Foggia Calcio, Murano al bivio: il capocannoniere fatica a ritrovare la via del gol. Ma Capuano lo aspetta

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La solitudine del Samurai. Jacopo Murano ed il gol continuano ad essere ... nemici per la pelle. E per il Foggia la prolungata astinenza del suo bomber comincia a pesare. L’ex attaccante del Picerno, arrivato in pompa magna negli ultimi giorni dell’ultimo calciomercato estivo con i galloni di capocannoniere del torneo in carica (ex-aequo con Patierno con 20 gol nella scorsa stagione), sta faticando a ritrovare confidenza con la via della rete. 

Neanche il cambio tecnico ha giovato alle prestazioni dell’attaccante lucano, che sotto la gestione Brambilla era apparso ancora in netto ritardo di condizione, complici anche le prime due giornate saltate per squalifica. Con l’arrivo di Capuano la musica non è cambiata, il ragazzo appare assolutamente avulso dal gioco e relegato a meri compiti di copertura delle linee di passaggio avversarie, senza avere mai a disposizione nessuna palla gol nitida per poter dimostrare le doti da raffinato cecchino dell’area di rigore qual è.

Capuano ovviamente continua a difenderlo e a ritenersi soddisfatto delle sue prestazioni, ma è ovvio che di questo passo Murano per il Foggia rischia di diventar un peso. 

Dal punto di vista tattico di certo non giovano all’attaccante nativo di Potenza i suoi partner d’attacco, da Orlando a Millico passando per Emmausso, che più di una volta optano per giocate singole, anzichè assistere colui che dovrebbe essere il finalizzatore della manovra, e che più di una volta attacca lo spazio alle spalle dei difensori avversari senza però mai venir mai servito.

L’unico calciatore che per caratteristiche sembra abbinarsi bene al numero 14 rossonero è Zunno, l’ex fantasista del Messina è quello più incline all’assist per i compagni, ma Murano spesso e volentieri si ritrova solo contro due (se non addirittura tre) centrali di difesa, e allora rendersi pericoloso in zona gol diventa più difficile che scalare l’Everest. 

I numeri per lui al momento sono impietosi: in 8 presenze finora messe a referto partendo sempre titolare sia con Brambilla che con Capuano, ha totalizzato 585 minuti con un solo gol segnato (quello al Giugliano, peraltro con la grande complicità del portiere campano Barosi). Per fare un paragone con quella che è stata la sua ultima straordinaria stagione agli ordini di Emilio Longo, dopo la 10^ giornata il giocatore vantava già un bottino di 9 reti segnate ed un assist, con una tripletta rifilata alla Turris ed una doppietta al Benevento. 

Qualcuno potrà eccepire che al Picerno tutta la squadra giocasse per lui: vero, ma anche in maglia rossonera il suo posto al centro dell’attacco non è mai stato messo in discussione, così come la sua centralità all’interno di un progetto tecnico che, almeno in partenza, lo vedeva assoluto protagonista. 

Ad influire su una partenza così stentata sembra giocare un ruolo preponderante la precaria condizione fisica che è un male comune alla squadra. Anche nell’ultimo match col Catania Murano è apparso impacciato, impalpabile nei contrasti, tutto un altro giocatore rispetto a quello che, nello strappo in velocità nei primi 15-20 metri, lo avevano reso devastante con i colori rossoblù del Picerno. 

E’ evidente che il recupero pieno della condizione standard è imprescindibile per permettergli di poter incidere nel futuro prossimo del Foggia. E in questo senso Capuano da quando ha preso le redini del gruppo, di concerto con il suo staff, ha preparato una tabella incentrata sul recupero fisico personalizzata per ogni rossonero, che consenta di portarlo nel più breve tempo possibile in condizioni fisiche ottimali. La sensazione è che bisognerà pazientare ancora, anche se il dubbio che si sta insinuando tra i tifosi riguarda la tenuta psico-fisica dell’attaccante, che più volte nel corso della sua carriera è apparso abbastanza fragile nella gestione delle energie nervose, soprattutto quando si è confrontato con grandi realtà. 

Prima dell’avventura nell’isola felice di Picerno, Murano aveva lasciato un buon ricordo sia a Perugia che a Trapani, con due stagioni da assoluto protagonista in cui aveva realizzato rispettivamente 11 e 10 reti, record personale dell’attaccante dopo l’exploit dell’anno scorso. Quando però è arrivato vestendo i panni  del bomber che doveva spostare gli equilibri (come ad esempio avvenuto nel suo passaggio all’Avellino nella sessione invernale del calciomercato ‘22), ha clamorosamente toppato. Con i Lupi irpini l’avventura si è conclusa con appena 2 gol in 29 presenze.

Il club di patron Canonico per portarlo in terra di Capitanata (battendo la concorrenza al fotofinish sulla Torres) ha sborsato cento mila euro, oltre ad un corposo biennale. Il che per una calciatore che il 14 febbraio prossimo compirà 35 anni è tanta roba. Quando il suo contratto scadrà col Foggia Murano sarà arrivato alle soglie delle 37 primavere. 

Puntare su Lescano, di oltre sei anni più giovane dal punto di vista anagrafico, avrebbe sicuramente portato ad un maggior esborso per l’acquisizione del cartellino dalla Triestina, ma in prospettiva il Foggia avrebbe potuto realizzare una plusvalenza sicura in caso di cessione. 

Murano di tempo per vincere la sua personale scommessa ne ha ancora, ma il rischio che a monte si sia commesso un errore di valutazione è concreto.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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