alcune vicende oscure che si intreccerebbero con il Foggia Calcio, ma le interlocuzioni sarebbero comunque proseguite serrate per arrivare il prima possibile ad uno sbocco.
Dunque un Fondo di cui non si hanno ulteriori notizie, ma non solo. Sottotraccia, infatti, ci sarebbe (c’è) un gruppo solido e di ampie garanzie sul piano della solvibilità economica e i cui referenti sono imprenditori molto noti del territorio di Capitanata (e della Puglia più in generale) che sono alla finestra da tempo, pronti a subentrare appena all’orizzonte si creeranno i presupposti per venire allo scoperto. E questa dell’eventuale resa di Canonico potrebbe essere l’occasione buona per dare la stura all’assalto del club.
Puntano al rilancio del calcio foggiano su basi concrete le cinque anime che sono pronti a spendersi in prima persona per la loro terra, facendo leva sulle figure manageriali di riferimento. Il piano industriale è pronto da tempo, pietra miliare la costruzione di un centro sportivo che finalmente patrimonializzerebbe il club. Questione di giorni e, dovessero trovare conferma le indiscrezioni che vogliono Canonico battere in ritirata, sarebbe pronto a palesarsi.
Quel che è certo è che bisogna fare in fretta perché il prossimo mese di giugno all’orizzonte incombono alcune delicate scadenze che prevedono il pagamento degli stipendi ai tesserati, il pagamento dei contributi fiscali e soprattutto l’iscrizione della squadra al prossimo campionato. Impegni gravosi, non di poco conto che bisognerà fronteggiare per tempo, ecco perché già i prossimi giorni potrebbero essere decisivi per le sorti del Foggia.
Molto dipenderà da quelle che sono le reali intenzioni del patron: bluffa da abile giocatore di poker o stavolta vuole per davvero dire una volta per sempre basta alla sua controversa storia con il Foggia?
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).