Le complesse indagini, effettuate con intercettazioni telefoniche, ambientali, video-riprese e servizi di osservazione, pedinamento e controllo, poi avvalorate dalle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, hanno permesso, tra l'altro, di arrestare "in mare" a Molfetta (Bari) - con il supporto del Reparto Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari - due scafisti provenienti dall'Albania con oltre una tonnellata di marjuana, individuare a Savelletri (Brindisi) un deposito all'interno del quale erano custoditi circa 700 chilogrammi dello stesso stupefacente (oltre a proiettili per Kalashnikov, centraline elettroniche per autoveicoli, documenti, passamontagna e chiodi in ferro a tre punte), intercettare a Palagiano (Taranto) un corriere italiano mentre trasportava oltre 6 chili di marjuana destinata al mercato lucano, arrestare due donne albanesi con oltre 2 chili di marjuana a Bitonto (Bari), sequestrare alcune carte d'identità italiane contraffatte in Albania, intestate ad ignari cittadini pugliesi, utilizzate dagli albanesi per espatriare nel Nord Europa. Relativamente a quest'ultimo riscontro è stata eseguita una misura cautelare, agli arresti domiciliari, nei confronti di un appartenente alle Forze di polizia italiane il quale, oltre a concorrere nel reato di fabbricazione di documenti di identificazione falsi, ha illegalmente fornito informazioni attinte dalla Banca Dati del Ministero dell'Interno. I provvedimenti restrittivi emessi dal Giudice presso il Tribunale di Tirana completano le attività investigative - patrimoniali e personali - effettuate in Albania dalla Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana a seguito dell'Operazione SHEFI nel cui ambito, il 14 marzo 2018, la DIA di Bari aveva tratto in arresto 43 persone responsabili del reato di traffico internazionale di sostanze stupefacenti dall'Albania all'Italia. La Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana, con il determinante contributo della Dda e della Dia di Bari, ha raccolto anche gravi indizi di colpevolezza a carico di soggetti albanesi, appartenenti ad una potente organizzazione criminale, operante in Valona. In particolare, a seguito di un sequestro - effettuato il 10 novembre 2015 in Albania - di oltre 800 chilogrammi di marijuana stipati su un potente gommone oceanico pronto a partire per la Puglia, sono stati effettuati accertamenti personali e patrimoniali che, in data odierna, hanno consentito di arrestare in Albania 10 persone, nonchè di sottoporre a sequestro beni mobili ed immobili, per un valore di oltre 4 milioni di euro, tutti nella zona di Valona (Albania), tra i quali una fabbrica di produzione e commercio di caffè, una società di distribuzione di bibite ed alcolici, un'attività commerciale di prodotti alimentari, un ristorante-bar, 15 appartamenti, un terreno edificabile, nonchè 7 autovetture di grossa cilindrata ed un'imbarcazione munita di potenti motori fuoribordo. Nel complesso sono state sequestrate circa tre tonnellate e mezzo di droga tra marijuana, cocaina ed hashish, sottraendo alle associazioni criminali proventi stimati in oltre 40 milioni di euro, per un totale di circa 7 milioni di dosi singole ricavabili dallo spaccio al dettaglio. Il Gip del Tribunale di Bari, Giovanni Abbattista, accogliendo le risultanze investigative della locale Dda, nel riconoscere - tra l'altro - la sussistenza dell'aggravante della "transnazionalità " del reato, ha evidenziato "che la Puglia - per come già dimostrato dalla Dia con l'operazione Shefi - continua a costituire la principale base logistica delle organizzazioni criminali albanesi per smerciare sostanze stupefacenti in tutto il territorio italiano". I provvedimenti cautelari - nei confronti di 10 italiani e 27 albanesi tradotti sia in carcere (25) che agli arresti domiciliari (12) - sono stati eseguiti tra Italia (nelle province di Bari, B.A.T., Roma, Lecce, Matera e Pesaro-Urbino) e Albania (in esecuzione di un mandato d'arresto internazionale e di un ordine d'indagine europeo).
Traffico di droga, 37 arresti tra Italia e Albania e sequestro di beni per 4 milioni di euro
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Le complesse indagini, effettuate con intercettazioni telefoniche, ambientali, video-riprese e servizi di osservazione, pedinamento e controllo, poi avvalorate dalle dichiarazioni di due collaboratori di giustizia, hanno permesso, tra l'altro, di arrestare "in mare" a Molfetta (Bari) - con il supporto del Reparto Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari - due scafisti provenienti dall'Albania con oltre una tonnellata di marjuana, individuare a Savelletri (Brindisi) un deposito all'interno del quale erano custoditi circa 700 chilogrammi dello stesso stupefacente (oltre a proiettili per Kalashnikov, centraline elettroniche per autoveicoli, documenti, passamontagna e chiodi in ferro a tre punte), intercettare a Palagiano (Taranto) un corriere italiano mentre trasportava oltre 6 chili di marjuana destinata al mercato lucano, arrestare due donne albanesi con oltre 2 chili di marjuana a Bitonto (Bari), sequestrare alcune carte d'identità italiane contraffatte in Albania, intestate ad ignari cittadini pugliesi, utilizzate dagli albanesi per espatriare nel Nord Europa. Relativamente a quest'ultimo riscontro è stata eseguita una misura cautelare, agli arresti domiciliari, nei confronti di un appartenente alle Forze di polizia italiane il quale, oltre a concorrere nel reato di fabbricazione di documenti di identificazione falsi, ha illegalmente fornito informazioni attinte dalla Banca Dati del Ministero dell'Interno. I provvedimenti restrittivi emessi dal Giudice presso il Tribunale di Tirana completano le attività investigative - patrimoniali e personali - effettuate in Albania dalla Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana a seguito dell'Operazione SHEFI nel cui ambito, il 14 marzo 2018, la DIA di Bari aveva tratto in arresto 43 persone responsabili del reato di traffico internazionale di sostanze stupefacenti dall'Albania all'Italia. La Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità Organizzata di Tirana, con il determinante contributo della Dda e della Dia di Bari, ha raccolto anche gravi indizi di colpevolezza a carico di soggetti albanesi, appartenenti ad una potente organizzazione criminale, operante in Valona. In particolare, a seguito di un sequestro - effettuato il 10 novembre 2015 in Albania - di oltre 800 chilogrammi di marijuana stipati su un potente gommone oceanico pronto a partire per la Puglia, sono stati effettuati accertamenti personali e patrimoniali che, in data odierna, hanno consentito di arrestare in Albania 10 persone, nonchè di sottoporre a sequestro beni mobili ed immobili, per un valore di oltre 4 milioni di euro, tutti nella zona di Valona (Albania), tra i quali una fabbrica di produzione e commercio di caffè, una società di distribuzione di bibite ed alcolici, un'attività commerciale di prodotti alimentari, un ristorante-bar, 15 appartamenti, un terreno edificabile, nonchè 7 autovetture di grossa cilindrata ed un'imbarcazione munita di potenti motori fuoribordo. Nel complesso sono state sequestrate circa tre tonnellate e mezzo di droga tra marijuana, cocaina ed hashish, sottraendo alle associazioni criminali proventi stimati in oltre 40 milioni di euro, per un totale di circa 7 milioni di dosi singole ricavabili dallo spaccio al dettaglio. Il Gip del Tribunale di Bari, Giovanni Abbattista, accogliendo le risultanze investigative della locale Dda, nel riconoscere - tra l'altro - la sussistenza dell'aggravante della "transnazionalità " del reato, ha evidenziato "che la Puglia - per come già dimostrato dalla Dia con l'operazione Shefi - continua a costituire la principale base logistica delle organizzazioni criminali albanesi per smerciare sostanze stupefacenti in tutto il territorio italiano". I provvedimenti cautelari - nei confronti di 10 italiani e 27 albanesi tradotti sia in carcere (25) che agli arresti domiciliari (12) - sono stati eseguiti tra Italia (nelle province di Bari, B.A.T., Roma, Lecce, Matera e Pesaro-Urbino) e Albania (in esecuzione di un mandato d'arresto internazionale e di un ordine d'indagine europeo).
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