La deadline è quella del 31 marzo. Oltre non si va. Entro quella data chi è intenzionato a rilevare il Foggia dovrà venire allo scoperto. "Perché devo iniziare a programmare - ha puntualizzato Nicola Canonico nel randez-vous per pochi intimi di una settimana fa nella sala stampa dello Zaccheria, aprendo ad una possibile cessione che sa bene difficilmente si concretizzerà -.
Preciso che vorrò conoscere il soggetto, il suo patrimonio e la sua solvibilità. Altrimenti, non mi siederò nemmeno al tavolo. Voglio un'offerta vincolante con penale. La valutazione della società dovrà essere comprensiva dei debiti. Mi auguro che stavolta si faccia avanti qualcuno che abbia intenzioni serie". Le intenzioni serie (oltre alle condizioni) a cui il patron fa riferimento non si discostano di molto da quelle manifestate già nello scorso maggio, quando ci fu un momento in cui l'imprenditore di Palo del Colle minacciò addirittura di consegnare il Foggia nelle mani della Sindaca Episcopo, salvo poi tornare sui suoi passi per rilanciare con un progetto che poi si è rivelato inadeguato: la penale citata sarebbe strettamente collegata alla due-diligence che il potenziale acquirente dovesse avanzare per avere una idea precisa dello stato di salute del club, una sorta di cauzione pari a 500mila euro che diventerebbe a fondo perduto in caso di mancata chiusura della trattativa (sic!).
Condicio sine qua non vincolante da un lato probabilmente per allontanare i perditempo, ma che dall’altro potrebbe rappresentare un ostacolo che non è detto non possa irrigidire l'eventuale compratore. Prendere o lasciare, però, Canonico ha dettato le sue regole e chi non si adegua può accomodarsi alla porta, perché è lui che conduce le danze e si ritrova in una posizione di forza, di chi non necessariamente deve vendere. Ma quale potrebbe essere oggi il valore di mercato del Foggia più attendibile per chi dovesse decidere di proporsi come valida e concreta alternativa a Nicola Canonico?
Un prezzo-base è difficile fissarlo, certo fa specie ricordare che in passato il club in C sia stato rilevato ad una cifra simbolica: singolare il passaggio delle quote dall'avvocato Verile ai fratelli Sannella nel ‘15 per la cifra simbolica di un euro. Ma all’epoca Verile aveva la necessità di passare la mano, a differenza di adesso, dove c'è una proprietà che non ha questa esigenza: Canonico ha sempre sostenuto di non avere eventualmente difficoltà a proseguire, atteso che economicamente è solido ed in grado di reggere una gestione che quest’anno dovrebbe attestarsi sui 4 milioni di euro. Che si dimezzano, però, a fronte dei ricavi derivanti da abbonamenti e biglietti, e ai proventi pubblicitari.
Nessuna fretta per il patron a farsi da parte, anche se adesso c'è una variabile che lo mette spalle al muro, e che potrebbe rendere particolarmente lastricata la sua permanenza in rossonero: il riferimento è alla incompatibilità ambientale che negli ultimi tempi si è fatta pressante, e che sta spingendo il patron ad avere una frequentazione sempre più saltuaria con Foggia. La tifoseria è ormai in aperto contrasto con la proprietà, e non perde occasione per manifestarlo apertamente e in tutte le forme. Canonico però non si lascia scalfire dalle contestazioni, il Foggia per lui resta un veicolo che gli garantisce notorietà e che anche nella sua attività imprenditoriale ha il suo peso specifico.
Soprattutto in Capitanata, dove i suoi interessi restano forti. Certo, dopo quattro anni sperava di potersi togliere qualche soddisfazione in più di una promozione solo accarezzata e di una qualificazione playoff senza fortuna, ma il pallone gli piace troppo e il Foggia resta il giocattolo di famiglia col quale vorrebbe continuare a divertirsi. E a fare danni. In realtà il prezzo per togliere il disturbo lo avrebbe anche fissato, ed eventualmente non esiterà a sottoporlo all'attenzione di chi si farà sotto per lanciare la scalata al club: la cifra stabilita non dovrebbe essere molto distante dai 6 milioni di euro, e si giustificherebbe in funzione dei 3 milioni di euro di debiti contratti con il fisco (e comunque rateizzabili), di un altro milioncino da scucire qua e là fra fornitori, varie ed eventuali, e poi...
E poi ci sarebbe da soddisfare la richiesta che avanzerebbe il patron per farsi definitivamente da parte. E che dovrebbe rimanere sempre la stessa, grosso modo: ovvero circa 1,8 milioni, euro in più euro in meno. E’ con questi numeri, verosimilmente, che dovranno confrontarsi coloro che entro i prossimi 10 giorni dovessero decidere di tapparsi naso ed orecchie e di intavolare la trattativa. Nella quale Canonico avrà il coltello dalla parte del manico, perché nel frattempo il club appare più appetibile dopo che il patron si è sbarazzato dei due soci Pelusi e Map Consulting, trasformando le quote versate nella gestione in capitale, attraverso l’aumento di capitale di 1,2 milioni. Oggi con la costituita CN Football Club Canonico, infatti, detiene il 100% delle quote ed è quindi libero di trattare la cessione del club con chi vuole. Anche alle condizioni tutto sommato capestro che intende fissare, e che sembrano sottintendere alla volontà di non voler cedere. Oppure di farlo, ma solo a fronte di una offerta davvero irrinunciabile.
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