Due minuti due per rubare una Mercedes GLE coupè nera: in pieno centro nell’assoluta indifferenza dei passanti

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“Non possiamo più tollerare questa situazione. Cerignola, lo ripetiamo da tempo, non è questa. Cerignola è fatta di gente onesta, di lavoratori e di famiglie che si alzano all’alba e si fanno un mazzo così per mandare avanti questa città con sacrificio e con dignità. E’ a loro che dobbiamo rispetto. Per loro dobbiamo alzare la testa, perché chi guarda e tace, chi resta indifferente, diventa complice”. L’assessore alla Sicurezza del Comune di Cerignola Teresa Cicolella è arrabbiato. Il suo video lanciato da Facebook è uno sfogo d’indignazione per quanto accaduto al mattino di lunedì 24 marzo 2025 attorno alle 9, in pieno centro della città foggiana. Il fatto, appena consumato, farà presto il giro del web e calpesterà la terra natia di uomini illustre come Giuseppe Di Vittorio e Nicola Zingarelli. Ancora un furto d’auto a Cerignola. Ma in questo caso la dinamica ha dell’incredibile perché si consuma davanti agli occhi delle persone, che assistono impassibili. E’ come guardare dal vivo le riprese di un film ai bordi di una delle vie della propria città trasformata in set, ma senza una partecipazione emotiva. L’assurdità è che il “piano sequenza” viene girato dall’interno di un’auto che è a ridosso dalla scena illegale. E il ruspante prodotto videografico, firmato in sosta incurante, sarà successivamente spedito in rete dove capitalizzerà visualizzazioni (quasi 250mila su You Tube finora) offrendo cibo appagante a curiosi e amanti del trash sociale. All’azione indisturbati sono in quattro. Incappucciati, agiscono in pieno giorno. L’obiettivo è portare via un suv Mercedes di grossa cilindrata, parcheggiato in via XX Settembre. Siamo a “pochi passi dal distretto socio-sanitario per intenderci l’ex ospedale cerignolano”, come spiega affranto l’assessore tra l’altro delegata alla Polizia Locale Teresa Cicolella. La descritta intera operazione dura un paio di minuti. E’ il tempo che basta al quartetto malvivente - con una mise da ficcante pit-stop (and go) man - di forzare la centralina della vettura per metterla in moto. Al primo sguardo sembra che i ladri stiano cambiando una gomma, operando a terra sotto la carrozzeria. In realtà, muniti di cric e mani nude, sono impegnati a bloccare il sistema di sicurezza della Mercedes GLE Coupè nera. 

Nei due minuti abbondanti di filmato si vedono i tre soggetti impegnati in un’azione concitata, più il “palo”, il quale attende a bordo di un’altra auto di color nera, una BMW 430d anch’essa rubata, che occupa la carreggiata in modo da impedire il sopraggiungere di altri veicoli. A un certo punto uno dei ladri, in stile televisivo “Hazzard”, rompe il vetro del finestrino e si tuffa nell’abitacolo. Gli altri due complici spingono l’auto finché non si mette in moto senza la chiave, tornano ad occupare la complice safety car alle spalle, per scortarla nella fuga spregiudicata sulla via centrale cerignolana, bloccata per un paio di minuti di follia senza intervento pubblico o segnalazione dei passanti. 

In tre hanno l’onore di assistere alla scena da pochi centimetri, ma nessuno protesta, nessuno interviene. Un uomo anziano, colto dalla curiosità, in realtà si ferma quattro secondi, guarda i ladri in azione, poi si gira, allarga le braccia afflitto e se ne va. Un altro pedone attraversa via XX Settembre proprio all’altezza della scena del furto, uno dei rapinatori lo invita come se fosse un poliziotto urbano a circumnavigare la “zona rossa”. Detto, fatto, il cittadino si dilegua. Ancora un altro passa dal marciapiede dov’è parcheggiata l’auto “dalle ore contate”, lancia uno sguardo flash e scappa. Ancora più in lontananza, una coppia guarda incuriosita la scena, come se fosse un corto crime in abbonamento col proprio canale streaming. 

L’auto dello scandalo web sarà poi ritrovata dai Carabinieri abbandonata in una zona di campagna. 

Si registra così l’ennesimo fatto criminale a Cerignola, in una giornata in cui otto macchine vengono incendiate a Foggia, Lucera e San Giovanni Rotondo. Nella città di San Pio a farne le spese è il segretario cittadino del Pd Matteo Masciale. “Tale episodio - scrivono il sindaco di Cerignola Francesco Bonito e l’assessore Cicolella - si inserisce in una lunga e preoccupante scia di atti criminali che stanno minando la sicurezza e la serenità dei cittadini cerignolani, e che evidenzia con chiarezza come queste bande di criminali si sentano oggi libere di agire indisturbate, senza alcun timore delle conseguenze”. Gli amministratori, indignati, criticano anche il “clima di assuefazione e indifferenza da parte di alcuni cittadini, che di fronte a tali episodi preferiscono filmare anziché chiamare le forze dell’ordine” e chiedono, in una lettera spedita a Ministero dell’Interno, Prefettura e Questura di Foggia, “un segnale forte e incisivo da parte dello Stato”. 

Proprio alla fine del 2024 un blitz delle forze dell’ordine aveva fruttato 15 arresti, sgominando l’organizzazione (guidata da due cerignolani) finalizzata alla cannibalizzazione e rivendita di auto rubate anche sul “dark web”. In quel caso la Procura di Foggia lo aveva etichettato come “il brand della criminalità di Cerignola”. 

Tre mesi dopo quel blitz la gente assiste inerte a un nuovo fatto criminale. Il caso, riverberato dalla rete, diventa popolare, finendo per dipingere di vergogna la città. La traccia è vera, sebbene sembri la scena di un film. Certo non siamo dentro uno dei ciak della pellicola remake di “Gone in 60 seconds” dove Nicolas Cage capeggia una banda che deve compiere un’impresa: rubare in un lasso di tempo breve 50 vetture per salvare la vita del fratello più piccolo del capo della gang, in preda ai sensi di colpa. Ma i veri ladri di Cerignola, per celerità di azione, non hanno nulla da invidiare agli interpreti del film. 
(Alessandro Salvatore - l’Attacco)

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