Tra non molto la mafia, la ndrangheta e la camorra stipuleranno con Amazon la convenzione per il servizio di recapito con droni del materiale proibito all’interno delle carceri italiani (telefonini, droga, armi )".
A dirlo è il Sappe, il sindacato autonomo della polizia penitenziaria che aggiunge: "Ciò in quanto il colosso americano garantisce le spedizioni ed il reso qualora i pacchi vengono intercettati, cosa che ogni tanto avviene grazie al sacrificio, alla bravura, ed alla professionalità dei poliziotti penitenziari che senza nessun mezzo, riescono ad intercettare droni in arrivo e quindi scompaginare i piani dei delinquenti.
E’ successo nella serata di ieri, allorquando un poliziotto in servizio sul muro di cinta del carcere di Foggia (messo lì proprio per contrastare questo gravissimo fenomeno nonostante la grave carenza di personale,) benché fosse buio, è riuscito ad intercettare un drone che stava facendo cadere un pacco all’interno del predetto muro di cinta.
Immediatamente veniva dato l’allarme ed alcuni poliziotti si dirigevano sul posto ove era caduto il pacco in cui veniva rivenuta sostanze stupefacenti, caricabatterie per telefoni ed altro.
Il SAPPE , sindacato autonomo polizia penitenziaria, da mesi se non anni, denuncia come la delinquenza abbia raggiunto livelli di utilizzo di tecnologia incredibili investendo tanti soldi, mentre lo Stato dorme lasciando i poliziotti senza nessun arma per contrastare in maniera efficace questo traffico illecito. A questo punto ci chiediamo come mai lo Stato non interviene nonostante sia noto da anni l’utilizzo di telefonini e droni da parte della delinquenza che continua a fare affari e commissionare reati dall’interno delle proprie celle, nonché far arrivare materiale proibito?
E’ così difficile dotare di apparecchiature nemmeno tanto costose (Jammer per esempio) per bloccare questo immondo traffico che ha trasformato le carceri in succursali delle società telefoniche, oppure in piazze di spaccio?
A quale politica giova che i delinquenti in carcere possano fare i propri comodi, senza nessun problema?
Perché negli anni hanno ridotto il personale di polizia Penitenziaria per cui nelle sezioni detentive(come a FOGGIA ) gli agenti sono nettamente insufficienti(-80), mentre il sovraffollamento dei detenuti è dell’80/90%?
Perché poi hanno consentito ai detenuti, soprattutto più violenti, di fare quello che vogliono con aggressioni a raffica ai poliziotti oppure sottomettendo i detenuti più deboli?
Perché chi si macchia di questi gravi reati è praticamente “impunito” invece di applicare nei loro confronti le leggi che ci sono con l’art.14 bis o.p.(carcere duro e senza benefici) e 32 o.p. trasferimento in apposite sezioni in Sardegna o sulle isole, senza dimenticare l’art.336 c.p.?
Fortunatamente a Foggia nonostante le gravi difficoltà operative e di sicurezza che più volte il SAPPE ha segnalato, il reparto di polizia penitenziaria è ben gestito dai vertici del carcere (ma abbandonato dall’amministrazione centrale), per cui solo grazie alla professionalità, al coraggio, ai sacrifici dei poliziotti penitenziari si sono evitati situazioni drammatiche non solo per il carcere, ma per tutto il territorio.
Il SAPPE invita i parlamentari che in questo torrido periodo hanno visitato le nostre carceri, Foggia compresa, di impegnarsi seriamente acchè la situazione per poliziotti e detenuti possa cambiare poiché ciò è possibile, però bisognerebbe che la politica faccia applicare le leggi che già ci sono, e dia pieni poteri a persone capaci di affrontare la situazione, invece di tenere in piedi un DAP pieno di persone che meriterebbero di essere mandate a casa oppure a lavorare in un carcere".
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