Foggia, nei locali ex London Pub si svolgevano funzioni religiose?

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La bolla sociale gonfiata sul quartiere Ferrovia, nelle aree limitrofe alla stazione di Foggia, rischia di esplodere. La ghettizzazione di intere generazioni di extracomunitari sta sfociando in una infinita e accesa diatriba con i residenti del quartiere. Se da un lato non si può giudicare una persona dal colore della pelle, questo è certo, dall’altro è assolutamente necessario che tutti, ma proprio tutti, rispettino la legge, soprattutto quando c’è di mezzo l’incolumità fisica della gente. Sta facendo ancora discutere lo strano caso dei locali di via Piave, lì dove una volta insisteva l’ex pub London, come più volte ricordato meta di buona parte della movida foggiana. Proprio così perché appena due notti fa, dopo un blitz della Polizia in via Piave, in quegli stessi locali c’è stato un intervento dei vigili del fuoco e tecnici Amgas prima e dei carabinieri poi, dopo una segnalazione fatta dagli stessi condomini allarmati da un continuo via vai di gente e dall’odore di gas proveniente dall’interno. Nonostante siano già trascorsi due giorni non è ancora certo di ciò che è stato rinvenuto in quegli spazi. Secondo i ben informati un accampamento, un piccolo bivacco. In buona sostanza un dormitorio per extracomunitari, molta sporcizia e addirittura una bombola del gas – probabilmente - aperta. Facciamo un passo indietro.

Dopo l’uscita di scena dei gestori del London Pub, il locale è stato affittato ad un giovane nigeriano, un 25enne dalla vena imprenditoriale che in zona conoscono bene. Il giovane, infatti, secondo quanto raccontato da alcuni foggiani, sarebbe una sorta di pastore di una confessione probabilmente di tipo battista. Proprio in virtù di questo c’è già chi pensa che quei locali, nel frattempo, sarebbero stati utilizzati (il condizionale è d’obbligo) dal giovane per incontrare il suo gruppo di preghiera. Una sorta di Santa Messa in piccole proporzioni, ovviamente.

Una prima prova del fatto arriverebbe dalla “strana” domanda posta due mattine fa da due giovani che, intenti ad entrare nei locali, chiesero ad un agente sul posto di sapere dove si trovasse il “pastore”. Una seconda, invece, da locandine affisse sui muri nelle vicinanze di via Piave in cui si vede il volto di un giovane - che alcuni avrebbero individuato nel nigeriano affittuario dei locali – che invita la gente alla preghiera, per una sorta di messa domenicale. Intanto proprio due sere fa, il legale del giovane, insieme alla proprietà, ha fatto sigillare dall’interno le saracinesche che danno sulla strada lasciando una porticina come unica via d’accesso e di cui solo proprietà e affittuario hanno la chiave.

Questo per rassicurare anche il vicinato allarmato dalle ultime vicende. Comunque sia andata lo accerteranno le autorità competenti. Il giovane, al momento fuori Italia, come anche dichiarato dal suo legale, dovrebbe tornare in città entro il weekend per essere ascoltato su quanto accaduto. Se c’è stato o meno un cambio di destinazione d’uso dei locali lo accerteranno gli organi inquirenti. Un dato è però certo e fa riflettere: con l’attuale situazione di precarietà e di degrado che si respira tutti i giorni al quartiere Ferrovia, affittare un locale a persone extracomunitarie – fossero anche le più pie - comincia a far strizzare il naso a molti residenti del posto. Una miccia che se non spenta, potrebbe presto portare all’ennesima esplosione sociale della nostra città. Comune avvisato.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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