Deputazione feste patronali, Vescovo deciso a fare tabula rasa: novità forse a partire da ottobre

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Non è un caso che si parli spesso della Deputazione feste patronali di Cerignola in prossimità – manca poco più di un mese – della festa patronale in onore della Madonna di Ripalta. E’ l’ente che organizza la manifestazione e dunque in questo periodo dell’anno è al lavoro come non mai per gestire tutti i minimi dettagli dell’evento. Forse mai come quest’anno la festa patronale ha rischiato di non essere celebrata come negli ultimi periodi, a parte l’arco temporale della pandemia del Covid. Questo perché dopo l’elezione del nuovo presidente e tesoriere/segretario avvenuta ad aprile, nel mese di giugno le due cariche – rappresentate rispettivamente da Angiolo Pedone (avvocato) e Francesco Genovese (funzionario del ministero dell’Economia e delle Finanze) – hanno presentato le dimissioni. 

Le cause di tale scelta sono già state riportate su queste colonne. “A un certo punto sentivo di essere il corpo estraneo, rigettato”, aveva detto Pedone a l’Attacco. “Il nostro apporto – non gradito – è stato contrastato mettendoci in minoranza”, aveva specificato l’ex presidente. Ma non è tutto. Lo scontro principale, anche se si legge tra le righe delle dichiarazioni, è avvenuto per la gestione economica dell’ente. 

“Abbiamo chiesto, sin da subito, di poter procedere e lavorare con la massima trasparenza – aveva dichiarato Genovese a l’Attacco –: queste sono state le indicazioni condivise da me e dall’avvocato Pedone. Rispetto a tali prospettive c’è una firma congiunta: abbiamo evidenziato, dunque, che intendevamo operare con la massima trasparenza e con tutti i pagamenti tracciabili, quindi attraverso bonifico o assegno”. 

Su questo aspetto così si era espresso Pedone a l’Attacco: “Mi sono trovato di fronte a un modus operandi non in sintonia con il mio. E’ diverso da quello che volevo impostare io, perché voglio che le cose vengano fatte in maniera chiara: proposte e idee deliberate e movimentazione di denaro fatte con tracciabilità nel rispetto delle norme fiscali”. 

La vicenda – seppur grave – è stata trattata in tono minore proprio per non sprecare il lavoro fatto dalla precedente gestione – seppur in poche settimane di tempo – per l’organizzazione della festa patronale e per non creare allarmismi in città in vista di un evento molto sentito (nonostante l’amministrazione avesse palesato qualche preoccupazione). 

“Prima di rassegnare le dimissioni, ho chiesto al vescovo – tramite il suo segretario – di avere un colloquio, ma è stato molto difficile, tant’è che il tutto è stato demandato al suo vicario. Il quale ha ascoltato le mie parole, senza fare altro, ha preso atto delle dimissioni. E non sono stato più contattato da nessuno”, aveva detto ancora Pedone.

Pare, invece, che il vescovo mons. Fabio Ciollaro non abbia sottovalutato la questione e abbia deciso di non prendere sottogamba l’impegno di un restyling della Deputazione. Secondo quanto accertato da l’Attacco, l’ente sta proseguendo le attività con un presidente pro tempore nella persona di don Pio Cialdella (coadiuvato da Gerardo Leone).

Questo per ottemperare, come detto, all’impegno clou della Deputazione. Pare, però, che il vescovo abbia deciso di voler azzerare il consiglio e mettere un punto rispetto anche a una gestione decennale da parte di alcuni componenti dell’ente. Questo dovrebbe avvenire presumibilmente nel prossimo ottobre.

Il vescovo, dunque, sembra intenzionato a voler fare tabula rasa: l’ente, infatti, dal punto di vista della Diocesi era diventato un piccolo centro di interesse e di poteri che viveva quasi di vita propria. E’ chiaro che non ci sono ingerenze nel lavoro del comitato, ma sarebbe opportuno anche controllare l’operato dell’ente e soprattutto è auspicabile rendere la Deputazione più appetibile anche ai più giovani e non restare un gruppo chiuso, come aveva avuto già modo di evidenziare l’ex presidente Pedone.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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