“L’ignoranza e la cattiveria che contraddistingue i commentatori delle notizie di cronaca sui social la dice lunga sulla febbre di questo Paese e spiega perché siamo arrivati a questo punto”. Lo sfogo social del sempre pacato Gianluca Ursitti, presidente dell’Ordine degli avvocati di Foggia, è stato dai più facilmente collegato alla canea scatenatasi in Rete alla notizia dell’ampia inchiesta della Guardia di Finanza, coordinata dal pm della Procura daunia Giuseppe Mongelli, su ben dodici appalti pubblici relativi a undici Comuni di Capitanata, che vede indagato tra gli altri l’ingegnere Tullio Daniele Mendolicchio, assistito proprio da Ursitti. L’attuale dirigente dell’area 6 – lavori pubblici del Comune di Foggia è coinvolto per il suo precedente incarico a San Marco in Lamis. L’ingegnere, che lunedì scorso ha partecipato alla seduta di consiglio comunale a Foggia, nella sua prima uscita pubblica è apparso imperturbabile. Com’è noto, i militari della Guardia di Finanza del Comando provinciale di Foggia hanno dato esecuzione a un decreto di perquisizione locale e domiciliare, con contestuale sequestro, emesso dalla Procura della Repubblica di Foggia nei confronti di diversi soggetti indagati, a vario titolo, per plurime ipotesi di reato tra cui frode nelle pubbliche forniture, truffa, turbata libertà degli incanti, falso e subappalto non autorizzato. Le vicende riguardano presunti episodi fraudolenti che sarebbero stati posti in essere nella fase di esecuzione di svariati appalti pubblici su tutto il territorio provinciale, relativi, tra gli altri, ad interventi di ammodernamento e messa in sicurezza di strade e impianti fognanti. Le operazioni di perquisizione, svolte anche mediante l’ausilio di unità cinofile “cash dog” e che hanno consentito di sottoporre a sequestro 700.000 euro in contanti, hanno riguardato due imprenditori, tra cui il noto costruttore foggiano Giuseppe Caroprese, e un dirigente pubblico del Comune del capoluogo daunio, per l’appunto Mendolicchio. Parallelamente a tali attività, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Foggia e della Compagnia di San Severo hanno anche proceduto all’acquisizione di copiosa documentazione inerente alle procedure di gara oggetto di attenzione investigativa presso undici Comuni della provincia, in qualità di strutture appaltanti dei contratti oggetto delle investigazioni. L’attività investigativa ha riguardato Caroprese, la moglie Rita De Maio e Mendolicchio. Indagati, inoltre, Giuseppe Martino, Antonio La Marra, Andrea Sassano, Antonio Ventarola, Aurelio Agriesti, Giuseppe Agnusdei, Emilio Manzelli, Piero Giuliani, Ciro Grittani, Luigi Parlante e Saverio Buccino. I fatti sono avvenuti nell’arco di un anno, tra l’autunno 2024 (come per San Marco in Lamis) e novembre 2025.
Il decreto è stato adottato dal pm Mongelli perché “sussistono a carico degli indagati gravi indizi di reato”, atteso che dalle indagini svolte dalla Guardia di Finanza di San Severo e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della G.d.F. di Foggia emergerebbe come Caroprese e sua moglie Rita De Maio sarebbero coinvolti in diversi appalti pubblici in Capitanata. Stando all’accusa, in diverse occasioni sarebbe stato possibile constatare da parte di Caroprese il medesimo illecito modus operandi: massimizzazione dei guadagni attraverso frodi in danno degli enti appaltanti mediante l'abbattimento delle spese relative ai materiali utilizzati ovvero alle lavorazioni eseguite. L’ordine a tutte le amministrazioni pubbliche coinvolte di esibire l’integrale documentazione (comprensiva di SAL-stato avanzamento lavori e giornale lavori) ha riguardato 12 opere pubbliche.
Il primo caso concerne l’affidamento congiunto della progettazione e dell’esecuzione relativi all’intervento FSC 2014/2020 relativo ai lavori di messa in opera di misure di prevenzione della ex discarica comunale ubicata in contrada Coppe Casarinelli, col Comune di San Marco in Lamis quale stazione appaltante. La gara, gestita dalla CUC Gargano Sud e aggiudicata nell’ottobre 2022 a Caroprese, partiva da 7.506.583 euro; il rup era Giuseppe Martino, mentre Mendolicchio era il responsabile del Settore tecnico comunale. Le attività di osservazione svolte dalla Guardia di Finanza dimostrerebbero come gli indagati abbiano falsamente attestato la sospensione dei lavori, così evitando penali per la consegna tardiva delle opere, proseguendo in realtà i lavori. Per i fatti di San Marco in Lamis sono indagati Mendolicchio, Martino, Caroprese e sua moglie De Maio.
Il secondo intervento su cui si è mossa la Finanza è quello dei lavori, appaltati dal Comune di Apricena tramite la propria CUC, volti alla realizzazione degli impianti di fogna bianca in via Duca d’Aosta-via Ferrucci-via Italia. Un intervento dall’importo complessivo di 1.200.000 euro, aggiudicato - dopo cinque inviti ad altrettente imprese - alla NCC spa di Vitulazio (Caserta) a settembre 2023, con subappalto in favore dell’apricenese Interscavi Sassano srl. L’impresa campana poi cambiò nome in Nicchiniello Lavori srl. Per l’accusa, Caroprese, in concorso con Andrea Sassano e Antonio La Marra, avrebbe realizzato i lavori di manutenzione di una strada ad Apricena ponendo solo 3 centimetri di asfalto a fronte dei 5 centimetri di spessore previsti dal capitolato di appalto. Tale presunta condotta fraudolenta avrebbe evidentemente comportato un notevole guadagno per le imprese realizzatrici (che avrebbero utilizzato meno della metà del materiale previsto) con conseguente danno, derivante dal vizio occulto, per l’amministrazione committente.
Condotte analoghe sono state riscontrate a Torremaggiore, dove, oltre ad aver riscontrato la presenza in subappalto non autorizzato dell’impresa riconducibile a Caroprese, in fase di collaudo gli inquirenti hanno potuto osservare come sarebbe stato proprio Caroprese a guidare i tecnici della Giepi srl (società di collaudo) nei punti dove eseguire i carotaggi e le campionature. Inoltre si è riscontrato che l’asfalto preesistente non era stato rimosso, ovvero sottoposto a fresatura, come da progetto. A Torremaggiore i sigilli sono stati apposti al cantiere PNRR per la riqualificazione e il miglioramento della fruibilità area mercatale con relative strade di connessione al centro abitato (piazzale Fermi, via don Leccisotti) e connessione con alloggi Arca Capitanata di via De Pasquale. L’appalto comunale, dopo iter gestito dalla SUA della Provincia di Foggia, a luglio 2023 andò per oltre 1,3 milioni di euro alla Costruzioni Generali Sud srl di Napoli, con subappalto alla Erede Manzelli Matteo di Emilio Manzelli, impresa torremaggiorese. Le contestazioni relative a Torremaggiore riguardano Caroprese, Giuliani, Agnusdei e Manzelli.
Un altro appalto indagato è quello del Comune di Alberona, affidato tramite gara gestita dalla CUC (Centrale unica di committenza) Lago dell’Occhito, riguardante l’intervento di messa in sicurezza del territorio di un tratto della SP 130 Lucera-Alberona-Roseto Valfortore, importo progettuale 260.324 euro. Una procedura basata sui contributi regionali 2022 dal Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (Fosmit), risorse finalizzate alla mitigazione del rischio idrogeologico. Per gli inquirenti, le opere sarebbero state illecitamente subappaltate ad impresa non autorizzata riconducibile ad Aurelio Agriesti, indagato per i fatti di Alberona con Caroprese e Ventarola.
Nella “farfalla bianca del Gargano”, ovvero Mattinata, sotto osservazione è quanto avvenuto rispetto al quarto lotto funzionale dell’intervento di investimento su piccola scala per l'ammodernamento della viabilità comunale denominata Monte Barone-località Fontana delle rose, lavori appaltati dal Comune. In questo caso l’aggiudicazione avvenne in favore dell’impresa edile e stradale Mediterranea del foggiano Ciro Grittani. La Finanza, oltre ad aver riscontrato la presenza in subappalto non autorizzato dell’impresa riconducibile a Caroprese, avrebbe accertato l’omessa fresatura dell’asfalto preesistente. I due indagati per quanto avvenuto a Mattinata sono dunque Caroprese e Grittani.
A Deliceto gli inquirenti vogliono vederci chiaro sui lavori di ammodernamento e miglioramento della strada comunale extraurbana secondaria denominata Apotrina-Sant’Efrem, appaltati dal Comune tramite la CUC Monti dauni nell’ambito della Misura 7 del PSR PUGLIA 2014-2022 (Investimento su piccola scala per l'ammodernamento della viabilità comunale secondaria esistente). Qui è stato accertato dal sopralluogo effettuato dalla polizia giudiziaria il 30 settembre scorso (data di fine lavori) che la segnaletica stradale non era stata ancora installata; il manto stradale, sebbene da poco realizzato, presentava in alcuni punti rilievi e avvallamenti; in alcuni punti l’asfalto aveva uno spessore di 1 o 2 cm; la fresatura del precedente manto stradale non era stata realizzata; erano stati verosimilmente già effettuati i carotaggi per certificare le prove su materiali da costruzione, finalizzati al collaudo dell’opera. Gli indagati per Deliceto sono Caroprese, De Maio e Parlante.
Stessi fondi PSR per il Comune di Roseto Valfortore, che è stato invece la stazione appaltante rispetto all’intervento di ammodernamento della viabilità comunale secondaria esistente, relativo alla strada comunale rurale Vallone Cupo - Bosco Vetruscelli. Qui, a detta della Procura, il sopralluogo delle Fiamme gialle avrebbe accertato che il manto stradale, sebbene da poco realizzato, si presentava sconnesso con rilievi e piccoli avvallamenti; in alcuni punti il manto stradale era composto da uno strato di binder e dal tappeto di usura per uno spessore complessivo di 5-6 cm mentre in altri punti lo stesso aveva uno spessore di soli 1-2 cm; la fresatura non era stata realizzata; erano stati verosimilmente già effettuati i carotaggi per certificare le prove su materiali da costruzione, finalizzati al collaudo dell’opera. Per Roseto sono indagati Caroprese e De Maio, così come per San Nicandro Garganico e Poggio Imperiale.
A San Nicandro Garganico nel mirino dei Finanzieri sono finiti i lavori, appaltati dall’ente municipale, di manutenzione straordinaria della strada comunale denominata ex SP 41, nel tratto deprovincializzato, dalla progressiva km. 14000, nei pressi della rotatoria in incrocio con via Torre Mileto, alla progressiva km. 4+600 caposaldo finale. Qui è stato riscontrato come lo spessore dell’asfalto fosse di pochi centimetri.
A Poggio Imperiale si indaga sull’affidamento definitivo dei lavori di riqualificazione e messa in sicurezza della circonvallazione est della tratta via Bari-via Brindisi-via Lecce dei marciapiedi esistenti e da realizzarsi. La Finanza ha riscontrato l'assenza di taglio delle cunette per l’incastro delle solette in cemento, le quali erano di spessore inferiore a quello di progetto e non ancorate ma solo poggiate su ferri sporgenti. Inoltre, i sovrapassaggi non sono stati demoliti e ricostruiti come previsto da progetto. Ad Accadia è sotto la lente delle Fiamme Gialle l’affidamento dei lavori PNRR relativi all’intervento di messa in sicurezza del territorio località Profica, appaltati dal Comune. Per tale vicenda è indagato il solo Caroprese, che si aggiudicò l’appalto a novembre 2024 per quasi 669mila euro, dopo gara della CUC Monti dauni.
A Candela, infine, sono stati sequestrati due cantieri: il primo riguarda gli interventi urgenti per la messa in sicurezza dissesto idrogeologico in centro abitato-area a valle di via Fontanelle con fondi ministeriali (aggiudicati a Caroprese per oltre 656mila euro nell’estate 2024 tramite la CUC Monti dauni); il secondo la realizzazione degli interventi di ammodernamento della viabilità comunale secondaria esistente in località Giancamillo, con fondi PSR Puglia 2014-2020 (con vittoria di Caroprese per oltre 176mila euro). In entrambi i casi le procedure sono state seguite dall’Ufficio tecnico comunale. A Candela, stando a chi indaga, è stata osservata una presunta attività di gestione illecita di rifiuti mediante mezzi non iscritti all’albo gestori ambientali. Le contestazioni relative a Candela riguardano Caroprese, Agriesti e Buccino.
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