Foggia Calcio, Zauri ci sta provando: scelto 11 tipo e gruppo ricompattato, ora serve recuperare forma fisica

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Il lavoro da fare era tanto, e di questo ne era consapevole fin dall’inizio. Luciano Zauri ha sposato il progetto Foggia con il chiaro proposito di normalizzare una situazione che di normale aveva ben poco. Sin dal suo insediamento il tecnico di Pescina ha provato a marchiare il gruppo rossonero con il proprio sigillo gestionale. Un tipo di approccio sicuramente diverso dai due suoi predecessori, partendo dall’empatia cha ha saputo creare con i calciatori che ha scelto per rilanciare il suo progetto. 

Dalle recenti dichiarazioni di Millico, piuttosto che di Parodi e Murano, tutti hanno rimarcato come il neo-allenatore rossonero stia provando a tirare fuori il meglio da tutti gli effettivi a disposizione, non snaturandone le caratteristiche. E puntando sulla voglia di rivalsa che dovrebbe esserci dopo un avvio stentato come quello che abbiamo visto finora. 

“Ora ci divertiamo di più, arriviamo al campo con il sorriso”, ha sentenziato Parodi dopo il pari interno con la Casertana. Parole non gradite a Capuano, e da un certo punto di vista allo stesso Zauri che prima della gara di sabato scorso contro il Crotone ha chiarito che “per il divertimento c’è la Playstation, in campo bisogna lavorare e provare ad uscire da questa situazione che rimane ancora delicata”. 

Dal punto di vista tattico l’allenatore marsicano è partito dal 4-3-3, marchio di fabbrica che si porta dietro dalle esperienze con Pescara, Primavera del Bologna e Hamrun Spartans. Per interpretarlo ha puntato su un undici-base di partenza, cosa che non era riuscita per diversi motivi nè a Brambilla nè allo stesso Capuano, i quali hanno provato più volte a cambiare moduli ed interpreti per riuscire a sbrogliare la matassa. 

La prima scelta è stata fatta sul portiere, con Perina che ha di nuovo guadagnato il galloni da titolare a discapito di De Lucia, riportato in auge dal tecnico di Pescopagano ma reo di aver commesso troppe ingenuità e leggerezze per un portiere di Lega Pro. 

La coppia di centrali Parodi-Camigliano ha scalzato un certo Carillo, finito ai margini del progetto tecnico al pari di Ercolani: esempio illuminante di quali siano adesso le gerarchie nel cuore della difesa rossonera è il cambio effettuato a Torre del Greco, quando Zauri ha deciso di impiegare Salines al centro e Vezzoni come terzino destro, non puntando su un centrale di ruolo.

Altro “caso” quello di Silvestro, per restare nel comparto difensivo. Il laterale scuola Inter, uno dei colpi di mercato estivi della società di Canonico che aveva puntato su di lui dopo lo splendido girone di ritorno dello scorso campionato, ha avuto poco spazio finora indipendentemente da quella che è stata la guida tecnica. Con Zauri la situazione sembra diventata ancora più delicata, Silvestro ha continuato a  guardare dalla panchina le ultime tre partite, mentre nell’esordio di Zauri allo Zaccheria contro la  Juventus Next Gen era in tribuna, visto che doveva scontare due giornate di squalifica inflitte dopo il rosso diretto preso contro il Cerignola per un brutto fallo su Russo. 

A sinistra Felicioli è titolare anche per assenza di concorrenza, per quanto nelle ultime due gare il laterale scuola Milan non abbia sfigurato; a gennaio occorrerà acquistare un elemento capace di potersi alternare con lui per implementare la rosa. A centrocampo, Pazienza a parte, il problema legato alla tenuta fisica dei nuovi arrivi si è puntualmente concretizzato, con Zauri che più volte ha evidenziato come sia proprio in quella zona del campo il problema più grande del Foggia. 

Da Riva e Danzi continuano a non essere mai effettivamente efficienti dal punto di vista fisico, Mazzocco non riesce a reggere oltre i 60’, mentre Tascone mai come in questa stagione sta accusando problemi dal punto di vista muscolare, con già tre gare saltate sulle 17 fin quì disputate. Gargiulo è forse la delusione più grande di stagione, arrivato con un curriculum di livello alle spalle, ha tradito in maniera netta le aspettative sia dal punto di vista atletico ma soprattutto da quello caratteriale. 

In avanti Zauri è ripartito da Vincenzo Millico, tornato ad essere il faro della squadra. Non a caso da quando il numero 10 rossonero ha la titolarità garantita si è di fatto riacceso, realizzando 2 gol e fornendo 3 assist alla causa. Ritornando così quello che aveva incantato con Cudini nell’ultimo scorcio di campionato scorso.

In leggera ripresa anche Murano, autore del gol del momentaneo vantaggio col Crotone. E che sta approfittando dell’infortunio di Sarr, che sembrava essere il prescelto di Zauri, e di Santaniello che pare sia destinato a prendere la via di Caserta.

Sull’out di destra invece Orlando ha scavalcato uno Zunno lontano parente sia di quello ammirato a Messina che di quello che aveva ben approcciato all’avventura foggiana.

Su Emmausso, il caso più spinoso, Zauri ha provato ad usare il bastone e la carota, ma la volontà di impiegarlo anche come falso nueve mostra come nei piani del tecnico rossonero ci sia la voglia di recuperarlo. Al netto di alcuni atteggiamenti sbagliati, l’ex calciatore del Messina con 5 gol e due assist all’attivo, è l’elemento più decisivo di questa travagliata stagione rossonera. 

La strada intrapresa sembra quella giusta, con Leone che a breve avrà un ruolo fondamentale per mettere Zauri, a partire sin da gennaio, nella condizione di poter lavorare con elementi funzionali alla sua idea di calcio. Perchè se è vero che al momento contano soprattutto i risultati, i tifosi si aspettano miglioramenti netti anche dal punto di vista del gioco. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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