Calma e gesso. L’Heraclea si lecca le ferite dopo l’imprevedibile ko dell’anticipo di sabato scorso contro il Pompei: uno 0-2 che non ammette repliche, e che deve far riflettere squadra e società su qualche passaggio a vuoto di troppo. Ma adesso, dopo aver toccato con mano quali e quante sono le insidie di un torneo infido come quello di serie D, sarà bene non lasciarsi prendere dal magone e sopraffare dai cattivi pensieri.
Un rischio da scongiurare per una società giovane come quella di Candela: è evidente però che qualcosa sembra improvvisamente essersi inceppato qualcosa nell’ingranaggio perfetto che ha portato la formazione dei Monti Dauni a diventare in questa prima parte di stagione la sorpresa più intrigante del girone H.
La terza sconfitta di fila fa male, soprattutto perché estromette l’Heraclea dalla zona play-off. Almeno per ora. Il recente trend preoccupa, la squadra improvvisamente sembra aver perso le su certezze, Schenetti e compagni restano puntualmente all’asciutto da 3 turni e non segnano ormai da 332’. Troppi per una formazione che dichiaratamente punta in alto.
E probabilmente è proprio questo il vero neo dell’Heraclea (probabilmente sottovalutato fin dall’inizio), che ha nel reparto avanzato il suo tallone d’Achille. Tredici reti all’attivo rappresentano un bottino inconsistente, lì davanti si segna con il contagocce, sia Foggia che Puntoriere non graffiano in area avversaria, e nemmeno l’arrivo del 36enne attaccante congolese Benjamin Mokulu (che appena arrivato si è infortunato) sembra in grado di colmare nel breve la lacuna.
E così dopo il Francavilla in Sinni, allo Zaccheria nell’anticipo di sabato scorso è passato anche il Pompei, che ha ripetuto l’exploit di due settimane prima sul campo di Fasano, confermandosi ammazzagrandi: una vera e propria boccata d’ossigeno per la classifica dei campani, che resta peraltro sempre precaria.
Debutto amaro invece per Imperio Carcione, che sperava di presentarsi coi 3 punti ai suoi nuovi tifosi, e che appena arrivato sulla panchina della formazione di Candela per avvicendare Compierchio, non è riuscito invece in pochi giorni a dare la scossa ad una formazione che vive il momento più delicato della sua stagione. E che domenica prossima è attesa dalla insidiosa trasferta di Barletta, lanciatissima alla rincorsa alla vetta dopo l’arrivo di bomber Giancarlo Malcore.
Il periodo-no dell’Heraclea sta tutto nei suoi freddi numeri, che sono una impietosa cartina di tornasole: 5 gol al passivo e zero all’attivo nelle ultime tre gare, mai così male da inizio stagione, un campanello d’allarme preoccupante per un club poco abituato negli ultimi anni a lasciare punti per strada. E che adesso deve interrogarsi al suo interno per capire le ragioni di una crisi che probabilmente parte da lontano.
Non esiste la controprova, ma ad esempio i frequenti cambi in panchina dettati dal desiderio di restare ancorati alle prime della classe e che stanno lì a testimoniano l’irruenza di una proprietà che vuole bruciare le tappe alzando l’asticella, non stanno pagando: il tutto e subito, infatti, male si coniuga con l’ambizione di un club che è in chiara ascesa e che non sta lesinando sforzi economici significativi per imporsi anche nel campionato di Serie D. Ma che, evidentemente, ha bisogno di tempi fisiologici per calarsi in questa nuova realtà e per compiere il definitivo salto di qualità e puntare ad altri traguardi.
Calma e gesso, dunque: per il tandem Casillo-De Vitto, autori e fautori del miracolo Heraclea, forse è arrivato il momento di frenare e riflettere sul da farsi. Stop & go, i successi si costruiscono nel tempo e con la programmazione, un anno fa di questi tempi Candela navigava in Eccellenza campana ed era ancora alla ricerca della sua definitiva dimensione: probabilmente si è corso un pò troppo tutti con la fantasia, immaginando che il trapasso in un calcio profondamente diverso come quello di quarta serie potesse risultare indolore. E che il gap potesse essere colmato nel giro di pochi mesi. Evidente, invece, che non sia così, competenze e disponibilità economiche devono possibilmente viaggiare all’unisono, e l’impressione che si ricava a distanza è che a Candela finora non sempre sia andata così.
Una serena assunzione di responsabilità, unita ad una serena presa di coscienza da parte di tutto l’ambiente allora non potrà che essere salutare in prospettiva futura. Comprendere forse che l’annata in corso debba essere quella che servirà per gettare le basi per garantirsi un grande futuro e non necessariamente per vincere subito, sarà la migliore ricetta per rialzarsi in fretta.
Serve coraggio, ma servono soprattutto pazienza e lungimiranza, dovranno avere le spalle larghe Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto, imprenditori giovani ed illuminati che voglion farsi largo nel mondo del calcio, ma il cui percorso è solo agli esordi.
Non abbattersi di fronte alle prime difficoltà diventa la parola d’ordine di questi giorni. Entrambi avranno sicuramente messo in preventivo le sconfitte, che l’Heraclea dovrà necessariamente far fronte in un naturale percorso di crescita. E’ solo una questione di tempo, la stella del Leone Alato presto ritornerà a splendere.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).