Foggia Calcio riparte da Barilari: scelto 51enne ex tecnico Sorrento per dopo-Rossi, possibile ritorno a 4-3-3

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Enrico Barilari per svoltare. Si spera. Il dopo-Rossi è cominciato ieri pomeriggio, quando il neo allenatore rossonero, alla presenza di tutto lo stato maggiore (amministrazione giudiziaria compresa) ha diretto il suo primo allenamento a Trinitapoli, ed ha fatto la conoscenza della squadra al cui timone dovrà tentare l’impresa della salvezza. Al suo fianco c’erano anche Dino Bitetto, che fungerà da suo vice in campo dopo essere stato per qualche mese consulente tecnico del professor Chionna (ultima presenza in panchina la passata stagione in D col Costa d’Amalfi, ndr), ed il preparatore atletico Renzo Ricci.

Barilari, che con ogni probabilità sarà presentato ufficialmente oggi, dovrebbe aver sottoscritto un contratto a tempo fino a giugno prossimo. Ma con opzione di rinnovo in caso di salvezza conseguita. 

E’ stato dunque il 51enne tecnico ligure di Levanto a spuntarla alla fine nella corsa a due con Giacomo Gattuso, il club che già la scorsa stagione aveva appuntato in agenda il suo nome prima di virare su Massimo Brambilla, si è fidato della dritta del ds Carlo Musa, che con Barilari vanta un significativo precedente col Sestri Levante di due anni fa: toccherà a lui rivitalizzare un gruppo in debito di idee e di risultati, e spingerlo fuori dalle secche della bassa classifica. 

E sarà subito debutto di fuoco per il neo-allenatore del Foggia, che ha davanti poche ore per preparare un match ad alto indice di difficoltà come quello di domani sera dello Zaccheria contro il Benevento. La gara in cui bisognerà provare ad interrompere l’emorragia. 

Delio Rossi, nel frattempo, ha tolto il disturbo. Se ne è andato senza sbattere la porta, e senza polemizzare su una decisione che pure lo ha ferito professionalmente: volendo, ne avrebbe avute di cose da dire, ma poichè la formula condivisa per il divorzio è quella della rescissione consensuale, le parti si sono lasciate con la promessa di non alimentare ulteriori polemiche in un frangente in cui l’ambiente è già di suo invelenito.

Si cambia e si volta pagina, dunque. Ma chi è Enrico Barilari? Scorrendo la sua carriera, balza agli occhi il fatto che abbia salvato il Sestri Levante in C giocando sempre fuori casa per l'inagibilità dello stadio. E poi curiosamente abbia scelto Sorrento, afflitto dal problema analogo. Ora Foggia, dove i rossoneri giocano sì le loro gare casalinghe allo Zaccheria, ma praticamente senza tifosi al seguito. Quanto vale, nel calcio di oggi, il fattore campo? Enrico Barilari deve saperlo bene, e presto se ne farà una ragione anche in questa sua nuova avventura in rossonero. 

A Sestri il tecnico spezzino ha salvato direttamente la matricola Sestri Levante da lui stesso portata tra i professionisti, battendo in finale scudetto di D proprio il Sorrento - senza mai fare base al Sivori (dove c’erano lavori in corso), costretto a spostarsi tra Carrara e Vercelli. Firmata l’impresa, Barilari ha scelto di uscire dalla sua comfort zone puntando la macchina in direzione Sud.

Dalla Liguria alla Campania. E il filo che lega le due esperienze non è stato solo il privilegio di potersi svegliare vista mare. Anche il Sorrento, infatti, non aveva (e non ha tuttora) la possibilità di giocare in casa nel vecchio e affascinante Campo Italia, e per la seconda stagione consecutiva in C, i rossoneri della Costiera sono stati costretti a spostarsi al Viviani di Potenza. 

Barilari è un zonarolo convinto, mastica il 4-3-3, propositivo per natura ma anche compatto nella fase di non possesso: a curare il lavoro senza palla, nel suo staff a Sorrento c’era Vasco Regini, già a Sestri con lui ma da giocatore e lanciato a Foggia da Zeman. 

Ha una naturale predisposizione per i giovani il neo-allenatore rossonero: fino a pochi anni fa, infatti, la sua carriera si è sviluppata nei settori giovanili liguri, a partire da quello dello Spezia. Il salto sulle panchine dei grandi è avvenuto solo nel ‘22, dopo aver guidato l’Under 19 in avvio del quadriennio al Sestri (e uno dei suoi ragazzi, il 20enne centrocampista Gabriele Parlanti ha spiccato il volo finendo al Feyenoord e poi in prestito al Dordrecht, B olandese). 

Quindi la scelta di voltare pagina, la sensazione di aver dato tutto e di doversi alimentare di nuovi stimoli. Lasciando il club del presidente Risaliti – che intanto ha ritrovato il suo stadio – con profonda gratitudine. "Non potevo rischiare di rovinare una favola", ha dichiarato prima di cambiare aria. A Sorrento solo pochi mesi e poche gare, con l’aggravante di un punticino in 6 gare che gli sono costate anche l’esonero.
Ora riparte da Foggia. Così come il Foggia riparte da lui.

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