Sono 500 anni meno uno: il 2-3 e 4 marzo 2025, a Orsara di Puglia prenderanno il via le celebrazioni dei cinque secoli di attività del forno a paglia probabilmente più antico della regione tra quelli ancora in funzione. Si tratta del forno a paglia di “Pane e Salute”, panificio-pizzeria che sforna pagnotte dal 1526. Si trova in via Caracciolo 13, a Orsara di Puglia, in una stradina che profuma di buono da mezzo millennio. Gli orsaresi da sempre sono molto legati a questo luogo. Le massaie di un tempo vi si recavano per infornare l’impasto che avevano preparato in casa. Era ed è stato per lungo tempo un “forno di Comunità”. Da oltre 100 anni, è di proprietà della famiglia Di Biccari. Oggi è il “regno” di Angelo Di Biccari, “Mastro del pane” da cinque generazioni, cuoco-fornaio e pizzaiolo che quotidianamente, assieme ai suoi familiari, sforna decine di pagnotte, alcune delle quali arrivano a pesare anche quattro chili e mantengono una buona fragranza fino a 15 giorni dopo essere state sfornate. Il segreto è un lievito madre che da 100 anni è costantemente rigenerato.
Concetta Terlizzi, assessora alla Cultura del Comune di Orsara di Puglia, ha raccontato a l’Attacco: “Il forno ‘Pane e salute’ è il più longevo e funzionante anche se non tutto l’anno perché si ferma d’estate dato che produce molto calore. Questa è una pre-festa, quest’anno sono 499 anni del forno, mentre l’anno prossimo ci sarà la grande festa per celebrare i 500 anni. Ma è giusto cominciare da ora e festeggiare a livello locale, poi si farà qualcosa di più grande. La peculiarità del forno è di essere a paglia e non a legna e questo fa di esso uno dei più longevi della Puglia. Questo forno si trovava accanto alla casa dei Tarantino, la famiglia proveniente da Sant’Angelo dei Lombardi che si occupava di fondere campane. Due istituzioni per Orsara, nate insieme, una che vive ancora oggi, l’altra scomparsa, ma entrambe avevano a che fare con il fuoco elemento che contraddistingue Orsara”.
Domenica 2 marzo 2025, le celebrazioni dei “500 anni meno 1” inizieranno alle ore 18.00, con la possibilità per tutti di ritirare un po’ di “criscitor” (il lievito madre) presso il forno a paglia.
Lunedì 3 marzo, dalle 10.00 alle 12.00 prenderà il via il “Laboratorio del piccolo fornaio” con l’accensione del forno a paglia a due ore dedicate ai bambini dai 7 ai 14 anni che impareranno a produrre il pane. Sempre lunedì 3 marzo, a mezzogiorno ci sarà l’”Apertura del forno a tutti e cottura delle pizze e del pane”, con l’infornata delle pagnotte preparate in casa dagli orsaresi.
Martedì 4 marzo, alle ore 17, in via Caracciolo 13 si terrà la conferenza sul tema “499 anni di tradizione, salute e bontà” e, a seguire, il cooking show di Angelo Di Biccari con degustazione.
Le iniziative sono organizzate col patrocinio del Comune di Orsara di Puglia e della Regione Puglia.
Il fornaio Angelo Di Biccari ha spiegato a l’Attacco: “I miei figli sono la sesta generazione che ha questo forno, la caratteristica importante è il forno stesso che era comune, era del paese. Il pane si faceva a casa, distribuivamo il lievito madre, si preparava a casa e si portava a cuocere in questo forno. Il fornaio si occupava del forno ed era attento alle temperature e alla cottura. Gli ingredienti per il pane erano lievito, acqua, sale, grano duro e grano tenero, si aspettava che lievitasse l’impasto e al momento giusto si portava a cuocere, ogni famiglia aveva il suo marchio per distinguere le pagnotte. Questa è la storia di questo forno che dura da quasi 500 anni. La particolarità di questa realtà è una sola: porta avanti le tradizioni legate alla comunità e alla mia famiglia”, ha detto Angelo.
“Quando non impasta nessuno lo faccio io e do il pane agli amici per gustarcelo, la cosa curiosa è che dall’impasto del pane si faceva la pizza con la ricotta, con il pomodoro e tanto altro e si infornavano anche taralli e biscotti per non disperdere il calore. Fare il fornaio è un’arte, perché la cottura è l’aspetto più importante per la realizzazione del pane. In questo forno veniva messo a cuocere tutto ciò che si preparava anche durante le feste patronali, i matrimoni, le ricorrenze e tutto veniva buonissimo”, ha concluso Angelo, orgoglioso di essere custode di una tradizione che resiste da 500 anni.
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