La Via Crucis del Foggia Calcio, tappa a Cava dei Tirreni: senza vero centravanti, manca spina dorsale

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Il Foggia che non ingrana e che desolatamente è sull’ultimo gradino della graduatoria, paga inevitabilmente dazio ad un mercato estivo al risparmio e ad una sessione di gennaio condotta frettolosamente e senza una visione globale delle criticità da che andavano risolte. La classifica attuale, dunque, è lo specchio fedele degli errori  che si sono sommati prima e dopo. Il Foggia ultimo non può e non deve sorprendere, e il distacco che al momento accusa dalle formazioni che immediatamente lo precedono sintetizza tutte le difficoltà di una squadra che in tutti questi mesi non ha mai dato evidenti segnali di ripresa.

Siracusa e Trapani, che precedono i rossoneri in classifica, senza le penalizzazioni che scontano oggi avrebbero un vantaggio consistente sull’undici di Pazienza, +8 gli aretusei (con 6 punti di penalizzazione), addirittura + 22 i granata  (che ne hanno cumulato 20 di penalità ad oggi). Anche il Giugliano coi suoi 31 punti è lontanissimo, potendo far valere un +9 su Garofalo e soci. 

Una annata disastrosa, insomma, alla quale si fa fatica a capire come si possa porre rimedio nelle ultime 6 giornate della stagione regolare. Dovrebbe accadere l’imponderabile, un vero e proprio terremoto, con le dirette concorrenti che improvvisamente frenano, oppure con la giustizia sportiva che con le sue decisioni rivolta la classifica come un guanto. 

A fine marzo sapremo cosa bolle realmente in pentola, nel frattempo è evidente che il Foggia assieme alle note carenze strutturali paghi anche una serie di infortuni che l’hanno privato di uomini chiave in alcuni ruoli-cardine. Detta un antico adagio calcistico, spesso associato alla filosofia del calcio italiano di stampo “breriano”, che per avere una squadra solida e vincente bisogna costruire una spina dorsale all’altezza. 

Avere giocatori di qualità e di grande affidamento in queste tre posizioni centrali (difensore, mediano e centravanti) garantisce un equilibrio fondamentale tra fase difensiva e offensiva. Il centrale di difesa è deputato alla marcatura stretta del migliore attaccante avversario. Il mediano invece deve recuperare palloni, interrompere il gioco avversario e far ripartire l'azione, fungendo da “cervello” o “polmone” della squadra. La punta centrale, infine, è il finalizzatore, colui che deve trasformare in gol il lavoro della squadra. 

Nel calcio moderno, sebbene le tattiche siano cambiate (con la zona che ha sostituito spesso la marcatura a uomo e ruoli più fluidi), il concetto di “spina dorsale” resta valido: un difensore centrale solido, un centrocampista equilibratore e un bomber prolifico rimangono il cuore pulsante di quasi tutte le buone squadre. Viene da sé allora che il Foggia si ritrovi, per scelta o per causa di forza maggiore, senza questi tre elementi-cardine in organico: Brosco e Petermann sono infatti infortunati, ne’ Tommasini ne’ tantomeno Bevilacqua hanno nelle loro corde il gol. 

Morale: il Foggia si ritrova senza tre pilastri in organico, e per il povero Michele Pazienza le alternative sono davvero risicate: Brosco, arrivato a gennaio dal Pescara, è fermo ai box da qualche gara, c’è Staver che ne ha ereditato ruoli e compiti ma senza entusiasmare più di tanto; per sopperire alla lunga assenza di Petermann, infortunatosi gravemente in due momenti diversi della stagione, tutti i tentativi sono miseramente naufragati:  Pazienza prima (alter ego naturale di Petermann) e poi Garofalo (adattato in un ruolo non suo) non hanno inciso nell’economia del gioco.

E solo la recentissima soluzione-Menegazzo di domenica scorsa a Benevento ha dato qualche risposta più convincente lì nel cuore del centrocampo. Ma solo a margine di tutta una serie di esperimenti falliti. In avanti, infine, il Foggia continua ad esibire tutte le sue lacune offensive: urgeva un attaccante di peso che in area si facesse sentire, ed invece Tommasini tutto è tranne che una prima punta che gioca in area e che sa inquadrare lo specchio della porta. Non a caso è ancora a secco in fatto di gol. Su Bevilacqua inutile tornarci su: il ragazzo è volenteroso e si applica, ma è assolutamente inadeguato per la categoria.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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