Il delegato alla programmazione strategica di Unifg è il foggiano Nicola Faccilongo, professore associato di Economia Applicata presso il dipartimento di Economia. Se il precedente Piano strategico dell'Ateneo daunio portava la firma della professoressa Barbara Cafarelli, ex direttrice del dipartimento Demet (soppresso lo scorso anno), il nuovo Piano è stato redatto proprio da Faccilongo dopo la consultazione avvenuta nei mesi precedenti dentro e fuori la comunità accademica. L’Attacco lo ha intervistato.
Cosa caratterizzerà i prossimi tre anni di Unifg?
Stiamo cercando di sviluppare una identificazione con il territorio ancora più forte. Vogliamo essere presenti sui territori molto di più e incentivare ulteriormente la terza missione con una particolare attenzione alla città capoluogo, tramite anche una presenza fisica potenziata, che va dalla Miale ad altre nuove sedi come può essere l'Ariston se quell'operazione andrà in porto. Aumenteranno, dunque, i presidi dell'Ateneo in città. Oltre al completamento del Polo biomedico è previsto anche il rafforzamento di Scienze agrarie, capendo col Policlinico Riuniti come andrà a finire la questione del “cono” dell'aeroporto Gino Lisa.
Un capitolo importante riguarda la necessità di puntare ancora di più sulle discipline STEAM (Science, Technology, Engineering, Arts, Mathematics), sebbene sia il dipartimento di Studi umanistici ad avere tuttora il maggior numero di studenti.
Le STEAM comprendono anche le Scienze umanistiche ma sempre guardando alle nuove tecnologie. Vogliamo potenziare Ingegneria e rispondere alle richieste che vengono dal territorio sia dal fronte delle energie rinnovabili che per quanto riguarda l'area MedTech che unisce ingegneria e medicina, per sviluppare nuove figure professionali che si occupino delle sfide nuove della medicina.
E rispetto alla internazionalizzazione?
Guardiamo all'Africa e ai Paesi orientali più vicini per attirare ulteriori studenti e compensare il declino demografico italiano, sviluppando accordi con consolati ed ambasciate e diventando un punto di riferimento per l'area del Mediterraneo. C’è un nuovo bacino di reclutamento degli studenti. E poi, ovviamente, dobbiamo ulteriormente internazionalizzarci con corsi di inglese, una didattica e un'attività di ricerca migliorati da questo punto di vista. Quindi tanto territorio, da un lato, e tanto mondo dall'altro.
Il rettore Lo Muzio dice che il Piano strategico non è un libro dei sogni. E’ attuabile fino in fondo?
Abbiamo le risorse per portare ad attuazione questo Piano Strategico, ci crediamo. Grazie ad una politica di bilancio accurata e mirata viviamo un momento felice, le risorse ci sono e si è rafforzata la capacità di attirare finanziamenti esterni come si è visto nel caso della ex caserma Miale.
A cosa serviranno gli ulteriori spazi, come l’Ariston se davvero verrà acquisito? C’è già qualche idea di come verrebbe utilizzato l’ex cineteatro situato di fronte alla stazione ferroviaria e al Nodo intermodale?
Sull’Ariston non possiamo dire nulla finchè non sarà stato acquisito. In via generale, va data in primis una risposta alle esigenze degli studenti dell'Area medica. Il semestre filtro ha comportato una pressione importante. E se vogliamo aprirci al mondo e pensare di poter attirare dal 10 al 20% di immatricolati da fuori dobbiamo attrezzarci al meglio rispetto a residenze universitarie, servizi e luoghi di aggregazione costruttivi, che a Foggia oggi mancano.
Insomma, un Ateneo che sa perfettamente di dover fare i conti col declino demografico dello Stivale e che già nell’ultimo anno accademico ha registrato un lieve decremento degli immatricolati (4.706 rispetto ai 4.727 dell’anno accademico 2024-2025).
La curva demografica ci presenterà il conto tra pochi anni, l'Italia ne soffre in maniera particolare in ambito europeo. Abbiamo goduto degli effetti della pandemia, ora possiamo sfruttare il più basso livello di contribuzione studentesca per rivolgerci a tutta una fascia di Paesi esteri, coi quali possiamo giocarci la partita, così come stanno facendo anche gli Atenei di Bari, Pescara e Roma. Il sistema universitario italiano si sta riorientando per compensare almeno in parte il calo demografico.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).