Dalle conseguenti investigazioni messe in atto dagli inquirenti, anche mediante l'utilizzo di indagini tecniche, a carico dei due coniugi in questione, è quindi emerso un evidente quadro indiziario a carico anche di ulteriori personaggi, responsabili - a vario titolo - di tentata estorsione, ricettazione, riciclaggio, furto e spaccio di sostanze stupefacenti. Nello specifico, le attività di indagine hanno permesso di accertare come uno dei maggiori profitti del sodalizio criminale smantellato derivasse dalla vendita di veicoli di illecita provenienza. Infatti gli indagati, dopo aver regolarmente acquistato le sole "carcasse" dei mezzi ed averne acquisito poi il relativo telaio, lo sostituivano e lo applicavano - in una seconda fase - su altre autovetture, questa volta rubate ed integre, in modo così da alterarne i dati identificativi, per infine immetterle nuovamente sul mercato e ricavarne illeciti profitti nei confronti di terzi acquirenti, risultati in buona fede.
Al termine delle investigazioni svolte, sono state sequestrate complessivamente 5 autovetture che, sottoposte ad accertamenti tecnico-scientifici dalla SIS del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale CC di Foggia, hanno fornito pieno ed assoluto riscontro all'ipotesi investigativa iniziale. Un'ulteriore fonte di guadagno per gli indagati è stato rappresentato anche dal traffico di sostanze stupefacenti, in particolare del tipo cocaina.
àˆ opportuno inoltre sottolineare che in questo specifico settore operava anche un Agente della Polizia Locale del Comune di Foggia, tra l'altro parente di un altro soggetto elemento di spicco della cd. "Società Foggiana", arrestato sempre dal Nucleo Investigativo CC di Foggia nell'operazione denominata "LA DECIMA AZIONE" e, successivamente, anche nell'indagine convenzionalmente denominata "GOLD RUSH".
Inoltre, è stato altresì accertato anche un tentativo di estorsione perpetrato da alcuni degli indagati nei confronti del titolare di un'azienda agricola che, vittima del furto dei propri mezzi, si era poi rivolto a tali soggetti chiedendone la restituzione (cd. "cavallo di ritorno"). Il successivo intervento dei Carabinieri permetteva comunque il rinvenimento e la restituzione di tutti i mezzi, trovati in particolare occultati in un capannone in uso ad uno degli indagati.
Ai cinque soggetti destinatari della misura cautelare custodiale in argomento, si aggiunge altresì la posizione di una sesta persona da poco trasferitasi all'estero, anch'essa destinataria di provvedimento cautelare, ed una settima, invece, rimasta a piede libero per il relativo marginale coinvolgimento criminale in tale inchiesta giudiziaria.
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