Una moltitudine commossa si è riunita per dare l’ultimo saluto a Michele, Samuel e Gaetano. Il funerale, celebrato non in una chiesa ma nello Stadio Pino Zaccheria, rimarrà impresso nella memoria collettiva della città. Un dolore immenso ha attraversato l'intera comunità, che si è raccolta in questo luogo simbolicamente importante, per condividere il lutto delle famiglie e commemorare quelle giovani vite spezzate troppo presto.
Il funerale si è svolto in un clima di profonda commozione. Lo stadio che risuona usualmente dei cori dei tifosi e delle gesta delle partite giocate sul campo, si è trasformato in un luogo di preghiera e dolore. Le bare bianche dei ragazzi sono state allineate al centro del prato, coperte da sciarpe e fiori, simboli della passione calcistica che i tre amici condividevano. Scroscianti applausi hanno accompagnato il toccante ingresso in campo dei tre feretri.
Tra il pubblico, comuni cittadini, compagni di squadra e semplici conoscenti, insieme alle autorità cittadine e ai rappresentanti del mondo politico, locale e nazionale. La sindaca Maria Aida Episcopo, visibilmente toccata dalla cerimonia, è stata accompagnata da tutti gli assessori della giunta. La presenza del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e del presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti, ha confermato l’eco che la tragedia ha avuto.
Se da un lato il dolore della comunità e la partecipazione delle autorità sono stati genuini e sentiti, non sono però mancate piccole polemiche allorquando il ministro per lo sport Andrea Abodi e la senatrice Anna Maria Fallucchi hanno rotto il protocollo prestabilito rifiutando i posti a sedere che gli erano stati assegnati e occupandone altri riservati ai celebranti della cerimonia funebre. L’imprevisto cambio, contravvenendo alle direttive fornite ai due ospiti all'entrata dal personale addetto agli ingressi, ha indispettito non poco lo staff della Sindaca.
A riportare in campo rispetto e cordoglio è stata l’omelia dell’arcivescovo della diocesi di Foggia-Bovino Giorgio Ferretti. “La morte di Gaetano, Michele e Samuel sbatte in faccia a tutti noi un'amara realtà, come uno schiaffo sul volto di chi è più giovane. La morte esiste, è reale! Fa parte della vita, ne è la fine e il compimento - ha affermato il vescovo emozionato -, la morte è una verità che fuggiamo, anestetizziamo, non vogliamo ammettere ma è lì e aspetta dietro l'angolo tutti noi”. E poi ancora ha continuato: “Cara Foggia, grazie per essere qui! grazie per esserti fermata in questi giorni e per esserti unita al dolore di queste tre famiglie. Grazie giovani per il vostro coraggio di guardare in faccia la morte”.
Tra coloro che non hanno potuto trattenere l’emozione c’è stato Nicola Canonico, presidente del Foggia Calcio e figura di riferimento per la città e per la squadra, il quale ha sempre vissuto lo stadio come un luogo di passione e orgoglio sportivo ma che durante la messa funebre è apparso visibilmente commosso e addolorato.
La serata si è conclusa con un ultimo momento di raccoglimento, mentre la folla e gli amici tifosi, si sono riuniti per intonare ancora una volta i cori tanto amati dai tre ragazzi scomparsi. Questa volta non cori di esultanza ma di compianto.
Per le famiglie, il dolore è appena iniziato e non sarà facile superarlo. Ma la città ha promesso di restare al loro fianco, con la speranza che da questa tragedia possano nascere iniziative volte a tenere viva la memoria per la comunità del presente e del futuro.
Debora Cicconetti
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