Come cittadina di questa terra e come ex rappresentante della Polizia di Stato presso la Squadra Mobile di Foggia, che ha servito questo territorio combattendo in prima linea contro la criminalità organizzata che da troppo tempo avvelena la nostra provincia oggi, sono qui per esprimere la mia più profonda e seria preoccupazione riguardo alla possibile chiusura del Reparto Prevenzione Crimine di San Severo.
San Severo. Foggia, l'intera Capitanata sono territori che da anni subiscono la violenza e l'arroganza della criminalità organizzata. Clan potenti, con radici profonde, controllano il traffico di droga, il racket, le estorsioni, soffocando l’economia locale e seminando paura tra i cittadini e gli imprenditori onesti. Questa terra ha già pagato un prezzo altissimo in termini di sangue e sacrifici, con troppi omicidi, attentati, intimidazioni.
Il Reparto Prevenzione Crimine non rappresenta solo una presenza fisica dello Stato ma è un simbolo di resistenza, un presidio di legalità, un baluardo contro il dilagare della criminalità. La sua chiusura sarebbe un segnale devastante, un arretramento che nessuno di noi può accettare. Perché sappiamo bene cosa accade quando lo Stato si fa da parte: i clan avanzano, la paura cresce, il territorio torna in mano a chi vuole imporre la legge della violenza e dell’illegalità. Abbiamo già visto chiudere la Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Foggia nel 2007, una perdita gravissima per il nostro territorio.
La chiusura della Scuola di Polizia di Stato di Foggia, avvenuta definitivamente nel 2023, ha rappresentato un evento significativo sotto diversi aspetti. In primis la perdita di un'istituzione storica. La scuola, attiva per oltre 40 anni, ha formato migliaia di agenti di Polizia, contribuendo alla sicurezza nazionale. La sua chiusura ha segnato la fine di un'importante tradizione formativa in Puglia. Inoltre, la scuola generava un indotto economico per Foggia e il territorio circostante, portando benefici a settori come la ristorazione, l'ospitalità e il commercio. La chiusura ha significato una perdita di opportunità economiche per la città.
Non meno le conseguenze sulla sicurezza locale. La presenza della scuola garantiva una maggiore presenza di forze dell’ordine sul territorio, elemento importante in una provincia con problemi di criminalità organizzata. La chiusura ha causato indebolimento della sicurezza a fronte di una decisione legata a riorganizzazione e tagli in un piano di riorganizzazione del Ministero dell’Interno, con l'obiettivo di razionalizzare le risorse e accentrare la formazione in altre strutture come quella di Campobasso.
Oggi, l'eventuale chiusura del Reparto Prevenzione Crimine sarebbe un ulteriore schiaffo alla sicurezza di tutti noi. Siamo in una terra che ha urgente bisogno di più Stato, non di meno. Per questo, oggi, lancio un appello forte e chiaro alle istituzioni, al Governo, ai parlamentari, alle forze politiche di ogni schieramento: fate la vostra parte.
Non lasciate il nostro territorio senza protezione. Non permettete che la criminalità organizzata vinca ancora una volta. San Severo, la Capitanata, Foggia meritano sicurezza, meritano legalità, meritano un futuro diverso da quello che la mafia vorrebbe imporre.
E a tutti i cittadini dico: non restiamo in silenzio. Facciamo sentire la nostra voce, uniamoci in questa battaglia, difendiamo il nostro diritto a vivere in un territorio sicuro e libero dalla paura. San Severo non deve essere lasciata sola. La Capitanata non deve essere abbandonata. Lo Stato c’è, e deve continuare ad esserci.
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