Non sembra conoscere altro metallo se non il più pregiato. Tredici anni da compiere, ma in acqua sembra un veterano. Tra i nuotatori pugliesi più promettenti c’è sicuramente Luca Ugo Granatiero, talento firmato Pentotary da coltivare nel rispetto della sua giovanissima età, per uno sviluppo costante verso i grandi palcoscenici della disciplina. Nasce a Foggia il 3 settembre 2012, ed è un nuotatore specializzato nello stile libero e nel dorso. Comincia a nuotare al Mirage Village, per poi avviare la carriera agonistica alla Pentotary. Tra i recenti successi spiccano i quattro ori alla XXVI Coppa Città di Vasto, i cinque ori ai Campionati Regionali a Monopoli ed i tre ori al Trofeo delle Regioni a Scanzano Jonico.
I suoi personal best in vasca corta nello stile libero sono: 55.87 nei 100; 1.59.92 nei 200; 4.18.10 nei 400; 17.11.80 nei 1500; mentre nel dorso sono: 1.00.51 nei 100; 2.11.54 nei 200. I suoi PB in vasca lunga nello stile libero sono: 56.99 nei 100; 2.04.69 nei 200; 4.31.32 nei 400; mentre nel dorso sono rispettivamente 1.03.27 nei 100 e 2.17.47 nei 200.
Come ti sei avvicinato al nuoto?
Mio padre, nella scelta dello sport da praticare, ha visto come il nuoto fosse uno dei più completi e mi ci ha fatto avvicinare. Ho cominciato quando avevo all’incirca tre anni, mentre ho avviato l’attività agonistica nel 2018.
Quali sono gli stili e le lunghezze che prediligi?
Fino a qualche anno fa gareggiavo ai Campionati Regionali sempre su tre stili: farfalla, dorso e stile libero. Negli ultimi due anni, invece, ho cominciato a portare soprattutto dorso e stile libero. In quest’ultimo mi sono specializzato anche nel mezzofondo. Tuttavia, a quest’età credo che si debba saper fare bene tutti e quattro gli stili, quindi il delfino non l’ho ancora lasciato.
Quanto sono stati importanti i tuoi allenatori nella tua crescita?
Molto. Primo fra tutti il mio attuale allenatore Mario Ciavarella. Oltre a lui, fondamentale è stato anche Leo Silio, così come i miei precedenti istruttori Donato Spinazzola e Donato Di Iorio. Ognuno di loro, in maniera differente, mi ha aiutato a crescere sia a livello tecnico, fornendomi consigli tecnici per migliorare, che psicologico, dandomi la giusta mentalità per affrontare ogni allenamento e gara.
Le differenze principali tra brevi e lunghe distanze?
Pur essendo molto diverse, sono allo stesso modo complicate e ognuna va gestita in modo differente. Ad esempio, nella gara di un 100 bisogna essere abili nella velocità ma anche avere una resistenza tale da non abbassare il ritmo, mentre nelle gare con uno sforzo prolungato aumenta l’acido lattico e dopo un po' lo patisci.
Come reputi la tradizione di nuoto foggiana e le sue strutture?
C’è una differenza abissale tra Nord e Sud. Quando i miei compagni tornavano dalle gare di Riccione mi raccontavano di come per ogni impianto ci fossero due o tre piscine. Una cosa inimmaginabile al Sud. Tuttavia, sono consapevole degli sforzi fatti per mantenere una società, quindi non posso lamentarmi, anche perché i miei allenatori sono preparatissimi e per questo non c’è struttura che tenga.
Come hai vissuto le tue ultime gare?
Dopo la passata stagione e il Trofeo delle Regioni al quale ho partecipato con un anno di anticipo, mi sono focalizzato soprattutto sulla parte finale di questa stagione, quindi Campionato Regionale in corta, Meeting Lorusso e Trofeo delle Regioni. Il Campionato Regionale è stato un momento molto particolare perché competendo su più gare avevo la possibilità di scendere sotto una barriera, per cui i due minuti per i 200 stile libero, il minuto per i 100 dorso e i due minuti e dieci secondi per i 200 dorso. Nei 200 stile libero ci sono riuscito, per me era molto importante e sono contento di esserci riuscito. Invece, per i 100 dorso, avendo gareggiato poco prima nei 400 stile libero, era arrivato stanco e non sono riuscito nell’intento. Infine, sono rimasto soddisfatto anche del tempo realizzato nei 200 dorso, seppur anche in questo caso non sono riuscito a scendere sotto la barriera. Il Meeting Lorusso, la mia prima competizione in vasca lunga, mi ha fatto sentire molto la differenza con quella corta. Allenandomi molto sulla tecnica, sulla virata e sulla subacquea in vasca da 25, in quella da 50 mi sentivo un po' più in difficoltà, soprattutto dopo i 25-30 metri. Al Trofeo delle Regioni, dopo essermi preparato con il Meeting Torre del Faro, ero arrivato molto carico. Tra tempi registrati e medaglie ottenute sono stato molto soddisfatto ed è stato un buon primo approccio a livello italiano.
Cosa ti piace del nuoto?
Soprattutto il gesto tecnico e le subacquee, ma in particolare amo la competizione, che mi motiva e spinge sempre a migliorarmi.
I tuoi prossimi obiettivi?
Con il passaggio alla categoria Ragazzi 14 anni, entro fine anno avrò gli Assoluti regionali, Meeting e qualifiche, in attesa di entrare nel vivo della stagione. Inoltre, a settembre comincerò la terza media, e in seguito vorrei iscrivermi al Liceo Scientifico perché reputo possa essere molto utile per la mia formazione.
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