Tanto rumore per nulla? Quella di ieri doveva essere la giornata spartiacque rispetto alla possibilità auspicata da Canonico di avere al suo fianco un pool di sponsor targati Foggia. Quelli stessi cioè che dal maggio scorso stanno tentando (invano?) la scalata al club.
In realtà ieri è successo molto altro, perché contro ogni previsione si è registrato l’ultimissimo, disperato tentativo di Salandra & co. di chiudere con un abile colpo di mano la trattativa per rilevare il club, dopo che pareva ormai essersi definitivamente arenata. E il fatto che il legale del gruppo degli imprenditori locali, l’avvocato Damone, sia piombato nel quartier generarle di Canonico a Modugno e per tutto il giorno sia stato a tessere la tela col presidente rossonero lascia aperto uno spiraglio alla possibile cessione del Foggia.
Oscuri i termini dell’offerta che però sembrerebbe aver fatto vacillare il patron inducendolo a convocare d’urgenza i suoi legali e commercialisti per verificare la fattibilità dell’operazione. Non è escluso che in tarda serata sia arrivata l’attesa fumata bianca. Il condizionale è d’obbligo, perché nel mosaico mancano alcuni tasselli fondamentali che aiuterebbero a rendere meno intricata la matassa, oggi probabilmente se ne saprà di più, nel senso che in via definitiva si capirà se sul ponte di comando resterà il solo Nicola Canonico. O se si registrerà quello che a questo punto sarebbe un clamoroso ribaltone.
Ieri, nel primo pomeriggio Salandra & co., si erano dati appuntamento in call per concertare la comunicazione ufficiale da indirizzare al Calcio Foggia 1920 con la quale avrebbero ufficializzato il loro definitivo disimpegno: tutti uniti e compatti (fatta qualche rara eccezione) nel ritenere non ipotizzabile un supporto sostanzioso (si parla di almeno 500mila euro per esaudire i desiderata di Canonico) in termini di sponsorizzazioni e di rinunciare dunque a qualunque tipo di apporto.
Ma sottotraccia c’era chi contemporaneamente lavorava per aprire un nuovo fronte, quello della possibile svolta. Non è detto, dunque, che si risolva in una bolla di sapone il tira e molla delle ultime settimane, con le sollecitazioni anche della Sindaca Episcopo che alla fine potrebbero contribuire a mutare lo scenario. E’ chiaro che, laddove non se ne dovesse far nulla, d’ora in avanti Canonico dovrà fare leva solo sulle proprie disponibilità. Oltre che sugli incassi derivanti da campagna-abbonamenti e introiti derivanti dal botteghino, e da una raccolta pubblicitaria che si preannuncia poco redditizia.
Niente di più facile però che lo stesso imprenditore di Paolo del Colle abbia già messo in preventivo che dai colleghi foggiani non avrebbe spillato un euro e quindi non è detto che non abbia già pronto il piano B. Ad horas, salvo imprevedibili dietrofront dell’attuale proprietà, arriverà l’annuncio ufficiale del neo-direttore sportivo che dovrebbe rispondere al nome di Pasquale Foggia. Che per quanto allettato da altre offerte (Brescia su tutte), alla fine sembrerebbe voler mettere nero su bianco col club daunio, anche perché la soluzione-Foggia lo intrigherebbe di più.
Messo il primo tassello, si passerà quindi a individuare anche il nuovo allenatore. E qui potrebbe essere una lotta a due fra Cristian Bucchi e Fabio Caserta, due nomi ai quali è particolarmente legato il 41enne dirigente napoletano. Bucchi sarebbe una scelta più di cuore, con l’allenatore romano Pasquale Foggia ha già lavorato fianco a fianco nel ‘19, nel suo primo anno a Benevento.
La seconda soluzione, invece, è più meditata e porta al tecnico calabrese, reduce dall’esonero di Cosenza. L’inizio della carriera di Caserta allenatore risale alla stagione ‘16-17, durante la quale fa parte dello staff della Juve Stabia come vice di Gaetano Fontana. Furono anni in cui seppe far fruttare le panchine: il debutto in Serie B fu infatti positivo e Caserta, in particolare, fu capace nella stagione ‘18/19 di condurre il club nella serie cadetta, con un’entusiasmante promozione e due sole sconfitte in campionato.
La stagione successiva in B non fu però all’altezza delle aspettative. Arrivò infatti l’immediato ritorno in Serie C a seguito di un molto deludente piazzamento finale in campionato. Il diciannovesimo posto finale non fu sufficiente per evitare la retrocessione e nell’agosto ‘20 arrivò la risoluzione consensuale. Caserta ovviamente proseguì altrove: gli allenatori sanno bene che anche le belle storie sono destinate a finire.
Nel suo caso, ha trascorso quasi dieci anni alla Juve Stabia pur con un epilogo amaro. Dopo questa esperienza, nell’agosto 2020 firmò per allenare il Perugia, club all’epoca militante in Serie C. Qui un buon risultato immediato, a cancellare le ultime difficoltà con la Juve Stabia. In una sola stagione altra promozione in Serie B ma anche l’inattesa scelta: non l’esonero, ma un nuovo accordo per la risoluzione consensuale del contratto.
In seguito Caserta firmerà per allenare il Benevento (con Foggia ds), club di Serie B che arrivava da una precedente stagione nel massimo campionato nazionale. La prima annata fu tutto sommato positiva, tanto da aprire prospettive incoraggianti per la successiva. Ma nella stagione ‘21/22, dopo una partenza non ritenuta all’altezza di un club che evidentemente ambiva a tornare subito in A, Fabio Caserta fu esonerato. Pesarono i soli 7 punti raccolti nelle prime sei giornate, con ben tre sconfitte.
Ultima esperienza in ordine di tempo quest’anno sulla panchina del Cosenza, ma anche in questo caso le cose non sono andate per il verso giusto con un nuovo esonero che in qualche misura ha macchiato il suo percorso di crescita. Foggia, poi Bucchi o Caserta: ci sarebbe questo nell’immediato futuro del club rossonero. A meno che oggi...
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