Restituire alla collettività ciò che la criminalità organizzata aveva sottratto: è questo il cuore dell’iniziativa presentata questa mattina nella Sala Di Jeso della Regione Puglia, dove sono stati illustrati i 13 progetti finanziati dall’avviso “Puglia Beni Comuni”. Un investimento da 11 milioni di euro che punta a trasformare immobili confiscati in spazi di inclusione, cultura e supporto sociale.
Il presidente Antonio Decaro ha sottolineato il valore dell’antimafia sociale, spiegando come questi beni, affidati ai Comuni e poi al terzo settore, diventino strumenti concreti di riscatto. “Colpire il patrimonio delle mafie – ha detto – è spesso più incisivo degli arresti, perché intacca il vero potere delle organizzazioni criminali”.
Sulla stessa linea l’assessora alla cultura e conoscenza Silvia Miglietta, che ha evidenziato l’importanza di riqualificare strutture spesso vandalizzate: “È un segnale forte della presenza dello Stato e dell’impegno delle istituzioni”.
Tra i progetti più significativi, quello del Comune di Foggia: un centro polifunzionale pensato per accogliere persone fragili, minori in percorsi rieducativi e donne vittime di violenza. Un intervento nato dalla coprogettazione con oltre 30 associazioni del territorio.
L’obiettivo è chiaro hanno spiegato la sindaca Maria Aida Episcopo e l’assessore alla legalità Giulio De Santis: trasformare simboli di illegalità in luoghi vivi, aperti e partecipati, capaci di generare nuove opportunità e rafforzare il tessuto sociale. Un percorso che, a trent’anni dalla legge sui beni confiscati, continua a rappresentare una delle sfide più concrete nella lotta alle mafie.
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