Capuano che getta la spugna ed ammaina bandiera bianca per “incapacità ad incidere” è una primizia assoluta nel repertorio del tecnico di Pescopagano, che mai in passato si era arreso prima di combattere. Nemmeno di fronte all’evidenza.
Ma ciò che è accaduto domenica scorsa (in campo prima e negli spogliatoi poi) deve averlo convinto a desistere. “Cose mai viste prima in 35 anni di carriera”, ha tuonato il buon Eziolino davanti a microfoni e taccuini nel post-gara del Viviani scuro in volto, evitando poi accuratamente di scendere nei particolari.
Cosa sarà mai successo di così grave domenica sera per indurlo a dire basta? In primis a irritarlo l’atteggiamento di alcune “primedonne” in campo nell'arco dei 90’ e che gli hanno fatto perdere letteralmente la pazienza (l’egoismo di Emmausso in occasione del possibile 0-2 gettato alle ortiche per non servire il compagno più libero, con tanto di risatina ironica in panchina è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso).
Il seguito fra il primo e il secondo tempo negli spogliatoi con un vivace battibecco con più di un giocatore che, di fronte alle accuse e minacce del tecnico, avrebbe scatenato la reazione di coloro che si sono sentiti pesantemente chiamati in causa. Per arrivare all’epilogo arroventato nell’infuocato post-gara, con Capuano che a caldo avrebbe preannunciato ai suoi di non sentirsela di continuare.
“Una squadra di fenomeni come questa non posso guidarla, perché io non sono un fenomeno, e quindi preferisco farmi da parte”, avrebbe urlato come una furia l’allenatore sbattendo la porta prima di raggiungere la sala-stampa dove poi avrebbe anticipato la decisione di dimettersi. Proprio vero, con Capuano non ci si annoia mai.
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