Ancora pochi mesi di tempo e poi gli ultimi spazi liberi nel cimitero di Foggia saranno ultimati e non si saprà dove seppellire le salme. Nella città capoluogo rischia di esplodere a breve un caso di gravissima emergenza anche sul piano sanitario, come trapela sia da Palazzo di città che da beninformati esterni all’amministrazione comunale. Com’è noto, a gestire i servizi cimiteriali è ancora il concessionario uscente PFC srl, alias i soci Marco Insalata e Gianni Trisciuoglio, i quali sono in attesa da anni della aggiudicazione del mega appalto di quasi 18,5 milioni di euro vinto nel 2023 con l’altra loro impresa CTM srl, presentatasi insieme alla piemontese Edilver srl quale mandante. Quest’ultima è un’impresa che fa parte del gruppo Altair srl, leader in Italia nel settore cimiteriale e degli impianti di cremazione. Il bando aveva ad oggetto la progettazione esecutiva, l’affidamento della concessione dei servizi e dei lavori di costruzione di loculi nel cimitero comunale e della connessa gestione, per la durata di 11 anni. Un’aggiudicazione che non c’è finora mai stata vista l’inchiesta di Fiamme gialle e Procura daunia che ha coinvolto indagati eccellenti e che vedrà il 25 settembre prossimo l’inizio dell’udienza preliminare. Gli indagati, diventati ora imputati, sono quattro: il dirigente sovraordinato barese Domenico Lomazzo (nominato dalla Prefettura e tuttora presente in Comune), difeso dagli avvocati Maria Emanuela Sborgia e Gaetano Veneto; il dirigente comunale Paolo Affatato (che era ai lavori pubblici/patrimonio/appalti e contratti, mentre oggi è alle attività produttive), assistito dall’avvocato Mario Antonio Ciarambino; la funzionaria comunale dell’Area tecnica Paola Russo, rappresentata dall’avvocato Paolo D’Ambrosio; l’imprenditore foggiano Giuseppe Scommegna, difeso dall’avvocato Marco Gabriele Scillitani. Non risulta tra gli imputati, giacchè si procede per lui separatamente, l’ex funzionario comunale Francesco Pio D’Orta, oggi in pensione; il foggiano, che era rup rispetto alla gara del cimitero ed è stato accusato di aver prodotto con Affatato un atto falso, ha patteggiato.
Le indagini hanno determinato una impasse che dura ormai dalla fine del 2023 e la conseguenza della mancata aggiudicazione e dell’assenza del nuovo contratto tra Comune e CTM srl, l’impresa di Trisciuoglio e Insalata, è che questi ultimi si stanno occupando solo della gestione. Non sono, cioè, partiti i lavori di realizzazione degli ulteriori 7.104 loculi previsti nel progetto di gara, un ampliamento necessario per far fronte ai bisogni della città capoluogo almeno per il prossimo decennio.
“La proposta”, spiegò l’ingegner Affatato, “contempla la realizzazione di nuovi edifici funerari, secondo tipologie edilizie diverse da quelle previste dal vigente Piano Regolatore Cimiteriale e con l’introduzione di una nuova tipologia costruttiva del tipo “a galleria”, costituita da blocchi edilizi modulari su due piani - piano terra e piano primo - con doppio corridoio interno, posti in successione a costituire autonomi lotti di attuazione serviti ognuno da un apposito corpo edilizio di collegamento verticale scala-ascensore. Tali edifici ospiteranno nuovi loculi per tumulazione, a significativo incremento dell’attuale disponibilità registrata nell’ambito della struttura cimiteriale esistente; disponibilità non in grado di soddisfare la domanda stimata per le prossime annualità di esercizio del servizio cimiteriale comunale. Nella proposta progettuale si prevede pertanto la realizzazione, nell’ambito degli edifici di nuova costruzione, di un numero complessivo di nuovi loculi per tumulazione pari a 7.104, dimensionamento che risulta in grado di soddisfare la domanda stimata per un arco temporale commisurato ai prossimi 10 anni”.
Affatato sottolineò che “tale dimensionamento risulta coerente con il quadro economico-finanziario inerente la fattibilità e la remuneratività del project financing, avente ad oggetto la realizzazione e vendita dei loculi suddetti e la connessa gestione dei servizi cimiteriali di manutenzione, pulizia aree, guardiania, gestione aree verdi, gestione delle attività di inumazione, esumazione, tumulazione ed estumulazione”. E’ prevista la realizzazione di due nuovi campi destinati alle inumazioni, per una nuova disponibilità di 273 fosse complessive, come pure di un nuovo edificio funerario da realizzare secondo la tipologia costruttiva del tipo “a galleria”.
E’ necessaria una prima variante con modifica della zonizzazione da verde pubblico a zone a manufatti funerari di previsione di una parte delle aree destinate a verde pubblico poste a nord est delle aree di ampliamento individuate per la realizzazione di loculi cimiteriali comunali secondo lo schema “a galleria” finalizzata alla realizzazione di tre lotti funerari per complessivi 5.760 loculi. Una seconda variante servirà a modificare la zonizzazione da verde pubblico a zona per campi di inumazione comuni, finalizzata alla realizzazione dei due nuovi campi destinati alle inumazioni. Non essendo stati realizzati, da allora, i nuovi spazi la conseguenza è che, stando agli addetti ai lavori, “tra 6-8 mesi non ci sarà più alcun luogo libero per le sepolture”.
“Foggia ha un tasso di mortalità pari a 5 decessi al giorno, 150 in un mese”, spiegano alcuni beninformati a l’Attacco. “Gli spazi liberi sono ormai quasi terminati, dove saranno seppelliti i defunti tra qualche mese? Il concessionario, non avendo firmato il nuovo contratto, non poteva certo dare inizio ai lavori. E’ giusto che si sia comportato così. Ma la preoccupazione è elevatissima, perché si teme una situazione pericolosa anche sul piano epidemiologico”. Stando a quanto riferito, Trisciuoglio e Insalata avrebbero scritto numerose volte all’amministrazione Episcopo per avvertire e allertare Palazzo di città ad intervenire, ma senza che nulla sia avvenuto, tanto che presi da sconforto preferirebbero oggi uscire dai giochi piuttosto che ritrovarsi al centro di un caso di rilevanza nazionale. Oggi la competenza coinvolge l’assessore ai lavori pubblici Giuseppe Galasso e il dirigente Tullio Daniele Mendolicchio, che ha preso il posto di Affatato in questa materia.
Pare che in Comune tutto sia fermo per via del processo imminente, dove l’ente si costituirà certamente parte civile come pure è intenzionato a fare l’altro operatore economico che partecipò alla gara e fu poi escluso, ovvero l’rti composto dalla Ediltur srl di Sant’Agata di Puglia e dalle mandanti Azimut Facility srl di Roma e Urciuoli 2 srl di Avellino. Ma aspettare i tempi del procedimento giudiziario non è possibile a fronte di una situazione così urgente e questo spiega perché qualcuno ipotizza che l’amministrazione comunale dovrebbe prontamente correre ai ripari, magari chiedendo un parere legale per l’eventuale annullamento della gara. Ma, anche così facendo, attendere la conclusione di una nuova procedura appare impossibile, visto che serve agire senza ulteriori indugi.
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