C’è un Foggia che va. Ed un altro che viene. L’ultimo andato in onda, e che Enrico Barilari si tiene stretto sotto la sua ala protettiva, probabilmente contro il Giugliano è giunto al canto del cigno. Sono infatti attese in settimana novità dal mercato in entrata, che dovrebbero in qualche misura stravolgere l’assetto di squadra sinora assemblato a fatica. Ma la difesa ad oltranza (e d’ufficio) da parte del tecnico spezzino resta. E merita la doverosa sottolineatura.
Perché in fondo è proprio grazie a questi ragazzi, troppo spesso bistrattati, che il Foggia ha avviato la risalita in classifica: “Voglio difendere il gruppo. Avevo chiesto di dimostrare che anche così come siamo, col cuore, ci saremmo potuti salvare. Con questa vittoria saliamo a 22 punti, che vuol dire quindi essere in carreggiata per l’obiettivo finale”, ha ripetuto impettito Barilari nel post-gara domenica sera per rendere merito a chi, dal momento del suo arrivo in poi, ha mostrato totale disponibilità al sacrificio.
Sarà anche così, e bene ha fatto l’allenatore a ricordarlo, ma il Foggia dell’emergenza e votato alla linea green sta per andare definitivamente in naftalina, e di esso resterà solo un ricordo sbiadito.
L’arrivo di un rinforzo come Giron, infatti, conferma che chi ha appena preso in mano le redini del club va dritto al sodo. E non vuole correre inutili rischi. Ecco perché, per mettere sottochiave il prima possibile la salvezza, si affiderà a giocatori di provata esperienza. Destinati a far lievitare lo spessore qualitativo di una squadra che anche domenica sera ha grattato il fondo del barile per restare a galla.
Ma la vittoria all’ultimo respiro che Perucchini ha materializzato grazie alla prodezza dagli undici metri su Ogunseye, non sposta di una virgola tutte le criticità di un organico che va rivisitato a tutto tondo per garantire a Barilari di vivere una seconda parte di stagione senza troppi assilli.
E questo per quanto il post-Delio Rossi abbia sicuramente evidenziato dei progressi sotto il profilo della coralità della manovra e della tenuta fisica, abbinata alla crescita di rendimento di più di qualche rossonero (Olivieri, Rizzo, Winkelmann e Bevilacqua su tutti). Non tale, però, da garantire quel salto di qualità necessario per svoltare definitivamente.
Almeno due reparti su tre restano numericamente risicati (difesa ed attacco, ndr) ed è lì che bisognerà intervenire in maniera chirurgica con innesti mirati per consentire a Barilari di sviluppare compiutamente quella che è la propria idea di calcio.
Muta però la strategia del club dopo il cambio al vertice, e cambia indirizzo anche il mercato del Foggia, che adesso può far leva su disponibilità economiche diverse: niente più under di prospettiva con i quali si rischia pur sempre di fare un salto nel buio, arriveranno viceversa profili stagionati e di rendimento assicurato, come il caso specifico impone. Perché il nuovo corso non può prescindere dal mantenimento della categoria, anche se poi la filosofia della nuova proprietà va nella direzione diametralmente opposta, essendo più propensa a costruire dalla base. Senza far ricorso ad investimenti particolarmente onerosi che finiscono solo con appesantire la gestione senza apportare alcun giovamento.
Ma nell’immediato occorrono certezze, e servono dunque giocatori pronti, in grado di aiutare il Foggia ad uscire dalle sabbie mobili di una classifica che non consente distrazioni di sorta. Perché le pericolanti sono tutte raccolte in un fazzoletto di punti e per tirarsi fuori dalla zona playout serve dare continuità ai risultati.
Ecco quindi che i nomi circolati in queste ore sono tutt’altro che aleatori, e rispondono ad una precisa esigenza: raggiungere la salvezza. A costo anche di qualche sacrificio economico in più per mettere nel mirino il traguardo finale. Poi da giugno si potrà tirare una linea, e ripartire su basi diverse da quelle che stanno animando l’ingresso dei nuovi soci di questi giorni. Da giugno in poi, infatti, da un lato si guarderà alla sostenibilità del progetto, e dall’altro a programmare un futuro che sia più in linea con quelle che sono le tradizioni del club.
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