Rossoneri: il club era e rimane in vendita, ma di compratori nemmeno l’ombra. L’ultima suggestione porta a Iosa

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Tutti lo vogliono il Foggia. Ma se alla fine nessuno lo piglia, una ragione ci sarà pure. I più continuano a sostenere che a fare le bizze sia il patron, che un giorno e l’altro pure dice di aver messo in vendita il club. Ma che poi, quando c’è da tirare le fila e fissare il prezzo giusto, chissà perché mai preferisce giocare a nascondino.

Ci sarebbero i “locali” disposti a fare carte false pur di dare la scalata, sono tutti solidissimi e solvibili, ma il prezzo lo vogliono fare loro e non intendono cedere ai ricatti di Nicola Canonico. Che anche di recente affermò di voler vendere al prezzo simbolico di un euro, prima di ritrattare. Ma quanto vale realmente il Foggia? E chi, oggi come oggi, con il sodalizio sotto amministrazione giudiziaria, sarebbe disposto a subentrare a scatola chiusa?

Nessuno, o quasi... L’ultima suggestione ha un nome e pure un cognome: il 53enne avvocato cassazionista Luigi Iosa, originario di Carlantino che opera a Campobasso vuole provarci, pur non nascondendo le difficoltà che l’impresa comporta. Innanzitutto perché prima di formalizzare una manifestazione di interesse seria e concreta serve del tempo (non meno di sei mesi), e secondo perché gli eventuali investitori ancor prima di sedersi attorno ad un tavolo, vogliono vederci chiaro. Ed avere tutte le opportune garanzie.

Iosa però ha le spalle larghe, ed è convinto che servendosi delle amicizie altolocate di cui dispone, sia nella condizione molto presto (entro e non oltre gennaio) di interfacciarsi con l’amministrazione giudiziaria. Che in tutta la vicenda potrebbe avere un ruolo preponderante per la buona riuscita della trattativa. Siamo però in una fase embrionale, evidentemente. Ancora tutta da esplorare, e quindi lanciarsi in questa fase in previsioni oltre modo ottimistiche potrebbe risultare quantomeno azzardato. Che però ci siano appetiti concreti attorno al Foggia è certo.

E non sarebbe certo la prima volta che si manifestano, atteso che in più di una occasione sono voluta mente rimaste sottotraccia. Molto spesso per volontà dell’imprenditore di Palo del Colle, al quale il giocattolo-Foggia, aldilà delle apparenze, continua a piacere. Il Master di Alta Formazione di II livello dedicato alle energie rinnovabili che fra marzo ed aprile prenderà forma all’Università degli Studi di Foggia può diventare il volano per disinnescare un processo di condivisione collegato al calcio e al territorio. E alla locale squadra che vive uno dei momenti più delicati della sua recente storia.

Chiede però pazienza e tempo Io sa, che ancor prima di un confronto con l’attuale proprietà sui numeri e sulle cifre da investire per rilevare il club, vuole capire quanti e quali soggetti siano disposti a scendere concretamente in campo e a spendersi per il territorio. Se son rose fioriranno. Ma solo a tempo debito. Perché non ha senso in questo frangente credere che una eventuale trattativa, ancora tutta da imbastire, possa decollare e concludersi a stretto giro. Servono tutti gli step necessari per avere un quadro il più possibile esauriente sullo stato di salute del club, prima di formulare una proposta di acquisto che vada incontro a quelle che sono le richieste di Canonico. Che per il momento, quindi, sarà chiamato ancora preoccuparsi di gestire in proprio questa seconda parte di stagione. Che per il Foggia si presenta tutt’altro che agevole.

Con una classifica che resta deficitaria, e con un mercato di riparazione che dovrà apportare significative migliorie ad un organico che, senza gli opportuni correttivi in corsa, è destinato a soffrire fino in fondo. Il Foggia resta in vendita, e Canonico gradirebbe passare la mano il prima possibile. È certo. Ma occorrono compratori che siano disposti ad accollarsi una debitoria che non dovrebbe essere proprio irrilevante (l’ultimo bilancio depositato sarà la cartina di tornasole più che attendibile perché passato al setaccio del prof. Chionna, ndr). Sviluppi a breve termine improbabile prevederli: si lavora sottotraccia e in prospettiva. Nella segreta speranza che il Foggia di qui a giugno conservi la categoria. Viceversa la matassa sarebbe sempre più complicata da sbrogliare.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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