Perché l’Islam in Italia non ha ancora un’Intesa: il Comitato Multinazionale per la Moschea di Foggia chiarisce

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Il Comitato Multinazionale per la Moschea di Foggia (CMMF) interviene nel dibattito sull’Intesa tra lo Stato italiano e le comunità islamiche, un tema spesso affrontato con superficialità e semplificazioni che generano percezioni distorte. L’obiettivo del CMMF è offrire un quadro chiaro e documentato, utile ai cittadini e alle istituzioni per comprendere il percorso previsto dalla Costituzione e le condizioni necessarie per giungere a un accordo formale con una confessione religiosa.

“La Costituzione italiana garantisce la libertà religiosa e prevede la possibilità di stipulare un’Intesa, che diventa legge dopo l’approvazione parlamentare. Questo strumento definisce diritti, doveri e forme di rappresentanza, regolando aspetti come il riconoscimento dei ministri di culto e l’assistenza spirituale negli spazi pubblici. Per avviare il processo è indispensabile una struttura nazionale stabile, dotata di uno statuto chiaro e di una capacità organizzativa adeguata”.

“La ragione principale per cui l’Islam non dispone ancora di un’Intesa non risiede in un rifiuto da parte dello Stato, ma nell’assenza di un organismo unitario che rappresenti l’intera comunità musulmana. In Italia convivono realtà diverse per origine culturale, tradizione religiosa e storia migratoria, spesso autonome e prive di una direzione nazionale condivisa, rendendo complesso individuare un interlocutore unico e legittimato”.

“Questa frammentazione è il risultato di un percorso storico articolato, che coinvolge comunità provenienti da oltre trenta Paesi, ciascuna con proprie tradizioni giuridiche e religiose. Tale diversità arricchisce il tessuto sociale italiano, ma rende più difficile la costruzione di una rappresentanza comune. Non si tratta di un limite dottrinale, bensì di una condizione organizzativa che richiede tempo, coordinamento e maturazione istituzionale”.

“È fondamentale chiarire che non esiste alcun elemento dell’Islam incompatibile con l’ordinamento italiano. Le comunità musulmane presenti nel Paese hanno più volte ribadito la piena adesione ai principi costituzionali, alla legalità e alla tutela della persona. Le affermazioni secondo cui l’Islam sarebbe “non compatibile” con lo Stato sono prive di fondamento giuridico e derivano da interpretazioni distorte diffuse da ambienti islamofobi”.

L’islamofobia opera attraverso generalizzazioni, paure irrazionali e narrazioni manipolate che attribuiscono a un’intera religione comportamenti o idee appartenenti solo a minoranze marginali. Queste dinamiche alimentano tensioni sociali e ostacolano la convivenza civile, rendendo necessario un chiarimento pubblico basato su norme, dati e responsabilità istituzionale, non su percezioni infondate”.

“È importante ricordare che, anche senza un’Intesa, l’Italia ha già autorizzato e realizzato otto moschee pubbliche ufficiali attraverso gli strumenti ordinari previsti dalla legge. La Grande Moschea di Roma, insieme a quelle di Segrate, Colle Val d’Elsa, Ravenna, Catania, Palermo, Milano e Lodi, dimostra che la libertà di culto è pienamente garantita e che la costruzione di un luogo di culto islamico non dipende dall’esistenza di un accordo formale con lo Stato”.

“Il percorso verso un’Intesa richiede però un livello più elevato di organizzazione e responsabilità. Una confessione religiosa deve dimostrare continuità istituzionale, presenza territoriale verificabile, trasparenza amministrativa e capacità di garantire formazione adeguata ai ministri di culto. Solo un organismo rappresentativo può presentare domanda alla Presidenza del Consiglio e avviare il negoziato previsto dalla legge”.

“L’Intesa rappresenterebbe un passo significativo sia per le comunità musulmane sia per le istituzioni. Per i fedeli costituirebbe un riconoscimento stabile, rafforzando la tutela dei luoghi di culto e la presenza istituzionale. Per lo Stato offrirebbe un interlocutore chiaro e responsabile, capace di contribuire alla coesione sociale, alla prevenzione delle marginalità e alla valorizzazione delle esperienze positive di integrazione”.

“Il Comitato Multinazionale per la Moschea di Foggia (CMMF) auspica che l’intera comunità islamica in Italia possa compiere i passi necessari per giungere, in futuro, alla firma di un’Intesa con lo Stato. Si tratta di un obiettivo che risponde all’interesse dei fedeli, delle istituzioni e della società nel suo complesso, promuovendo un modello di convivenza fondato sul rispetto reciproco e sulla responsabilità condivisa. Il CMMF continuerà a operare come esempio di legalità e collaborazione, contribuendo a un percorso che valorizzi il ruolo dell’Islam nel contesto democratico italiano”.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet