Repulisti è il termine in gran voga in questi giorni in casa Foggia. Radicali cambiamenti all’orizzonte dalle parti di viale Ofanto, così ha deciso Nicola Canonico che, approfittando del ritorno di Delio Rossi in panchina, sta pensando ad un rinnovamento in profondità della cosiddetta squadra invisibile che opera dietro le quinte, ed il cui apporto spesso è fondamentale. Si cambia. Un pò forse perché il patron si è reso finalmente conto che dopo 4 anni è arrivato il momento di portare una ventata di novità. E poi perché, sembrerebbe, che chi nell’ultimissimo scorcio di stagione ha vissuto da vicino l’aria dello spogliatoio con annessi e connessi e che è entrato nelle grazie dell’ex presidente, ha percepito che dopo una salvezza risicata, giunta peraltro per il rotto della cuffia, sarebbe stato meglio fare tabula rasa. O quasi. Salutano alcuni fra i collaboratori più stretti e fedeli della proprietà, uomini di campo e di scrivania ai quali viene dato il benservito nell’ottica di una riorganizzazione aziendale di cui il Foggia Calcio necessitava da tempo. Ora però il tempo stringe ed è il momento degli annunci. A cominciare da quello di Delio Rossi che c’è, ma non si vede. Nel senso che al momento il club tarda ad annunciarne l’arrivo, il che comincia a creare qualche inevitabile malumore. Al momento il tecnico riminese non ha ancora messo nero su bianco, lo farà verosimilmente attorno al prossimo 20 luglio, quando la squadra (o quello che sarà possibile mettere insieme per quella data) si ritroverà in sede prima della partenza per il ritiro pre-campionato. Nessun giustificato allarmismo, ci mancherebbe, visto che è stato Rossi stesso a confermare il suo ritorno, ma prima che tutto abbia il crisma dell’ufficialità c’è un iter che va percorso ed al quale il Foggia non può sottrarsi.
Già, perché poi è bene ricordare che il club è sotto amministrazione giudiziaria, ed ogni scelta o decisione va comunque condivisa con il Tribunale. E con il professore Chionna, in particolare, che martedì scorso ha fatto tappa a Palazzo di Città per essere edotto sulle questioni legate allo Zaccheria e di Croci Nord, che stanno sollevando un vespaio di polemiche, e rispetto al cui utilizzo l’amministratore giudiziario, non essendo stato presente all’incontro della settimana precedente, non era a conoscenza degli sviluppi.
E’ chiaro che il nuovo scenario venutosi a determinare in seno al Foggia dallo scorso aprile dilata i tempi e non consente l’operatività immediata del club: è stato così per Delio Rossi, lo sarà verosimilmente per tutta la programmazione che è in cantiere e che ancora non decolla. Perché se da un lato tutto va sistematicamente condiviso col prof Chionna e col suo coadiutore Veneziani, dall’altro sono comunque in corso valutazioni a tutto tondo da parte della proprietà che determineranno scelte e decisioni da non prendere a cuor leggero.
La firma sul contratto che legherà Rossi al Foggia per la prossima stagione alla fine sarà una semplice formalità, ma è evidente che di qui ai prossimi 10 giorni l’ex allenatore fra le altre di Lazio e Fiorentina, si aspetta segnali concreti di cambiamento. Che vanno nella direzione di una rivisitazione a tutto tondo della struttura societaria, che così com’è non funziona. C’è da correre e da bruciare le tappe, il Foggia ad oggi è praticamente una scatola vuota: l’intenzione sembrerebbe essere quella di resettare e ripartire, ma la rifondazione passa attraverso tutta una serie di step che sono fra di loro concatenati.
Urge intervenire chirurgicamente a livello di rosa di prima squadra (solo 9 gli elementi al momento in organico, e di questi almeno altri 2-3 sono destinati a cambiare aria); c’è da risistemare la pianta organica attraverso l’individuazione di figure professionali che innalzino il livello del club, a cominciare dallo straff sanitario, c’è da reperire una struttura che consenta stabilmente al Foggia di allenarsi senza incorrere ancora nella lunga sequela di infortuni patiti nella scorsa stagione (valutazioni in corso sul comunale di Trinitapoli, ubicato ad una cinquantina di chilometri dal capoluogo, ndr). E non ultimo c’è da ridare dignità ad un settore giovanile completamente abbandonato da troppo tempo al suo destino. Tutti argomenti, questi, che saranno stati al centro delle interlocuzioni intercorse fra la proprietà e Delio Rossi. Che ovviamente per quanto felice di riabbracciare il Foggia, non intende fare salti nel buio.
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