Il malato è di quelli gravi, tra quelli che nonostante i medici provino a far rinvenire usando anche terapie d’urto, rifiutano i trattamenti, a volte anche in maniera involontaria, senza dar modo ai propri cari di avere almeno qualche tipo di speranza. Questa la situazione di un Foggia che, anche nell’ultima apparizione al Partenio-Lombardi, nonostante il cambio di guida tecnica che ha portato a sedere sulla panchina dei rossoneri Eziolino Capuano al posto di Massimo Brambilla, è sembrato una squadra vuota, confusa, nervosa e soprattutto senza cattiveria agonistica che in questa categoria, ed in questo girone soprattutto, è requisito fondamentale per sperare di poter recitare un ruolo da protagonisti.
L’ex tecnico del Taranto, proprio contro il suo recente passato nell’anticipo dell’ottavo turno di campionato allo Zaccheria, dovrà iniziare la propria cura proprio lavorando su questo aspetto. Anche nel ventre dello stadio irpino Capuano ha rimarcato come, indipendentemente dalle qualità dei singoli, scenderà in campo solo chi avrà lo spirito giusto e non di certo quello mostrato da alcuni elementi contro i Lupi biancoverdi.
Millico ma soprattutto un Emmausso ai limiti della decenza, sembrano non aver recepito il messaggio che il tecnico nativo di Salerno ma lucano di nascita (Pescopagano per la precisione) ha lanciato nella conferenza stampa di presentazione, declamando quello che è il suo pensiero personale su chi verrà inserito nel progetto tecnico. La sonora bocciatura sancita dalla doppia sostituzione prima di iniziare la ripresa ad Avellino dovrebbe servire a Millico ed Emmausso a capire come se non iniziano a scendere in campo con il sacro fuoco agonistico che Capuano pretende il rischio di vedere il resto del girone d’andata, nella migliore delle ipotesi, dalla tribuna può diventare concreto.
Il secondo tempo del Foggia, complice anche il calo del ritmo della squadra di Biancolino che ha di fatto spadroneggiato nei primi 45 minuti, è partito in maniera decisamente più importante e quantomeno con uno spirito più battagliero, complici gli ingressi di Orlando e Zunno senza dubbio più volitivi rispetto a chi era prima in campo. Ci ha pensato invece Danzi a dare la seconda istantanea di una squadra totalmente in confusione ed in affanno dal punto di vista fisico; due gialli in poco meno di dieci minuti che hanno reso impossibile una rimonta che già sembrava proibitiva.
L’ex centrocampista di Verona e Cittadella, che sembrava a metà campo quello in miglior condizione fisica, ha mostrato in maniera netta e lampante la mancanza totale di lucidità che aleggia nella truppa rossonera. A questo dobbiamo aggiungerci le condizioni fisiche, che solo a chi non possiede spirito critico, non potevano destare più di qualche dubbio già in fase di costruzione della squadra, soprattutto in mediana che come reparto, al di là di quello che può essere il canovaccio tattico prescelto, sono affidate le maggior parte delle fortune di una compagine.
Se il centrocampo non gira e non riesce ad essere intraprendente ed esuberate sotto tutti gli aspetti per tutti i novanta minuti, ne fa la spese sia la difesa, che viene lasciata preda delle incursioni avversarie, sia l’attacco, al quale non arrivano i rifornimenti giusti per poter essere pericoloso sottoporta. Crediamo davvero che il Foggia fatichi a fare gol per lo stato di forma di Murano?
In estate Roma (e Canonico) hanno costruito un centrocampo che, Tascone ed il baby Pazienza a parte, prevedeva Da Riva (certo l’infortunio fortuito contro la Team Altamura, ma reduce da appena sette presenze nello scorso campionato), Mazzocco (12 presenze), Gargiulo (4 presenze) e lo stesso Danzi (13 presenze). Se su sei elementi che devono formare un reparto, tu rischi su almeno quattro di essi, è ovvio che devi sia mettere in preventivo che ci vorrà tempo affinchè ognuno trovi la forma giusta e sia dare modo a chi li allena di poterli avere al pieno della condizione per esprimere il proprio gioco.
Serrare le fila, accorciare il più possibile le zone di campo da dover coprire, magari venendo favoriti dai ripiegamenti degli esterni d’attacco, potrebbero essere le contromisure più veloci che Capuano potrebbe portare alla sua squadra per fermare l’emorragia di gol alla quale stiamo assistendo. Perchè anche contro l’Avellino, pur scendendo in campo con un centrale di ruolo in più, il Foggia è apparso parecchio vulnerabile in difesa, a causa proprio del mancato filtro fatto dal centrocampo e dagli esterni, con Salines e Felicioli decisamente in difficoltà contro delle mezze ali come Sounas e De Cristofaro che con un D’Ausilio in grande spolvero hanno messo a ferro e fuoco l’area di rigore foggiana.
Carillo, che ci pare possa essere il nuovo capitano rossonero visto il momento particolare che sta attraversando Millico, è una (o forse l’unica) buona notizia che viene dalla trasferta campana, con il calciatore che ha anche il vantaggio di conoscere Capuano dai tempi di Messina e quindi sapere già cosa egli pretende dai propri uomini. Perchè occorre intervenire in fretta soprattutto sulla psiche del gruppo squadra, andando a toccare le corde giuste per risvegliare le anime di questi calciatori che sembrano essere privi di qualsiasi tipo di mordente a livello agonistico.
Riuscirà Eziolino a trovare la cura giusta per sanare il malato Foggia?
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