Foggia Calcio: tramonta la trattativa, Canonico non batte ciglio, ma intanto il ds Foggia si allontana

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Sarà un crescendo... canonichiano. Come nelle migliori tradizioni del patron di Palo del Colle, che dopo aver respinto anche l’ultimo assalto degli imprenditori locali, si appresta a rilanciare le quotazioni del Foggia alla borsa del campionato. Non ce l’hanno fatta a spuntarla Salandra&co., che hanno prestato una volta in più il fianco alle recriminazioni del maggiore azionista rossonero. Che non perderà occasione per sottolineare come sia mancata la volontà a rilevare la società, nonostante da parte sua ci sia stata la massima disponibilità a trattare.

Un film già visto, insomma, che però stavolta non sarebbe male farlo rivedere alla Sindaca Maria Aida Episcopo che dovrà essere resa edotto sulle ragioni che hanno indotto l’attuale proprietà a proseguire per la propria strada. Mercoledì sera per la verità c’è stato un momento in cui Nicola Canonico ha vacillato, la proposta di Salandra&co. oggettivamente era allettante: con il subentro immediato nella governance e l’accollo di 3 milioni di debiti e con la possibilità per il presidente rossonero nei successivi 3-4 mesi di risolvere la controversia col socio di minoranza Pintus, si erano create le premesse per il cambio al vertice. L’avevano strutturata bene l’offerta gli irriducibili che in avanscoperta avevano mandato l’avvocato Damone a Modugno per preparare il terreno, l’idea prospettata a Canonico era quella di una sorta di “noleggio” che così avrebbe accelerato il loro ingresso favorendo la gestione diretta del Foggia. 

Ma poi in serata Canonico tanto per alzare la posta avrebbe posto come condizione per chiudere l’operazione il deposito di due fideiussioni dell’importo pari a 4 milioni e a 700mila euro, una richiesta suppletiva che ha bruscamente frenato la trattativa e costretto la cordata a battere in ritirata. 

Fine delle trasmissioni, anche l’estremo tentativo di Salandra di trovare un compromesso è naufragato, oltre due ore al telefono trascorse con Canonico sono risultate inutili, il patron è apparso irremovibile sulle sue posizioni e alla fine il presidente di Fortore Energia, suo malgrado, ha dovuto comunicare ai colleghi che, almeno per il momento, non se ne fa nulla: “Abbiamo avuto una lunga conversazione con Canonico io e l’avvocato Santangelo, per ora non ci sono le condizioni per andare avanti nella trattativa e pertanto ci aggiorneremo quando ci sarà una schiarita”, questo il senso della comunicazione di Salandra agli altri imprenditori, coi quali ha anche stabilito di non procedere ad alcun tipo di apporto economico sotto forma di sponsorizzazioni in favore del Calcio Foggia. Passaggio, quest’ultimo, ampiamente prevedibile dopo il mancato accordo.

Ma almeno stavolta le parti si sono lasciate senza strascichi polemici e soprattutto senza che siano volate le torte in faccia, come invece accaduto un anno fa di questi tempi. Difficile che a questo punto possano registrarsi ulteriori novità sul versante societario, la palla ora passa nelle mani di Canonico. Che, incassato il diniego degli oltre 20 imprenditori di Capitanata che pure a certe condizioni si erano dichiarati pronti a scendere in campo, ora dovrà giocoforza dare un indirizzo alla stagione del Foggia, che nelle intenzioni dovrebbe essere ambiziosa, ma che d’ora in avanti necessiterà di puntuali conferme.

Nel frattempo però i segnali che arrivano non sono molto rassicuranti: si infittiscono, ad esempio, le voci che vorrebbero Pasquale Foggia, candidato numero uno ad essere il nuovo ds rossonero, sempre più vicino al Brescia. L’ex fantasista napoletano, che continua a rendersi irreperibile e che finora non ha fatto trasparire nulla sul suo futuro, avrebbe confidato di non sentirsela di scendere in C, anche perché c’è Cellino che spinge per averlo al suo fianco con le rondinelle. 

Per cui che il suo passaggio alla corte di Canonico possa saltare diventa molto più che una semplice ipotesi. A maggior ragione dopo che il patron avrebbe rivelato che sul versante del direttore sportivo bisognerà pazientare fino a fine mese, in quanto il papabile all’incarico sarebbe sotto contratto fino al 30 giugno. Essendo però Pasquale Foggia fermo da un anno, e quindi non avendo nessun vincolo contrattuale, ecco che prende corpo l’ipotesi che non sarà l’ex Benevento a succedere a Emanuele Belviso. 

Davanti adesso Canonico ha circa 20 giorni per individuare la possibile alternativa a Foggia, che a questo punto non è detto non sia un altro nome di spicco per la categoria: Luca Leone, per esempio, anch’egli reduce da un anno sabbatico dopo l’esperienza con la Ternana. Potrebbe essere questo l’identikit ideale per il presidente, che è alla ricerca di un profilo di provata esperienza che possa fungere anche da direttore generale. 

Ruolo che il 54enne dirigente pescarese ha già svolto con profitto a Lanciano per oltre 7 anni e per il quale potrebbe rendersi disponibile, atteso che il dg Vincenzo Milillo potrebbe passare ad altro incarico, molto probabilmente retrocesso al settore giovanile. Leone però piace anche all'Ascoli, che e appena retrocesso in C e che vorrebbe puntare proprio su di lui per centrare l’immediato ritorno in B.  

Non trova conferma invece il nome di Paolo Bianco, accostato al Foggia per la panchina come erede di Mirko Cudini. L’ex difensore di Ordona, la passata stagione in B con il Modena, contattato telefonicamente ha escluso categoricamente un suo ritorno in rossonero: “Non potrei mai allenare il Foggia - ha precisato -, sono troppo tifoso. Vivrei male l’esperienza, non sarei professionale. Mi dispiace, devo essere lucido nelle mie scelte. E’ sempre stato il mio sogno allenare la squadra della mia città, ma devo ritenere che rimarrà tale”. 

Tutto in alto mare, allora. Salta Foggia e tutto torna quindi in discussione. Sia per il ds che ovviamente per l’allenatore. Se ne riparlerà con ogni probabilità non prima dell’1° luglio.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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