Foggia Calcio, incontro premonitore martedì sera: il faccia a faccia con la squadra, tradimento premeditato?

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Il punto di rottura definitivo (e di non ritorno) si è consumato martedì sera. Quando nel corso di un incontro ristretto al quale hanno preso parte il patron Canonico, il tecnico Delio Rossi ed il ds Musa, sembra che la società abbia preannunciato all’allenatore il malcontento da parte della squadra. Legato al momento e alla mancanza dei risultati, ma anche ad una empatia che nel frattempo sarebbe venuta meno.

E’ stato a quel punto che Rossi avrebbe preteso un confronto col gruppo il giorno successivo nel chiuso dello spogliatoio alla presenza del patron. E a Trinitapoli il giorno successivo l’ormai ex allenatore del Foggia si è trovato di fronte ad una situazione paradossale e del tutto inattesa. Che su due piedi l’ha portato a rassegnare le dimissioni assieme al suo staff. 

Resiste in sella il solo Domenico Botticella, il preparatore dei portieri, che Rossi peraltro si era già ritrovato al momento del suo arrivo. E quì casca l’asino: già, perché poi verrebbe da chiedersi come mai di fronte a questo imprevedibile scenario, la proprietà non abbia preso posizione e rispedite al mittente i mal di pancia palesati dalla stragrande maggioranza della squadra. Che non è escluso già da qualche tempo avesse cominciato a prendere le distanze dal suo allenatore. 

Non è escluso, infatti, che il malcontento covasse sotto la cenere, e magari qualcuno fra i rossoneri non abbia esitato a manifestare qualche perplessità all’ex presidente. Che ha fatto sua la provocazione e che non a caso, solo una decina di giorni prima, aveva ammesso di non condividere alcune scelte tecniche. Già, proprio così: il patron aveva dato in pasto all’opinione pubblica la propria insoddisfazione verso il suo allenatore preferito. Quello con il quale aveva stretto un feeling assai particolare, e con il quale era rimasto in ottimi rapporti anche dopo l’addio di tre stagioni fa.  

Che il feeling si fosse però lacerato, lo conferma anche il comunicato ufficiale che il Foggia ha diramato solo nel primo pomeriggio di ieri, esattamente a 24 ore di distanza da quando le parti hanno deciso di dividere le loro strade. 

Curioso che per ufficializzare una notizia che ormai era diventata di dominio pubblico si sia dovuto attendere un giorno intero, ma sembra che le iniziali dimissioni, tramutate poi in separazione consensuale, abbiano richiesto di trovare la giusta sintesi sulla conclusione anticipata del rapporto, in ballo c’era un contratto piuttosto oneroso, e Rossi giustamente prima di metter nero su bianco avrà voluto tutelare al massimo i suoi collaboratori più stretti: “La società Calcio Foggia 1920 s.r.l. comunica che, in data odierna, dopo aver ascoltato l’intera Squadra e informato l’Amministrazione giudiziaria, all’esito di un confronto con l’allenatore Delio Rossi, si è giunti alla decisione di condividere la risoluzione consensuale del rapporto professionale con il tecnico e il suo staff - si legge nella nota -. A Mister Rossi va il nostro sentito ringraziamento per aver scelto, all’inizio della stagione, di tornare a vestire i colori rossoneri con professionalità, impegno e dedizione sostenendo fin qui un progetto non solo sportivo ma anche di rilevanza sociale. La società Calcio Foggia 1920 s.r.l. augura a Delio Rossi le migliori fortune, sportive e personali”.

Anche il comunicato che sancisce il divorzio, fra le righe sottintende che la decisione è figlia di una presa di coscienza da parte del club, che avrebbe verificato la mancata sussistenza delle condizioni per proseguire il rapporto. A esonerare il tecnico, dunque, è la squadra. E così a pagare per tutti è Rossi, l’allenatore al quale il club l’estate scorsa si era aggrappato, assieme all’amministrazione giudiziaria, per superare indenne il periodo di impasse societario ed incanalare la nuova stagione su basi solide che garantissero la sopravvivenza del calcio foggiano. 

Dopo soli 4 mesi, e il penultimo posto in classifica, la repentina retromarcia che evidentemente sottintende anche alla intima convinzione da parte della proprietà di aver messo nelle mani dell’allenatore romagnolo una rosa in grado di raggiungere l’obiettivo dichiarato della salvezza, possibilmente senza passare attraverso i playout. Niente di più facile, allora, che le recenti esternazioni di Rossi sulla modesta qualità del gruppo a disposizione non siano andate giù a Nicola Canonico, che potrebbe quindi aver trovato nei calciatori un alleato  per dare il benservito a chi, evidentemente, pensava potesse togliergli le castagne dal fuoco con la bacchetta magica.

Le responsabilità, insomma, come ormai vecchia consuetudine a questa latitudine, sono ricadute su altri. Ma l’ennesima saga degli e(o)rrori è sotto gli occhi di tutti, questo Foggia era e rimane fra i peggiori assemblati nel terzo millennio. E chi adesso sarà chiamato a subentrare in corsa dovrà davvero superarsi per portare a termine la missione di salvare il salvabile. Ora la palla passa a Garofalo e soci, che finalmente liberati dal “problema-Rossi” potranno esprimere tutto il loro potenziale. A cominciare da domenica con il Benevento.    

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testatina dillo al direttore WEB

 



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