Una novantina di biglietti venduti nel settore ospiti, circa la metà in tutti gli altri settori dello Zaccheria. Sono i numeri impietosi ed imbarazzanti che arrivano dal botteghino per Foggia-Cosenza (il dato ufficiale parla di 489 spettatori presenti, ndr) e che fotografano tutto il malessere di un ambiente che, compatto, per la prima volta in stagione decide di disertare lo stadio in segno di protesta verso la proprietà. Clima spettrale in campo e fuori per una partita che conta eccome per la classifica, in un match che si presenta ad alto rischio per i rossoneri contro una squadra che è lanciatissima verso la testa della classifica.
Barilari, come anticipato alla vigilia, decide che è inutile giocare a nascondino ed impostare una gara di attesa, fin dalle scelte iniziali si intuisce che il suo Foggia vuole provare a giocarsela ma senza dare troppi riferimenti all’avversario, in partenza è 4-3-1-2, davanti a Perucchini, Buttaro e Panico agiscono da laterali, mentre Minelli e Rizzo sono i due centrali di difesa; nella cerniera di centrocampo Pazienza funge da play con Byar e Garofalo ai suoi lati; Viola è sottopunta alle spalle di D’Amico e Fossati.
Dall’altra parte Buscè opta per il 4-3-2-1, e a sorpresa lancia fra i pali il giovane Pompei preferito a Vettorel, per il resto formazione annunciata.
La partita la fa subito il Cosenza, che alza i ritmi e che dopo 5’ sugli sviluppi l primo calcio d’angolo va alla conclusione dal limite con D’Orazio, ma Perucchini è attento. Pare l’inizio della solita serata di sofferenza per il Foggia, e invece al 7’ a passare sono proprio i padroni di casa grazie ad una intuizione di D’Amico che parte dal limite dell’area, approfitta di una madornale svista di Langella, fa novanta metri palla al piede in una prateria che gli si spalanca davanti, e sull’uscita di Pompei lo fulmina con uno scavetto.
Il vantaggio non cambia il copione del match, il pallino del gioco resta nelle mani degli ospiti, che però trovano pochi spazi fra le maglie della difesa rossonera, il Foggia sul campo è molto corto ed occupa tutti gli spazi, tuttavia al 25’ il Cosenza il gol del pari lo troverebbe pure con D’Orazio, abile a ribadire in gol una corta respinta su tiro di Mazzocchi a botta sicura. Ma la conclusione dell’avanti rossoblù è in offside, e dunque si resta sull’1-0.
Con il trascorrere dei minuti la pressione dei calabresi si trasforma in assedio, al minuto 35 il Cosenza per tre volte consecutive va alla conclusione e ad un passo dal gol, ma in tutte e tre le circostanze si erge un muro invalicabile davanti ad un Perucchini che sembra insuperabile.
Il pari tuttavia è nell’aria, anche se al 38’ è ancora il Foggia sfiora il 2-0, il colpo di testa sottomisura di Garofalo è velenoso, ma Pompei si inarca sotto la traversa ed evita la capitolazione. Prima del riposo ancora Cosenza minaccioso al 40’ con Mazzocchi che prima su assist del solito D’Orazio dalla sinistra sfiora per centimetri il bersaglio, e che poi al 43’ costringe ancora il portiere di casa a superarsi in uscita.
Si riparte ed il Foggia in un minuto va per due volte alla conclusione, quindi al 52’ Perucchini è super su Garritano, e sul ribaltamento di fronte tocca a Garofalo far gridare al gol con una bordata dal limite.
L’avvio tambureggiante di ripresa lascia presagire che le emozioni sono solo cominciate, al 57’ Garritano va in profondità e sull’uscita disperata di Perucchini viene steso: quelli del Cosenza chiedono il check, Maresca si prende qualche minuto prima di decidere ed assegnare il penalty con relativa ammonizione di Perucchini. Dal dischetto però Garritano sciupa la chance per riportare il match in equilibrio.
Il Cosenza però non vuole conoscere proprio a Foggia la prima sconfitta stagionale esterna, continua a spingere e al 75’ sugli sviluppi del settimo angolo Ricciardi (subentrato a Dalle Mure) in mischia trova il varco giusto che vale l’1-1.
A quel punto quello sembrerebbe il risultato più equo in una gara dai mille rivoli ed emozioni, ma l’ultimo quarto d’ora è da fuochi d’artificio. Prima il Cosenza si guadagna un altro rigore (dopo verifica al VFS), che Garritano al 92’ sciupa ancora, lasciandosi ipnotizzare da Perucchini.
Poi quando stanno ormai per scorrere i titoli di coda è il tedeschino Winkelmann che al 101’ castiga un Cosenza che ha fatto di tutto per lasciare le penne allo Zaccheria e conoscere la prima sconfitta stagionale in trasferta.
FOGGIA-COSENZA 2-1
Reti: 7’ p.t. D’Amico, 75’ Ricciardi, 90’+10’ Winkelmann
FOGGIA (4-3-1-2): Perucchini; Buttaro, Minelli, Rizzo, Panico; Garofalo, Pazienza (74’ Winkelmann), Bya (19’ s.t. Morelli)r; Oliva; Fossati, D’Amico (86’ Agnelli).
In panchina: Magro, Borbei, Valietti, Staver, Castaldi, Felicioli, Olivieri, Pellegrino, Bevilacqua, Sylla, Ilicic.
Allenatore: Barilari
COSENZA (4-3-2-1) Pompei; Dametto, Dalle Mura (46’ Ricciardi), Caporale, D’Orazio (67’ Ferrara); Kouan, Langella (67’ Beretta), Garritano; Cannavò, Florenzi; Mazzocchi (72’ Achour).
In panchina: Vettorel, Le Rose, Barone, Mazzulla, Contiero, Contiliano, Ragone.
Allenatore: Buscè
ARBITRO: Maresca di Napoli;
ASSISTENTI: Russo di Torre Annunziata e Chianese di Napoli;
QUARTO UFFICIALE DI GARA: Di Reda di Molfetta;
OPERATORE FVS: Aletta di Avellino
Note: serata fredda, terreno in non perfette condizioni, spettatori 489, di cui una novantina provenienti da Cosenza. Garritano ha sbagliato due rigori
Ammoniti: D’Orazio, Perucchini, Kouan, Buttaro, Morelli
Calci d’angolo: 1-8
Recupero: 1’ p.t., 9’ s.t.
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