Alessandro Nunziante c’è l’ha il Benevento. E il Foggia se n’è accorto solo domenica sera. Purtroppo. Il numero uno sannita, che a 17 anni ha convinto anche Auteri a lanciarlo in pianta stabile coi grandi, contro la squadra della sua città ha confermato di essere un numero uno. In tutti i sensi.
A Benevento è solo di passaggio, presto molto presto spiccherà il volo verso lidi prestigiosi. Ad attenderlo c’è la A e qualche club di prestigio che lo ha messo nel mirino ormai da tempo. Per ora Nunziante fa gavetta in C e ruba le attenzioni degli addetti ai lavori.
Almeno tre sono stati gli interventi prodigiosi che hanno negato al Foggia la soddisfazione del gol della bandiera: sembrava quasi avesse un conto personale aperto con Emmausso, al quale ha prima respinto un tiro dal dischetto e poi tolto letteralmente dal sette una pennellata che pareva destinata a concludere la sua traiettoria in rete.
Per il ragazzino terribile son piovuti applausi a scena aperta dagli spalti e la palma di migliore in campi gli è spettata quasi di diritto. Il che dopo un rotondo 4-0 la dice lunga sul peso specifico della sua prestazione nell’economia del risultato finale.
In diretta tv a fine gara Nunziante poi si è sciolto e ha candidamente ammesso: “In passato ho sognato di vestire la maglia rossonera, ma purtroppo a Foggia il settore giovanile è fin troppo trascurato e così alla fine sono dovuto emigrare per avere un opportunità”.
Che il Benevento non ha esitato a concedergli. E che il ragazzo, partito dalla Juventus San Michele, ha saputo giocarsi al meglio. Come conviene ai campioncini che sono dei predestinati. Segnatevi questo nome in agenda: presto gli spetterà un posto nella Hall of Fame. Garantito.
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