"Il 18 ottobre 2025 un gruppo di giovani di Foggia ha chiesto formalmente al Prefetto l’istituzione di un tavolo tecnico per affrontare un problema che non è più emergenza, ma normalità quotidiana: le baby gang, la violenza, la devianza giovanile".
"Da quel giorno nulla è cambiato. La violenza continua. I ragazzi scendono sempre più in basso con l’età. E la città, ancora una volta, fa finta di non vedere. Dal Comune di Foggia – in particolare dai Servizi sociali e dalle Politiche giovanili – non è arrivato alcun segnale. Nessun percorso di ascolto. Nessuna iniziativa strutturata. Nessun coinvolgimento dei giovani".
"Eppure il problema è evidente: quando una città abbandona i suoi ragazzi, qualcun altro li raccoglie. E quasi mai per portarli nella direzione giusta. Noi, giovani foggiani, diciamo una cosa semplice e scomoda: non si combattono le baby gang con il silenzio né con le dichiarazioni dopo i fatti di cronaca".
2Serve un tavolo permanente, vero, operativo, che coinvolga: Prefettura; Comune; Scuole; Parrocchie; Terzo settore; Associazioni; i giovani, non come comparse, ma come protagonisti. Per prevenire, isolare e contrastare questi fenomeni prima che diventino l’unica alternativa possibile per intere generazioni".
"Foggia non può continuare a perdere tempo. Perché una città che perde i suoi giovani perde il suo futuro. Noi ci siamo. Siamo pronti a fare la nostra parte. Ora tocca alle istituzioni dimostrare di essere all’altezza. Il silenzio, da questo momento in poi, sarà una scelta politica".
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