Le mafie pugliesi e di Capitanata al centro dell'attenzione della Squadra Stato. E' stato ribadito ieri a Bari durante la conferenza stampa della DDA sui 99 arresti eseguiti all'alba nei confronti del clan Strisciuoglio con l'accusa di associazione mafiosa, armi, droga e estorsioni. Il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho è ritornato a parlare della mafia di Foggia, che lo scorso anno aveva definito - in riferimento all'operazione Decimazione bis - come il primo nemico dello Stato.
Si è aperta una vera e propria guerra con la criminalità di Bari e anche di Foggia. L'impegno è annientare le mafie che lavorano in questo distretto, ha affermato stavolta. Ritornando alle estorsioni abbiamo le tasse di sovranità sulle attività delittuose. Gli Strisciuoglio spararono alcuni colpi di Kalashnikov contro un cancello dell'abitazione di un noto pregiudicato che si occupava della prostituzione perché volevano una somma di denaro. Una tassa che è un fenomeno delittuoso che abbiamo visto verificarsi anche nel Foggiano, ha spiegato la pm Giorgio.
Dalle istituzioni è arrivato un grande plauso agli inquirenti. Oggi (ieri, ndr) la Direzione Distrettuale Antimafia e l'Ufficio Gip del Tribunale di Bari hanno ribadito con forza il loro ruolo di presidio della legalità della nostra regione, ha affermato il presidente della Regione Michele Emiliano. Desidero esprimere il mio plauso per l'ottimo lavoro svolto dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Bari e dai Carabinieri del Comando Provinciale che in queste ore stanno eseguendo diverse misure cautelari emesse nei confronti di decine di persone affiliate a clan mafiosi.
L'operazione di polizia giudiziaria, ha proseguito Emiliano, ha evidenziato la perdurante attività negli ultimi due decenni dell'azione criminale del clan egemone sul territorio della città e della provincia di Bari. Sono state documentate estorsioni a commercianti, riti di affiliazione e conflitti con altri gruppi criminali.
Si tratta, ha concluso il presidente della Regione, di un altro importante passo in avanti nella faticosa e continua azione di contrasto alla criminalità mafiosa. Giungano alla Magistratura, alla Polizia di Stato e all'Arma dei Carabinieri i sentimenti di gratitudine, affetto e stima di tutto il popolo pugliese.
L'operazione Vortice Maestrale, ha dichiarato il senatore foggiano del M5S Marco Pellegrini, coordinatore del Comitato sulle mafie pugliesi in seno alla Commissione parlamentare antimafia, probabilmente è una delle più importanti mai effettuate nei confronti della mafia barese e dimostra ancora una volta il livello qualitativo delle indagini svolte dai nostri investigatori. Purtroppo in una parte del territorio pugliese la criminalità organizzata ha ancora una incidenza forte ma operazioni come queste danno fiducia ai cittadini e sanciscono la forza dello Stato, che è presente con azioni concrete, ha concluso il parlamentare pentastellato.
Intanto, dopo che l'Attacco ha rivelato chi fossero i nomi coinvolti dalle ultime due interdittive antimafia inerenti Monte Sant'Angelo, padre Alfredo Tortorella della parrocchia di S. Maria della Libera di Macchia, frazione della città garganica, ha inviato una lettera aperta al prefetto Grassi. Le scrivo dopo le interdittive emanate il 21 aprile, riguardanti alcune imprese locali a carattere familiare, ha affermato il sacerdote chiedendo un incontro a Grassi e raccontando degli sfoghi e lacrime dei più giovani di questa frazione alla notizia degli ennesimi provvedimenti prefettizi. Se da un lato padre Alfredo ha invitato lo Stato ad andare avanti nell'opera di contrasto alla criminalità, dall'altro ha evidenziato le ripercussioni negative su coloro che sono cugino o nipote o parente di.
L'impresa agricola individuale Impagnatiello Maria ha sede nella frazione Macchia, l'attività riguarda le coltivazioni agricole associate agli allevamenti di animali. La famiglia della 41enne montanara è legata a due nomi di spicco del clan Romito-Lombardi-Ricucci-La Torre (operante tra Manfredonia, Mattinata e Monte Sant'Angelo): Pasquale Ricucci, detto Fic sicc, e Pietro La Torre.
Il primo fu ucciso brutalmente a novembre 2019, poco dopo le ore 19,00, crivellato con 12 colpi di fucile calibro 12, a Macchia Libera. Il secondo, La Torre, detto u' Muntaner, era latitante da oltre un anno quando fu arrestato il 14 aprile 2020 con altri latitanti suoi alleati in una cava di Apricena. Maria Impagnatiello è la vedova di Ricucci e cognata di La Torre, in quanto sorella della compagna dell'ex latitante.
E' considerata vicino alla famiglia Ricucci, ma anche (per legami familiari) ai D'Ercole di Macchia (a loro volta colpiti anni fa da interdittiva antimafia), l'impresa Quitadamo Michele, cui è collegato un frantoio a Macchia. Il patron, Michele Quitadamo detto Baffone, classe '33, è molto conosciuto ed è il suocero di Leonardo D'Ercole, definito il sindaco di Macchia per il ruolo predominante nei lavori che i privati devono compiere nella frazione. L'impresa Quitadamo Michele oggi è intestata all'omonimo familiare, nato nel 1988.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).