Concorsi a Foggia tra cellulari non ritirati e commissioni esautorate (quando i bandi prevedono ben altro)

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Quando venerdì scorso la maggioranza del Comune di Foggia ha dovuto disertare l’aula per le troppe defezioni, nessuno degli eletti del campo largo progressista ha fatto esplicitamente riferimento, tra i motivi di fibrillazione, alla partita dei concorsi pubblici che si stanno svolgendo per l’assunzione di 97 nuove unità a Palazzo di città. Ma non c’è alcun dubbio che i concorsi siano al centro dei pensieri della coalizione, oltre che delle opposizioni. Lo ha confermato quanto detto dalla stessa sindaca Marida Episcopo nella riunione di maggioranza convocata subito dopo, in cui ha sbraitato contro i presenti e, senza che nessuno avesse sollevato il tema, ha tirato fuori i concorsi garantendo sulla loro trasparenza: “Sono puliti. Chi ha qualcosa da lamentare venga in Procura”. Un refrain ormai quotidiano. 

Com’è noto, sono sette i concorsi indetti per l'assunzione a tempo pieno e indeterminato di 15 operatori esperti (2.502 candidati), 16 istruttori amministrativi (5.883 candidati), 9 istruttori tecnici geometri (402 candidati), 17 istruttori contabili (1.336 candidati), 6 programmatori/amministratori di rete e di sistema (270 candidati), 18 istruttori agenti di polizia locale (2.333 candidati), 16 funzionari assistenti sociali (525 candidati). Per ciascun profilo è stata prevista un'unica prova scritta digitalizzata, con 46 quesiti a risposta multipla in 45 minuti: 3 di lingua inglese, 3 sulle applicazioni informatiche più diffuse, 40 sull'ordinamento e l'organizzazione delle amministrazioni pubbliche, con particolare riferimento agli enti locali e comprensivi di 10 inerenti materie psico-attitudinali. Le prove d'esame si stanno svolgendo presso il multisala La Città del Cinema, in piazzale Anna de Lauro Matera. Ieri è stata la volta del quiz per gli aspiranti istruttori amministrativi, che si terrà anche oggi e che rappresenta il concorso più partecipato. Mercoledì toccherà alla prova per istruttori tecnici geometri e, a seguire, a quella per programmatori/amministratori di rete e di sistema; infine giovedì si chiuderà con la prova per funzionari assistenti sociali.

Incrociando il racconto di alcuni candidati ma anche di chi, per conto dell’ente, ha seguito finora le prove sono emerse due discrepanze di non poco conto rispetto ai bandi. “La commissione indicherà alla società incaricata gli argomenti oggetto della prova, il numero di domande, il livello di difficoltà ed i criteri di correzione nonché il tempo assegnato per la prova. Saranno somministrate ulteriori due domande di riserva in caso di esclusione/annullamento di domanda inesatta”, recita ogni bando. Ma in realtà viene spiegato a l’Attacco che le commissioni non hanno partecipato in alcun modo alla scelta delle domande, conosciute solo dopo la somministrazione ai candidati e su cui quindi non c’è stata la possibilità di fare alcun rilievo o sostituzione. Ciò vuol dire che le commissioni – tutte presiedute dalla medesima persona, l’ex dirigente del Comune di Milano e formatrice Anci Paola Suriano - non hanno avuto voce in capitolo rispetto alle quattro batterie di domande preparate dalla società incaricata dell’organizzazione e gestione, la milanese Selexi srl, e poi sorteggiate. Tutto è passato per la sola Selexi, dalla formulazione dei quiz alla correzione delle risposte. Un aspetto che ha stupito non poco chi, avendo letto il bando, si è ritrovato davanti a commissioni esautorate da ogni reale funzione.

Il secondo aspetto riguarda i telefoni cellulari e altri strumenti utilizzabili dai candidati per aiutarsi nella risoluzione del quiz. Anche in questo bando i bandi sono chiarissimi: “Durante lo svolgimento della prova scritta, ai candidati è fatto divieto assoluto di avvalersi di telefoni cellulari, palmari, calcolatrici, auricolari, watch-phone, strumenti idonei alla memorizzazione di informazioni od alla trasmissione di dati, supporti cartacei, pubblicazioni e stampe di qualsiasi tipologia e genere, nonché di comunicare tra loro. In caso di violazione, la commissione esaminatrice delibera l’immediata esclusione dal concorso. La società incaricata avrà il compito di ritirare al momento dell’identificazione tutti i dispositivi di cui sopra e di custodirli fino al termine della prova”. Sia fonti interne ai candidati che fonti comunali raccontano, invece, che Selexi non ha ritirato cellulari e simili all’ingresso, ma che tali strumenti sono stati lasciati – spenti - nella disponibilità dei partecipanti. Se ne sono meravigliati gli stessi candidati, che davano per certo di dover abbandonare il proprio telefono per poi riprenderlo all’uscita. Sempre stando a quanto viene riferito, non c’è nemmeno il blocco delle connessioni in tutto l’edificio.

E il servizio di vigilanza? La sindaca Episcopo aveva garantito la presenza di agenti della Digos, che non si sarebbero visti nelle sale, dove invece ci sono le decine di funzionari comunali (da 21 a 30 a seconda dei casi) incaricati di supportare commissione e personale di Selexi nel controllo dei candidati e del regolare svolgimento dell’unica prova di esame. Gli addetti alla vigilanza si posizionano lungo i due corridoi laterali che circondano le poltrone delle sale del cinema. Quel quiz che - in soli 45 minuti, senza colloquio e altra prova scritta - permette di assicurarsi un posto di lavoro a tempo indeterminato a Palazzo di città. E’ in questo contesto che si inscrive il clima avvelenato nella stessa maggioranza. “La vera paura di tanti consiglieri è che ci siano altri più furbi di loro, l’eletto e il cittadino medio non credono che tutto possa svolgersi nella massima regolarità e trasparenza. Ecco perché sono nervosi, temono di essere presi in giro…”, commenta sarcasticamente un addetto ai lavori. “Non vado dietro ai si dice, alle sensazioni e percezioni”, ha ribadito, invano, Episcopo giorni fa.

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