“A volte la storia torna a parlarci nei modi più inaspettati. Durante i restauri nella chiesa di San Michele Arcangelo a Formello, un paese di origine etrusca alle porte di Roma, è riemersa un’immagine antica e potente: un affresco del tardo Quattrocento - riferisce Maria Teresa Valente, assessora a Welfare e Cultura del Comune di Manfredonia - che racconta l’apparizione di San Michele sul Gargano al vescovo Lorenzo Maiorano”.
“Ma ciò che colpisce, tra rocce, processioni e figure devote, è lo sfondo: una città cinta da mura, con torri, porte e un profilo che non lascia dubbi. È Manfredonia-Siponto, così come doveva apparire alla fine del Quattrocento, idealizzata, familiare, piena di luce”.
“Un arciere tende la balestra verso la grotta miracolosa. Un vescovo guida i fedeli. E sullo sfondo, la nostra città: amata, riconoscibile, testimone silenziosa di fede e bellezza”.
“Un’emozione intensa, che ci ricorda quanto Manfredonia fosse già allora un luogo narrato, raffigurato, vivo nella devozione e nell’arte”.
“Un grazie sentito all’architetto Antonello D’Ardes, che ha condiviso con me questa immagine preziosa, custode di memoria, identità e incanto”.
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