Foggia Calcio: le amnesie di mister Eziolino Capuano. E adesso la risalita è ancora più impervia

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Cinque punti nelle prime 6 giornate sotto la gestione Brambilla, altrettanti nelle successive 4 coincise con l'avvento di Eziolino Capuano in panchina. L'auspicata inversione di tendenza in casa Foggia per ora è più nelle intenzioni che nella sostanza. Il cambio ha dato la scossa, nel senso che la squadra sembra se non altro essersi risollevata da quello stato di catalessi in cui era piombata dopo il doppio ko con Benevento e Giugliano. Ma poi sul piano pratico i miglioramenti complessivi non hanno apportato benefici concreti in termini di classifica. 

Fa rabbrividire infatti quel quindicesimo posto attualmente occupato da Carillo e soci, che dopo meno di un terzo di stagione si ritrovano nella scomoda situazione di dover inseguire. 

Di spazio e di tempo per rimediare ad una annata che si era inaugurata sotto ben altri auspici ce n'è, in fondo lo score di Capuano in rossonero, se si eccettua il debutto ad Avellino dove il tecnico di Pescopagano in appena due giorni dal suo arrivo non ha potuto incidere più di tanto, lascia presagire una lenta ma graduale risalita. Il punto è capire questo gruppo fin dove possa spingersi, e se abbia realmente nel suo dna le caratteristiche per puntare in alto. 

Le big ormai hanno trovato la loro reale dimensione, ed anche quelle che in avvio hanno incontrato qualche difficoltà di troppo (Avellino e Catania su tutte) hanno ritrovato il bandolo della matassa. Eccezion fatta per il Foggia, che viaggia ancora a corrente alternata, e continua a pagare errori di valutazione in sede di mercato che stanno pesando sempre di più nell'economia dei risultati. 

Capuano dopo circa un mese di permanenza a Foggia si è fatto un quadro esauriente del materiale umano che si ritrova a disposizione, ed anche se per il momento evita di mettere il dito nella piaga, sa bene che la qualità dell'organico potrà migliorare solo attraverso alcuni interventi mirati sul mercato di gennaio. 

Anche l'ultima gara di campionato col Catania ha evidenziato evidenti limiti strutturali di un organico eccessivamente sopravvalutato in estate rispetto al suo effettivo valore. 

La dinamica dei due gol subìti sul filo del gong con gli etnei risollevano la questione-portiere, che pareva essere finita nel dimenticatoio con il ritorno a tempo pieno fra i pali di De Lucia: ma l’ex Virtus Entella ancora una volta domenica scorsa si è fatto cogliere impreparato nelle due circostanze che hanno riportato in parità il match, e il rigore sventato di D'Andrea non cancella le due macchie che hanno poi indirizzato il risultato finale. Se si considera che alle sue spalle, poi, Perina non ha fatto meglio, ecco che in casa Foggia c'è un problema portiere da risolvere. 

La difesa, che per strada ha ritrovato un puntelli di qualità come Carillo, non ha trovato nei nuovi arrivi quei puntelli necessari per migliorare la qualità del reparto: sia Camigliano che Parodi non paiono rinforzi di qualità, e il fatto che Capuano nel passaggio alla difesa a 3 abbia recentemente arretrato Salines è un segnale inequivocabile che non si fida. 

Nella lista dei 23 depositata in Lega non c’è Marzupio, reduce dal grave infortunio che lo sta tenendo lontano dai terreni di gioco ormai da un anno, e che per scelta del club è diventato un elemento in esubero. Ma siamo poi proprio certi che uno come lui, una volta recuperato fisicamente (sempre che ne sia accertata l'integrità fisica) non possa tornare utile al Foggia? 

In mezzo al campo le note dolenti sono note: uomini a mezzo servizio (Gargiulo), altri fermi ai box (Da Riva), senza dimenticare che Mazzocco e Danzi solo dopo dieci turni hanno cominciato a dare incoraggianti segnali di risveglio. 

C’è poi l'equivoco tattico di una trequarti in cui abbondano i solisti (Emmausso e Millico) a danno di un equilibrio di reparto che è ancora tutto da ricercare. Zunno e Orlando entrano ed escono dai radar rossoneri con buona continuità, Capuano in attesa di tornare al 3-5-2 li utilizza col contagocce ed i due giocatori sembrano pagare il fatto di non giocare con una certa regolarità. 

Infine Murano: salutato in estate come l’uomo che con i suoi gol avrebbe riportato il Foggia in paradiso, sta accusando uno scadimento di forma che ne sta condizionando le prestazioni. La domanda sorge spontanea: siamo sicuri che le sue caratteristiche si coniugano al gioco di Capuano? Nel senso che è davvero l’attaccante del Picerno il terminale offensivo che serve al Foggia? 

Domande legittime, in considerazione anche del fatto che per il momento l'attaccante lucano si muove più da seconda punta che non da centravanti, e la cosa stona con una prima linea che avrebbe bisogno di più profondità di quanto ne garantisca al momento l’attaccante di Potenza. 

Amnesie a parte palesate nella seconda frazione di gioco col Catania, Capuano si sta trastullando per riportare ordine tattico in una squadra che con Brambilla ha fatto anche intravedere sprazzi di gioco interessante, seppure difettasse in alcuni interpreti chiave nel sistema di gioco che avrebbe voluto adottare il tecnico di Vimercate. Con Capuano quel modulo è finito in naftalina, e con esso anche qualcuno dei possibili attori principali rischiano di scomparire dalla scena. 

La finestra del mercato di gennaio dirà quanto e come il Foggia di Capuano potrà cambiare i suoi connotati.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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