Raggiunto dalla stampa presso il palazzo vescovile, anche l’arcivescovo metropolita di Foggia-Bovino Giorgio Ferretti ha ricordato a modo suo Papa Francesco. “Io l’ho sentito come un padre. L’ho conosciuto prima di andare in Africa. E poi ho avuto la grande grazia di riceverlo nella cattedrale di Maputo, come vediamo in queste immagini”, ha detto indicando delle foto poste alle sue spalle.
“Quel giorno, con tanti giovani, adulti, anche povera gente, abbiamo veramente respirato la sua tenerezza. Si fermava, salutava tutti, accarezzava i bambini”, ha ricordato. “L’Africa è un luogo dove ci sono tanti poveri. La visita del papa è qualcosa di totalmente insperato, è stata una giornata bellissima. Poi mi ha scelto per Foggia, quindi io non posso che essergli eternamente grato di questa stima e di questa fiducia che mi ha dato. Però la gratitudine per Papa Francesco va molto al di là, naturalmente, di una piccola vicenda personale, perché è stato un grande pastore per il mondo, un uomo di pace, un uomo di accoglienza, un uomo che ha messo i poveri al centro della Chiesa. Una voce di pace che ci mancherà”, ha sottolineato Ferretti.
“Per il mondo cattolico, il pontificato di Bergoglio ha rappresentato un processo di rinnovamento. Lui, nell’evangeli gaudium, parla proprio di iniziare dei processi, che il papa indubbiamente ha iniziato. Penso soprattutto al tema della misericordia. Di un ritornare ai poveri. A una Chiesa povera per i poveri. E poi al grande tema dell’accoglienza. Perché viviamo in un mondo di migrazione, quindi su questo non si possono chiudere gli occhi”, ha proseguito l’arcivescovo.
“Ma il vero messaggio di quest’uomo, quotidiano e intenso, fino alla fine, è stato un messaggio di pace. Basta guerre. Le guerre non sono la soluzione del problema, ma sono il più grande tra i problemi”, ha affermato. “Io sono molto tranquillo rispetto alla scelta del suo successore. Credo di non essere l’unico ad avere visto tanti papi succedersi uno dopo l’altro. Ogni transizione comporta dei cambiamenti, ma credo che i processi avviati da Giovanni XXIII e dai suoi successori siano abbastanza irreversibili. La Chiesa vive nel mondo contemporaneo, ci sporchiamo le scarpe e le mani con la vita di tutti e in particolare dei poveri. Questi sono processi irreversibili. Ho fiducia nei cardinali, tra di loro ce ne sono tanti veramente bravi. Sono certo che sapranno scegliere un successore degno di Papa Francesco. Noi crediamo fortemente che lo Spirito santo poi entri in questo processo, per cui viviamo questo momento di transizione con la tristezza di avere perso un padre, ma con la fiducia nel futuro”.
Incalzato sulla figura di Tagle come possibile successore di Bergoglio, Ferretti ha poi commentato: “Si tratta di un grande uomo di Dio. Di un grande pastore, che è stato arcivescovo di Manila e che oggi governa un dicastero vaticano che segue le chiese nel mondo. Oltre al suo, si potrebbero fare tanti altri nomi. Io non li faccio perché sono veramente tanti, lo dico sinceramente. Penso che siano veramente tanti i cardinali che a mio modesto parere rappresenterebbero un buon papa. Quindi, viviamo sereni questo momento, perché i cardinali e lo Spirito santo ci daranno una guida degna di succedere a Papa Francesco”, ha assicurato.
“Questa terra vive principalmente di agricoltura”, ha chiosato Ferretti parlando di Foggia e della Capitanata. “Noi dobbiamo unirci e dare acqua a questa terra, in tutti i sensi. Poi c’è tutto il tema della salvaguardia dell’ambiente e dei rifiuti. Io non capisco come si possa vivere distruggendo un pianeta che poi sarà consegnato ai figli e ai nipoti. Le ecomafie, ma in generale i mafiosi, sbagliano, perché pensano di dare ai propri figli un futuro di benessere, e invece li consegnano soltanto al male, alla morte e alla prigione”, ha concluso.
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