Week end nero sulle strade del Foggiano, ancora troppi morti e feriti. "Non solo colpa di alcol e cellulari"

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Malgrado l’entrata in vigore, il 14 dicembre 2024 del nuovo Codice della strada, che prevede sanzioni molto più dure e restrittive, rispetto al passato, in Capitanata solo nel fine settimana appena trascorso, la cronaca ha fatto registrare, purtroppo, incidenti stradali con morti e feriti. Dal Gargano al tratto di Statale 16 che collega San Severo a Foggia, hanno perso la vita tre persone, senza considerare il tratto urbano, la bretella che collega l’ingresso di San Severo Sud alla città, dove c’è stata un’altra vittima cinque giorni fa. Una situazione che non riguarda solo i casi in cui i conducenti di veicoli, autotreni compresi, fanno uso di sostanze stupefacenti o assumo alcol nella misura superiore a quello tollerato nel sangue. Tra le cause principali, manco a dirlo, la velocità e la distrazione. 

Misure che il nuovo Codice della strada prevede tolleranza zero, per evitare perdite di vite umane e costi per il Servizio sanitario nazionale. Sulle strade di Capitanata, i controlli ancora non sono incisivi e le norme andrebbero rese note con una forte campagna di comunicazione. È chiaro che l’italiano medio ha bisogno di essere sanzionato, affinché si renda conto anche di un cartello stradale. 

Con una media di circa 60 morti sulle strade della provincia di Foggia, in un anno, c’è da riflettere: “Tre morti nel fine settimana, ad inizio anno, sono già tanti. Oltre ai lutti, c’è da considerare anche il costo per il SSN, tra cura dei feriti, macrolesi e disabilità derivante – ha esordito a l’Attacco Antonio Gravino, responsabile provinciale dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada -. La distrazione e la velocità sono le cause principali degli incidenti, compresi gli ultimi. L’imprudenza e la responsabilità personale ci riportano sempre al punto di partenza. Ma anche avere una segnaletica più razionale e ragionevolmente idonea ai tratti di strada a lunga percorrenza, agli svincoli e agli innesti di strade secondarie su quelle principali, sarebbe consigliata a chi di competenza deve provvedere a tenerla sempre in manutenzione, tra l’altro, visto che in tanti casi è sbiadita”. 

Il presidente provinciale dell’AIFVS entra nel merito: “La riforma prevede novità interessanti, come l’alcol lock per i recidivi, oppure la sospensione della patente a chi fa uso di sostanze stupefacenti alla guida; per cui sarà sufficiente, al contrario del passato, un test salivare positivo: azioni che potrebbero funzionare da deterrente. Bene anche punire, con maggiore severità, l’uso del telefono cellulare alla guida, perché spesso la distrazione in auto fa rima con smartphone”.  

Ma c’è un altro grave problema, chiamato “distrazione endogena”, che non sempre è valutato nella giusta misura: “A differenza dell'alcol o dell'uso del cellulare, la distrazione endogena (pensieri, emozioni, preoccupazioni, ecc.) è molto più difficile da quantificare e dimostrare in caso di incidente: non si può misurare – ha precisato Antonio Gravino -. Si tende a pensare che guidare sotto l'effetto di sostanze o utilizzando il cellulare sia più pericoloso, mentre non si dà la stessa importanza a fattori come la stanchezza, lo stress o i pensieri intrusivi. Le cause della distrazione endogena sono molteplici e possono variare da persona a persona. Questo rende difficile individuare soluzioni univoche e applicare sanzioni specifiche”. 

Il perché sia importante tener conto anche della distrazione endogena, Gravino lo esplicita così a l’Attacco: “Studi dimostrano che la distrazione endogena può essere altrettanto pericolosa, se non di più, rispetto ad altre forme di distrazione. Concentrarsi solo sulle distrazioni esogene limita la possibilità di prevenire un numero significativo di incidenti. Un approccio che tenga conto di tutti i fattori che possono influenzare la guida, sia interni che esterni, è fondamentale per migliorare la sicurezza stradale”. 

Ma cos’è possibile fare da subito, per far comprendere meglio la gravità della distrazione endogena? 

“Campagne d’informazione che mettano in evidenza i rischi della distrazione endogena e offrano consigli pratici per prevenirla ma anche corsi di educazione stradale che includano moduli specifici sulla gestione dello stress, delle emozioni e della stanchezza alla guida – ha concluso Gravino -. Sfruttare le nuove tecnologie per monitorare lo stato di attenzione del conducente e fornire avvisi in caso di pericolo”.  

Anche gli operatori di polizia che effettuano i controlli sulle strade concordano nell’indicare la velocità tra le cause principali degli incidenti e la relativa prudenza alla guida, compresa la distrazione, tanto sulle strade extraurbane, quanto in quelle urbane. Ma anche il diritto di precedenza (per l’immissione nel traffico cittadino e non solo) viene visto come qualcosa che “spetta di diritto” e non esercita né freni inibitori, né quelli dell’auto per rallentarla. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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