Mancano ormai pochi giorni all’evento clou e conclusivo della prima edizione del Gio Festival, la rassegna dedicata al cittadino più celebre del capoluogo, il compositore verista Umberto Giordano. Chiuderà i battenti sabato a Foggia col capolavoro del maestro, l’attesissimo Andrea Chenier in piazza Cavour, caratterizzato dall’allestimento del Teatro alla Scala di Milano, dalla regia del grande regista napoletano Mario Martone, dalla presenza sul mega palco di coro e orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari e dalla direzione affidata alla maestra foggiana Gianna Fratta. Sarà l’appuntamento culturale più prestigioso dell’anno in terra daunia e stando ai rumors la sindaca Marida Episcopo spera di poter ritirare le dimissioni prima di quella data in modo da poter essere presente, dopo esser stata assente negli eventi precedenti. Uno sforzo organizzativo poderosissimo, che ha visto impegnati in primis il responsabile della cabina di regia di Camera di commercio Carlo Dicesare, la segretaria generale di CCIAA Lorella Palladino e i direttori artistici Fratta e Dino De Palma. La risposta del pubblico è stata considerevole ed entusiasmante, segno che l’alto livello del programma è stato compreso ed apprezzato. In attesa dell’Andrea Chenier, Foggia ha vissuto sabato scorso la speciale Notte bianca, con folle notevoli in ciascuno degli appuntamenti in programma.
Dapprima “Danzando l’opera. Gran galà di danza da Handel a Giordano”, che ha visto all'interno del teatro Umberto Giordano la prima esecuzione assoluta col Balletto di Roma. Molti coloro che non sono potuti entrare, poi, nel chiostro di Palazzo Dogana, gremito per “Vissi d’arte, vissi per Maria. Omaggio a Maria Callas”, con Giampiero Mancini e l'Ensamble Giordano. La ressa è stata tale che, dopo aver riempito il chiostro, sono state chiuse le porte d’ingresso alla sede dell’ente Provincia, lasciando fuori paradossalmente la stessa Fratta, insieme a Palladino. La “bacchetta” foggiana ha dovuto telefonare per avvertire che erano all’esterno. Non è andata allo stesso modo alla stampa, che è dovuta andar via.
Infine spazio all'incontro tra la rassegna e il Giordano in jazz: piazza Battisti piena per il concerto della pianista Francesca Tandoi, che ha presentato in anteprima assoluta il suo nuovo album di inediti "SongBook Vol.1", uscito lo scorso 2 giugno. La pianista, definita dalla critica internazionale “una delle musiciste più virtuose e convincenti della scena jazz contemporanea”, si è esibita in trio in un concerto che ha unito tecnica abbagliante e swing profondo. Un omaggio alla grande tradizione bebop e hard bop con lo sguardo rivolto al presente. Spettacolare anche il videomapping sulle facciate del teatro Giordano e sul palazzo dell’Acquedotto.
“Balletto di Roma al Giordano stupendo. Spettacolo dedicato alla Callas a Palazzo Dogana, con l'attore Mancini e un trio d'eccezione (Donato DellaVista, Dino De Palma e Francesco Montaruli), di grandissimo fascino. Insomma una notte bianca memorabile. Anche Francesca Tandoi, bravissima come al solito con il suo trio, è rimasta incantata dall'atmosfera in cui si è esibita”, il commento di Tommaso Campagna, che ha organizzato alcuni eventi del festival per conto di Unifg. “Come ha detto lei stessa, Foggia è la prima piazza d'Italia in cui ha promosso la sua ultima fatica ed è stata onoratissima di far parte di un festival così importante. Ha quindi scritto un pezzo nuovo sull'intermezzo della Fedora. A proposito della Fedora, il teatro La Fenice di Venezia inaugurerà la sua nuova stagione lirica proprio con quest'opera del Maestro. E sempre rispetto a Fedora, non perdetevi il 17 giugno l'opera al Cinema: vedremo Placido Domingo e Mirella Freni al Metropolitan Opera House di NYC in una rappresentazione del 1997, nel chiostro di palazzo Dogana”.
Ma chi si aspettava che tutto, nel centro cittadino, parlasse del Gio Festival è rimasto deluso: nonostante Confcommercio si fosse impegnata con 300 imprese aderenti e avesse fino all’ultimo sollecitato a fare rete, la quasi totalità di esercizi commerciali, bar e ristoranti si è comportata come al solito, senza riferimenti né all’evento né a Giordano.
“Messaggio di servizio per i nostri straordinari commercianti (e per qualche serranda troppo timida...)”, era stato l’invito dell’organizzazione di via Miranda. “Sabato arriva la Notte bianca giordaniana. Le strade si riempiranno di musica e di persone pronte a vivere il GIO Festival fino a tarda sera. Per questo ci è giunta una nota urgente direttamente da Umberto Giordano. Pare abbia una domanda da fare: “Ma se tutta la città è in festa voi restate aperti, vero?”. E allora l’invito è semplice: tenete accese le luci, aprite le porte e fatevi trovare pronti. Nei ristoranti, nei bar e nei pubblici esercizi sarà possibile proporre i menù giordaniani e i cocktail giordaniani, trasformando una cena o un aperitivo in un piccolo viaggio tra gusto e cultura. Il Festival vive nei teatri, nelle piazze e negli spettacoli. Ma vive anche nelle vetrine illuminate, nei negozi aperti e nei sorrisi di chi accoglie cittadini e visitatori. Facciamo vedere che Foggia sa essere una grande orchestra: ognuno con il proprio ruolo, tutti sulla stessa partitura. Sabato sera, dunque, niente assoli... suoniamo insieme”. Parole, purtroppo, andate sprecate, perché i negozi erano chiusi, nonché privi di vetrine ad hoc dedicate al festival, mentre nei bar e ristoranti non veniva proposto nulla di speciale, che fosse una portata oppure una bevanda. Un vero peccato, perché l’impressione finale e generale non è stata di una Notte bianca.
Domenica e ieri il festival è proseguito con l'opera Il Re, portata in scena in primis prima a Foggia in piazza Nigri, col solito pienone, e poi ieri sera a Manfredonia nel bellissimo castello svevo di Manfredonia. Con Il Re, inizialmente pensato dagli organizzatori come Opera camion, il Gio Festival ha portato l'opera oltre i confini del teatro tradizionale. L'ultimo titolo operistico di Umberto Giordano ha preso vita all'interno di una struttura scenica pensata apposta per ospitarla. Il teatro ha accolto il pubblico in una nuova dimensione dell'ascolto e della rappresentazione. La regia è stata affidata alla sensibilità eclettica di Manu Lalli, la direzione musicale al Maestro Benedetto Montebello, con l'Orchestra Suoni del Sud. L'allestimento di Venti Lucenti ha portato Il Re in una forma scenica pensata per coinvolgere nuovi spazi e nuovi pubblici.
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