Nicola Canonico nella forma è uscito di scena. Nella sostanza resta in sella a tutti gli effetti: primo perché è il proprietario del club, e secondo perché ha già anticipato che fino al termine della stagione toccherà a Leone e Zauri tirare fuori il Foggia da questa situazione scomoda. Aggiungendo anche che eventuali dimissioni in arrivo le avrebbe rispedite al mittente. Tutto come prima, dunque?
Prematuro per dirlo, quello che è certo è che il Foggia si prepara ad una fase di autogestione, termine molto caro al patron.
Di quì al 26 aprile toccherà alla strana coppia giunta nello scorso novembre traghettare il Foggia nel porto della salvezza. E nel frattempo la proprietà verificherà la possibilità di una eventuale cessione del club, il cui prezzo è stato fissato a 6 milioni.
Pare che da quella cifra il patron non abbia alcuna intenzione di discostarsi, difficile però che entro aprile possano pervenire offerte concrete di acquisto, soprattutto ora che il Foggia deve mettere in cassaforte la salvezza.
Canonico, invece, mette fretta ai potenziali acquirenti perché da un lato vorrebbe privarsi di un qualcosa che comincia a procuragli qualche fastidio di troppo. E che potrebbe oltretutto rappresentare un freno ad eventuali ammiccamenti con altri club: è noto, infatti, il suo interesse per le sorti del Taranto (anche perché nella Città de due mari pare abbia anche interessi extracalcistici), e quindi chiudere per tempo la partita-Foggia lo metterebbe nelle condizioni ideali per andare a trattare in riva allo Jonio.
Tutto, e subito, possibilmente: siglare un accordo sulla compravendita del club rossonero lo metterebbe anche al riparo dal dover far fronte ad impegni sostanziosi sul versante economico e finanziario a cui avrebbe dovuto far fronte.
E dunque miglior periodo il patron non poteva proprio scegliere per rendere ufficiale il suo definitivo disimpegno.
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