Cuore, coraggio e tre punti pesantissimi: il Manfredonia supera l’Heraclea e firma una vittoria di prestigio contro una delle squadre più in forma del campionato. Al Miramare finisce con il sorriso biancoceleste una sfida intensa, tesa, segnata da episodi che avrebbero potuto indirizzare diversamente il pomeriggio; una partita in cui il Manfredonia ha saputo reagire alle difficoltà con compattezza e determinazione, mostrando quella maturità che spesso distingue chi vuole realmente crescere.
La gara si apre su ritmi alti e grande equilibrio. Le prime occasioni arrivano dall’intraprendenza dei singoli: Ceparano costringe De Lucci a un intervento complicato su punizione, De Luca prova a sorprendere la difesa dell’Heraclea, mentre dall’altra parte Maspero scalda i guanti di Brahja. Proprio il portiere di casa sarà tra i protagonisti del match, confermando affidabilità e reattività nei momenti più delicati.
L’episodio che rischia di cambiare il volto della partita arriva al 41’, quando Pezzella viene espulso. Ma la squadra di casa, invece di scomporsi, trova la forza per colpire: un minuto più tardi Rondinella pennella un cross perfetto per Jallow, che da distanza ravvicinata insacca e fa esplodere il Miramare. È il gol che manda i biancocelesti al riposo avanti.
Nella ripresa l’Heraclea, spinta dalla necessità di recuperare, prova subito a cambiare volto con una girandola di sostituzioni. Mokulu sfiora l’1-1 con un destro potente al 18’, ma Brahja compie un intervento monumentale, deviando in angolo un pallone che sembrava già in rete. È la parata che vale quanto un gol.
Il Manfredonia però non si limita a difendersi, e al 27’ arriva il raddoppio: Urain illumina con un assist pulito per Jallow, che finalizza con precisione all’angolino alla destra di De Lucci. È il 2-0 che indirizza la gara e certifica la straordinaria giornata del numero 9, autentico trascinatore dell’attacco sipontino.
Nel finale non mancano altre scintille: qualche scelta arbitrale discutibile, un paio di ammonizioni che sanno di eccesso di severità, e cinque minuti di recupero che tengono alta la tensione fino all’ultimo. Ma il Manfredonia resta compatto, gestisce con maturità e porta a casa una vittoria tanto meritata quanto significativa. Che vale doppio, non solo per il valore dell’avversario, ma per il contesto emotivo in cui si è giocato.
Il Miramare, infatti, ha celebrato la Giornata contro la violenza sulle donne, con un comunicato ufficiale letto prima del fischio d’inizio, un’esibizione intensa e toccante di un gruppo di ballerine e la presenza, in tribuna, di un paio di scarpe rosse: simbolo potente, silenzioso e necessario. Un messaggio forte che il pubblico ha accolto con rispetto e partecipazione.
Al triplice fischio, il Manfredonia può festeggiare una prestazione di cuore e coraggio, impreziosita dalla capacità di soffrire, reagire e colpire nei momenti chiave. Una vittoria che dà slancio alla classifica e fiducia all’ambiente, nella consapevolezza che, con questo spirito, ogni obiettivo sembra un pò meno lontano.
MANFREDONIA-HERACLEA 2 - 0
MARCATORI: 39' pt L. Jallow (M), 28' st L. Jallow (M)
MANFREDONIA CALCIO 1932: T. Brahja, U. De Luca, G. Ceparano, M. Giacobbe (↓), E. Urain Aird, S. Giglio, V. Di Maso (↓), L. Biagioni, G. Rondinella, L. Jallow (↓ 35' st), M. Spinelli
A disposizione: C. Sibilano, B. Cicerelli (↑), D. Babaj (↑ 35' st), D. Balba (↑), G. Carullo, G. Prencipe, A. Esposito, P. Capogna, M. Scoccola
All: Pezzella Luigi
HERACLEA CALCIO: P. De Lucci, A. Lazazzera, S. Mazzaroppi, C. Foggia, F. Mbumba, E. Biasiol, M. Montuori, K. Coulibaly, F. Ben Rahem, N. Maspero, A. Schenetti
A disposizione: R. Tucci, S. Ceccarini, J. Sanchez, S. Russo, V. Onda, M. Galdean, G. Ingrosso, B. Mokulu, C. Conte
All: Compierchio Antonio
ARBITRO: S. Testaì
ASSISTENTI: N. De Candia, V. Ferrara
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