Il Foggia sta per tornare ai foggiani. La conferma che si vada nella direzione di un sempre più imminente cambio di proprietà è arrivata mercoledì scorso, quando a margine dell’udienza programmata al Tribunale di Prevenzione di Bari, l’amministratore giudiziario Chionna ha lasciato intendere che si dovrebbe ormai essere in dirittura di arrivo. E che il nulla osta, salvo sorprese, dovrebbe arrivare in tempi relativamente brevi.
Non appena l’iter procedurale sarà ultimato, si potrà scrivere la parola fine su una vicenda che continua a tenere la tifoseria rossonera con il fiato sospeso, ma prima la misura cautelare (che si pone l'obiettivo di "bonificare" l’attività del club da eventuali infiltrazioni criminali, salvaguardando l'azienda stessa e il suo valore produttivo), deve vederci chiaro ed approfondire accuratamente tutti gli aspetti (ed i soggetti) che sinora sono entrati in gioco.
Come nel caso della Fondazione La Capitanata per lo Sport, in prima linea da quando la trattativa è definitivamente decollata, ed i cui vertici sono stati convocati a Bari assieme a Nicola Canonico ed ai promittenti acquirenti affinché chiarissero de visu la loro partecipazione alla contrattazione che ha portato lo scorso 14 gennaio a sottoscrivere un preliminare d’acquisto fra le parti.
Dubbi legittimi, se si considera che in quella fase si sia interposto un soggetto terzo fra il venditore ed il compratore, e rispetto al quale adesso il Tribunale sta cercando di comprendere i motivi della sua presenza. Che, evidentemente, deve ritenersi scollegata dalla partecipazione attiva nella vita del Calcio Foggia 1920, all’interno del quale peraltro attualmente la Fondazione si occupa della gestione del settore giovanile.
Belisario Masi, dg dell’ente, sarà stato dunque chiamato a chiarire che la Fondazione nella fase che ha preceduto l’accordo ha svolto un semplice ruolo di facilitatore nell’ottica della positiva riuscita della trattativa, essendo stata incaricata direttamente da Casillo e De Vitto di seguirne da vicino le evoluzioni. Entrambi, infatti, essendone soci, hanno inteso investire la Fondazione, che da tempo sta mostrando di essere particolarmente sensibile alle vicende del calcio locale. E, nello scorso dicembre, l’hanno incaricata di presentare a Canonico una manifestazione di interesse per loro conto.
Come già evidenziato nel corso della conferenza stampa del 15 gennaio scorso, Masi in quella precisa fase nella quale si gettarono le basi per intavolare la trattativa, incontrò personalmente Canonico, che conosceva già al di fuori dell’ambiente calcistico, e con il quale avrebbe cominciato a discutere sulla fattibilità dell’operazione, concordando con lo stesso la massima riservatezza, onde evitare l’inevitabile eco mediatica che ne sarebbe scaturita nel momento in cui fosse diventata di dominio pubblico.
I colloqui si sarebbero poi fatti sempre più frequenti, al punto che successivamente si è passati ad esaminare lo stato di salute del club, prima di formulare una proposta di acquisto.
E’ sulla base di questi elementi ulteriormente forniti, che adesso il Tribunale avrà la possibilità di analizzare compiutamente tutti i passaggi che hanno caratterizzato la trattativa e di trarre dunque le doverose conclusioni prima di pronunciarsi.
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