Per porre un freno all'escalation del fenomeno criminale, il personale del Nucleo Investigativo, a partire dal mese di ottobre 2018, sviluppava approfondite attività info-investigative, e partendo da sempre più accurati sopralluoghi nei posti dove avvenivano i furti, acquisivano soprattutto immagini da sistemi di video riprese sia pubblici che installate presso privati, arrivando ad attenzionare due giovani originari di Cerignola scevri da legami con la provincia di Teramo. I primi riscontri investigativi evidenziavano che i due giovani pregiudicati pugliesi, facevano parte di un gruppo più ampio e specializzato in furti di auto con la tecnica della "centralina" (asportazione del mezzo previa sostituzione della centralina elettronica con altra opportunamente modificata) e gli stessi da anni erano soliti frequentare questa Provincia nonchè la vicina Regione Marche, dove mettevano a segno i numerosi e ripetuti colpi, per poi scappare a forte velocità con i veicoli asportati veicoli verso Cerignola dove i veicoli venivano cannibalizzati dei vari componenti, ed i telai dati alle fiamme o "tagliati". A capo del sodalizio veniva individuato un noto pregiudicato residente a Cerignola che partecipava attivamente a tutte le fasi delle attività delittuose, reclutando e fidelizzando i gregari, pagandone il compenso e provvedendo alla consegna del mezzo asportato ai diversi ricettatori in loco. Il gruppo non aveva contatti con basisti sul territorio ma perfetta conoscenza delle aree da colpire, prediligendo la dorsale adriatica soprattutto per comodità sia per raggiungere gli obiettivi che soprattutto per il veloce rientro in sede con i mezzi rubati, attraverso il tratto autostradale che la parallela statale 16. Le indagini, svolte tra il gennaio 2018 e l'aprile 2019, hanno appurato che i componenti del sodalizio asportavano, nelle regioni Abruzzo, Marche, e Puglia, almeno 49 autovetture per un valore commerciale quantificato complessivamente in 600 mila euro. Gli arrestati, uno era già ristretto in carcere, sono stati sottoposti al regime degli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico. Si evidenzia il lavoro encomiabile svolto dall'Arma dei carabinieri, che ha conseguito importanti risultati investigativi.
Ladri d'auto cerignolani in trasferta in Abruzzo e Marche, in manette 7 pluripregiudicati
Carattere
- Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
- Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times
- Modalità Lettura
Per porre un freno all'escalation del fenomeno criminale, il personale del Nucleo Investigativo, a partire dal mese di ottobre 2018, sviluppava approfondite attività info-investigative, e partendo da sempre più accurati sopralluoghi nei posti dove avvenivano i furti, acquisivano soprattutto immagini da sistemi di video riprese sia pubblici che installate presso privati, arrivando ad attenzionare due giovani originari di Cerignola scevri da legami con la provincia di Teramo. I primi riscontri investigativi evidenziavano che i due giovani pregiudicati pugliesi, facevano parte di un gruppo più ampio e specializzato in furti di auto con la tecnica della "centralina" (asportazione del mezzo previa sostituzione della centralina elettronica con altra opportunamente modificata) e gli stessi da anni erano soliti frequentare questa Provincia nonchè la vicina Regione Marche, dove mettevano a segno i numerosi e ripetuti colpi, per poi scappare a forte velocità con i veicoli asportati veicoli verso Cerignola dove i veicoli venivano cannibalizzati dei vari componenti, ed i telai dati alle fiamme o "tagliati". A capo del sodalizio veniva individuato un noto pregiudicato residente a Cerignola che partecipava attivamente a tutte le fasi delle attività delittuose, reclutando e fidelizzando i gregari, pagandone il compenso e provvedendo alla consegna del mezzo asportato ai diversi ricettatori in loco. Il gruppo non aveva contatti con basisti sul territorio ma perfetta conoscenza delle aree da colpire, prediligendo la dorsale adriatica soprattutto per comodità sia per raggiungere gli obiettivi che soprattutto per il veloce rientro in sede con i mezzi rubati, attraverso il tratto autostradale che la parallela statale 16. Le indagini, svolte tra il gennaio 2018 e l'aprile 2019, hanno appurato che i componenti del sodalizio asportavano, nelle regioni Abruzzo, Marche, e Puglia, almeno 49 autovetture per un valore commerciale quantificato complessivamente in 600 mila euro. Gli arrestati, uno era già ristretto in carcere, sono stati sottoposti al regime degli arresti domiciliari con l'applicazione del braccialetto elettronico. Si evidenzia il lavoro encomiabile svolto dall'Arma dei carabinieri, che ha conseguito importanti risultati investigativi.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).