Foggia, novembre da montagne russe: domani il Potenza, in rapida successione Benevento, Cavese, Trapani e Cosenza

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Gli infortuni. Tanti, troppi. Finiscono inevitabilmente con l’ingigantire i problemi di un Foggia sempre più impelagato nei bassifondi della classifica. E adesso, come se non bastasse, ci si mette anche il calendario a rendere impervio il cammino dei rossoneri. Attesi da un novembre da brividi: si parte domenica al Viviani di Potenza, quindi doppio scontro casalingo con Benevento e Cavese. Che precederà la trasferta di Trapani, prima che il ciclo terribile si concluda il 30 ancora allo Zaccheria col Cosenza. Sarà un vorticoso saliscendi da montagne russe: il Foggia nei prossimi 5 turni di campionato giocherà tre volte in casa, ma la cosa non si sa fino a che punto sia da salutare positivamente. Primo perché lo Zac è sempre più desolatamente vuoto, e secondo perché davanti a quei pochi intimi ai quali si esibiscono, i rossoneri hanno perso le due ultime sfide consecutive con Crotone e Team Altamura. Fattore-campo, quindi, praticamente azzerato per la formazione di Delio Rossi, che proprio quando pareva vicina ad uscire dal tunnel della crisi (dopo l’exploit di Casarano), è invece ritornata all’antico. Serve invertire in fretta questo pericoloso trend che rischia di allungarsi a dismisura senza le opportune contromisure. Il Foggia in questa seconda parte del girone di andata, Cavese a parte, dovrà incrociare avversari tutti di prima fascia. E se non c’è da fasciarsi la testa in anticipo, c’è comunque da prendere atto che novembre sarà, in un verso o nell’altro, il mese che chiarirà una volte per tutte se i rossoneri stazioneranno stabilmente nella zona di galleggiamento che divide dai playout. Oppure se sono destinati a lottare per evitare addirittura la retrocessione diretta. Considerando che alle loro spalle Cavese e Siracusa stanno dando segnali di risveglio che non inducono ad un particolare ottimismo.

C’è poi da capire da un lato quanto Delio Rossi continui a fare breccia in un gruppo che al di là dei suoi limiti congeniti non riesce ad evidenziare quei progressi che sul piano della manovra ancora sono assenti. E dall’altro quanto il patron Nicola Canonico sia ancora disposto ad attendere. Già, perché poi la vera variabile è rappresentata da una proprietà che è volubile e che già comincia a manifestare qualche riserva rispetto ad alcune scelte tecniche che non condivide. Non si sfugge: nell’immediato servirebbe una vittoria, che rappresenterebbe la panacea di tutti i mali e che con ogni probabilità restituirebbe anche un briciolo di serenità a squadra ed ambiente. Ma la sfida che incombe domani è forse fra quelle che meno si presta a mettere nel mirino i 3 punti. Il Potenza, infatti, è anch’esso un avversario al bivio dopo il doppio passo falso con Benevento e Cosenza che ha fatto scattare l’allarme. E messo in forse la posizione di De Giorgio, il tecnico dei lucani che nelle due ultime stagioni coi rossoblù si era imposto alla ribalta. Funziona sempre così nel calcio quando i risultati tardano ad arrivare. Rossi contro De Giorgio è dunque anche la sfida fra due allenatori che sono finiti loro malgrado sulla graticola, chi perde domani rischia di rimetterci le penne. Del tecnico dei rossoblù si conoscono i risvolti che in settimana lo hanno portato assieme al ds De Vito a ritrovarsi in discussione; su quello del Foggia, invece, nulla trapela, e qualcosa la si intuisce solo da mezze ammissioni del patron che non lasciano spazi a dubbi: con Canonico funziona così, sono sempre gli altri a sbagliare e a finire sul banco degli imputati non appena la faccenda si complica e la squadra comincia a dare segnali di scollamento. L’impressione è che solo un risultato positivo al Viviani possa diluire le tensioni in casa rossonera. Ed allontanare i brutti pensieri. Di Canonico, ma anche di Delio Rossi. Già, perché poi le riflessioni non sono unilaterali, c’è anche un allenatore che dallo scorso settembre chiede supporto ed assistenza. Senza riscontro.

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