Senza “dorsale”. E senza soprattutto un centravanti vero, la strada per la salvezza si fa sempre più proibitiva. Con alle spalle il testa-coda di domenica scorsa che qualche legittimo rimpianto ha finito col sollevare, al Foggia di Michele Pazienza non restano che le ultime 6 giornate di regular season per provare ad invertire la rotta e a raddrizzare una stagione che, se non definitivamente compromessa, appare comunque parecchio pregiudicata.
Deve necessariamente inventarsi qualcosa per esorcizzare la serie negativa da record il tecnico sanseverese, che a Benevento domenica scorsa dopo il 4-3-3 ed il 3-5 2 è passato al 3-4-3, ruotando i suoi effettivi nella speranza di trovare la formula giusta e l’assetto migliore rispetto alle caratteristiche dei singoli. I riscontri che arrivano dal campo sono però ondivaghi, nel senso che il Foggia al Vigorito non ha sicuramente sfigurato, e tutto è sembrato tranne che l’ultima della classe.
Ma è pur vero che di fronte si è ritrovato un avversario ormai sazio, che ha la B virtualmente in tasca, e che attende solo il conforto della matematica. Non è un caso che i sanniti solo nella prima mezz’ora di gara abbiano spinto sull’acceleratore per indirizzare la gara a proprio favore. E poi trovato il gol del vantaggio si siano limitati a gestire il ritorno del Foggia. Che ha sì preso campo, ma senza affondare con decisione i colpi. Al punto che le due uniche palle-gol i rossoneri le hanno costruite su gentile concessione del Benevento, complici due strafalcioni in disimpegno dei giallorossi.
In ottica Cavese, in quella che rappresenta una delle ultime possibilità che il calendario concede a Garofalo e compagni di dare qualche concreto segnale di ripresa, Pazienza potrebbe insistere ancora con il 3-4-3, ricorrendo però a qualche sostanziale modifica nell’undici di partenza, che potrebbe mutare nei suoi effettivi. Con Valietti che sicuramente sarà costretto a dare forfait, potrebbe toccare a Buttaro tornare ad agire da laterale di difesa destro, con Rizzo ripescato in difesa al fianco di Biasiol e di Staver. A metà campo salgono le quotazioni di Eyango nell’ottica di dare fisicità e centimetri al reparto: con il franco camerunense che pare destinato a partire titolare, ci sarà sicuramente spazio anche per Menegazzo, fra i più positivi a Benevento, e che non è detto venga preferito sia a Garofalo che a Castorri, in evidente debito d’ossigeno.
Novità in arrivo anche in prima linea, dove Pazienza è chiamato ad incidere in maniera più netta a livello di scelte. Il Foggia nelle ultime 6 gare di campionato ha segnato col contagocce, solo 2 gol all’attivo, e la sua produzione offensiva assolutamente insoddisfacente ha pesato sulle 10 sconfitte consecutive cumulate dal 18 aprile scorso in poi. A Benevento Bevilacqua è finito sul banco degli imputati per l’erroraccio a 5’ dalla fine che poteva regalare il pari, Tommasini è addirittura ancora a secco di gol e il suo raggio di azione è sempre più distante dalla porta avversaria.
Urgono correttivi, nelle ultime ore starebbe prendendo quota l’ipotesi che il tridente prescelto per Cava de’ Tirreni possa prevedere il falso nueve, con Cangiano, D’Amico e Liguori utilizzati dal 1’ contemporaneamente. Pazienza ci sta pensando su concretamente, e in questi giorni sta sperimentando la variante: potrebbe toccare a Liguori agire da punta centrale di movimento, per agevolare gli inserimenti dei compagni di reparto Cangiano (che ritroverebbe così una maglia da titolare) e D’Amico.
Con quest’ultimo che verrebbe utilizzato nel ruolo che più gli è congeniale e nel quale ha messo a segno finora 5 gol ed altrettanti assist. Domenica con la Cavese sarà scontro da dentro o fuori, e servirà ritrovare la via della rete perduta. Facendo leva possibilmente sugli uomini che sotto il profilo tecnico sono in grado di incidere negli ultimi 30 metri.
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