Nonostante il forte caldo, che secondo gli esperti dovrebbe diminuire nelle prossime ore, Foggia si prepara a festeggiare la Festa di Sant’Anna, Santa protettrice delle partorenti. Quella del 26 luglio, infatti, è una delle feste più folkloristiche della città, una seconda festa patronale, una sorta di assaggio di 15 agosto. Una ricorrenza parecchio sentita dai crocesi, nucleo originario della città di Foggia, paragonabile per partecipazione alla festa patronale. La tradizione cristiana venera Sant’Anna come protettrice delle partorienti non solo perché ha generato la Madonna, ma anche perché nei Vangeli apocrifi è scritto che Anna era sterile e dopo tanti sacrifici e preghiere le è stata concessa la grazia di partorire la Madonna. La tipicità della festa di Sant’Anna è legata agli aspetti culinari che si sono mantenuti quasi intatti col passare del tempo.
“Negli anni ‘50 ancora qualcuno ricorda come questa festa fosse occasione di divertimento attraverso il palo della cuccagna, il palio dei maccheroni e il gioco della “quattro soldi” , moneta da staccare con i denti sotto un paiolo annerito dal carbone - ricorda Alberto Mangano - se questi giochi popolari, antico retaggio di feste pre-cristiane, sono scomparsi per far posto alle giostre, ciò che è rimasto di questa festa è l’usanza di mangiare davanti casa, per strada, le ciammaruchelle, le pizze fritte e il melone rosso. La strada assurge così a spazio di incontro, di comunione tra gli abitanti prima che con se stessi”.
Davanti al cappellone delle Croci sono state montate le luminarie. Un punto interrogativo resta ancora sulle giostre. Una cosa è certa: il culto religioso si è celebrato.
Ieri mattina l’Attacco ha incontrato Padre Gianmaria della chiesa di Sant’Anna di Foggia. “C’è ancora molta devozione verso Sant’Anna che non è solo la patrona delle partorienti ma la protettrice di Foggia perché qui si riversano non solo i fedeli della nostra parrocchia ma di tutte le chiese cittadine - dice il frate – Sant’Anna è ancora predominante come devozione. Certo noi frati pensiamo solo all’aspetto liturgico e religioso. Celebriamo le Sante Messe, provvediamo alle novene e ai diversi momenti di preghiera”.
Come da tradizione celebrate ieri Santa Messa e processione per le vie della parrocchia di Sant’Anna. Via Sant’Antonio, via Iconavetere, via Cappuccini (dove i frati avevano il convento), via Manzoni. Questi i punti toccati.
“C’è un forte legame tra i foggiani e Sant’Anna. Un legame indissolubile soprattutto con le donne – aggiunge padre Gianmaria – Lei è stata nonna, l’abbiamo infatti celebrata nella giornata dei nonni e degli anziani. Sant’Anna è stata mamma: tutte le mamme sono ai suoi piedi. È la protettrice dei partorienti, in veneranda età ha ricevuto il dono di dare alla luce una bambina. Sant’Anna rappresenta tutto ciò che riguarda la società di oggi. Sant’Anna è stata anche vedova: secondo una antica tradizione orientale, infatti, San Gioacchino morì prima di Sant’Anna lasciandola sola. In questa giornata di novena abbiamo anche celebrato un momento di preghiera per tutti i vedovi e le vedove. Insomma le donne sono molto legate a Sant’Anna, la nonna di Gesù. Purtroppo ad oggi c’è ancora un po’ di confusione: molti, nel nostro borgo, la chiamano la Madonna di Sant’Anna. Ma così non è”.
I periodi di pandemia avevano in qualche modo allontanato la gente dalla preghiera, dalla frequentazione delle parrocchie.
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